14 nov 2019

 

10 Libri da leggere per la stagione invernale. Consigli di lettura classici e contemporanei

Una lista di alcuni buoni libri da leggere per l'inverno quando fuori fa freddo oppure cade la neve (cambiamenti climatici permettendo). Immaginate, mentre fuori l'aria è gelata, essere avvolti da una trapunta seduti sul divano con una tazza di tisana, tè o cioccolata calda, oppure chi davanti un camino, quale libro accogliente leggeresti in grembo ?

Per la lettura invernale i giorni freddi e nebulosi possono essere la scusa perfetta per rimanere dentro casa a leggere. Quindi, munisciti di una calda coperta, (non barare cercando di aumentare il termostato ambientale) bevi una cioccolata che aiuta la concentrazione, se vuoi accendi anche qualche candela profumata e immergiti tra questi dieci titoli ambientati nel freddo inverno per condividere nobili sensazioni. Se poi la neve fuori alla finestra non arriva quest'anno, puoi sempre sperimentare e immaginare questo clima invernale innevato almeno sulla pagina.

Scrisse Arthur Conan Doyle «Non importa quanto sia umile la tua libreria, né quanto modesta la stanza che adorna. Chiudi la porta di quella stanza dietro di te, isolandoti da tutti i pensieri del mondo esterno; tuffati nella rassicurante compagnia dei grandi morti e così avrai varcato il portale magico per giungere in quel bel paese dove la preoccupazione e l’apprensione non ti possono più seguire». *












Eowyn Ivey

1920. Una notte fatata porta la prima neve dell'anno. Stregati dai fiocchi che volteggiano nell'aria, Jack e Mabel costruiscono un pupazzo. Una bimba di neve, che il mattino dopo misteriosamente scompare. Al suo posto, forse, una bimba bionda che corre nei boschi. Una bimba selvaggia che di tanto in tanto torna a trovarli. Una presenza struggente nelle terre estreme d'Alaska.

Eowyn Ivey, giornalista e libraia, è cresciuta in Alaska, sua madre la chiamò con questo nome da un personaggio del Signore degli Anelli. Il romanzo si basa sulle esperienze di vita di Ivey in Alaska, dove lei e la sua famiglia coltivano il loro cibo e cacciano caribù, alci e orsi per la carne. "Avrei sempre voluto raccontare una storia magica ambientata in Alaska, ma non avevo trovato il modo di ottenerla, almeno finché non mi sono imbattuta in una classica fiaba russa" ha detto in un intervista alla BBC. 








Charles Dickens

Il romanzo breve fu composto da un Dickens turista a Genova e stampato nel 1844, un anno dopo il Racconto di Natale, l'autore venne colpito dal fragore delle campane di Genova udibili da lontano dove "il rumore era particolarmente odioso anche per gli spiriti maligni"(da Impressioni Italiane).
Fa parte della serie di libri sul Natale ispirata al clima natalizio dove si trovano echi di buoni sentimenti e bontà umana. Protagonista un vecchio facchino che tira avanti a stento la sua vita, ma è felice con poco, specie quando ascolta le sue amate campane, con le quali conversa come se fossero esseri viventi. La sera del 31 dicembre darà ospitalità a un vagabondo...







Truman Capote
Dall'autore di Colazione da Tiffany due racconti autobiografici toccanti, capaci di evocare il profumo magico e familiare dell'infanzia. In Un Natale il giovane Truman Capote viene mandato dalla sua casa d'infanzia con la sua amata cugina Miss Sook a New Orleans e c'è un padre che non ha mai incontrato. Lontano dal calore e dalla familiarità dei sogni di una piccola città e delle tradizioni familiari, Truman impara le dolorose verità su suo padre, su Babbo Natale e sull'amore perduto e ritrovato.













Karen Blixen

Gli undici racconti presentati hanno il destino come tema ricorrente, e le loro domande chiave sono quindi su come l'uomo è proporzionale al destino e se esso può cambiare il tempo e il destino per realizzare le proprie opportunità di vita. Questi Racconti d’inverno rimandano punto per punto alle Sette storie gotiche e insieme alle narrazioni successive. Ma allo smalto del primo libro, a quella «luminescenza sulfurea» che vi avrebbe notato un’altra grande scrittrice, Carson McCullers, fa seguito qui una nebbia sognante, un perdersi degli orizzonti, uno slancio migratorio fra boschi, ghiacci e acque. 







Autori vari
L'ALBERO DI NATALE
e altri racconti


Non si può fare a meno del Natale tra le letture invernali, ma ne L’albero di Natale di Charles Dickens, che dà il titolo a questa raccolta, troviamo uno dei racconti più intimi e autobiografici dell’autore, quasi una meditazione proustiana sull’infanzia, sorprendentemente toccante. Di tutt’altra atmosfera è il racconto natalizio di O. Henry, in cui il regalo di Natale a cui fa riferimento il titolo è in realtà una pistolettata improvvisa. Poi racconti di Louisa May Alcott, Thomas Hardy e altri.











Dan Simmons
Il 19 maggio 1845, l'Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta un'allucinante avventura dove gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia. 









Rosamunde Pilcher
In questo romanzo tranquillo (a volte classificato come una storia d'amore,) cinque persone, ognuna con la propria dolorosa tragedia personale, si riuniscono durante il periodo natalizio in una tenuta fatiscente nel nord della Scozia. Mentre ogni personaggio è afflitto dalla solitudine e dal rimpianto, sembra che il destino li abbia uniti nella vecchia casa fatiscente. Ed è in questa casa, il giorno più breve dell'anno, che queste cinque persone si ritroveranno, e alla fine troveranno la felicità per se stessi.









Katherine Arden
La notte dell'inverno. Vol. 1

In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l'inverno dura la maggior parte dell'anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell'inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può "vedere" e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare. L'americana Katherine Arden (1987) con il suo romanzo, L’Orso e l’Usignolo, primo capitolo della trilogia La notte dell’inverno, fa il suo esordio anche in Italia.











Lorna Nicholl Morgan
La protagonista del romanzo è Dylis Hughes una rappresentante di commercio di prodotti chimici, siamo intorno al 1947, essendo dicembre, con una tormenta e le strade impraticabili la donna non si perde d'animo e il lettore non rimane sorpreso quando legge che la sua auto rimane bloccata in un banco di neve. Tuttavia, l'aiuto arriva presto sotto forma di Inigo Brown, che sta per andare alla casa di campagna di suo zio nello Yorkshire. Lui la invita a trascorrere la notte nella dimora dal momento che nulla può essere fatto per la sua auto al momento. 

Arrivare nell'austera dimora sarà l'inizio e non la fine dei suoi problemi, tanto che i residenti la guardano con sospetto, poiché hanno qualcosa da nascondere. Quando la tormenta obbliga altri viaggiatori a cercare rifugio da loro, la compagnia si allarga e l'atmosfera si surriscalda. Poi nel cuore della notte, la morte verrà a turbare il sonno degli ospiti... Inedito giallo pubblicato per la prima volta in Italia.

La vita di Lorna Nicholl Morgan è avvolta nel mistero. Scrisse solo quattro romanzi tra il 1944 e il 1947. Di lei si sa poco altro. I gialli di sua produzione l’hanno resa una delle scrittrice più apprezzate della Golden Age della crime fiction britannica.












Pearl S. Buck
MINIATURA DI NATALE


Pearl S. Buck vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1938 "per le sue ricche descrizioni epiche della vita dei contadini in Cina e per i suoi capolavori biografici". Il suo best seller La buona terra narrava della vita contadina in Cina. La scrittrice, figlia di un missionario americano, si trasferì in Cina all'età di tre mesi dove visse per qualche decennio per poi tornare negli USA.

"Natale era il momento dell'anno in cui ci sentivamo americani, i miei genitori la mia sorellina e io. C'erano molte altre solennità che festeggiavamo con i nostri amici cinesi durante l'anno solare cinese... Poiché l'infanzia in Cina mi ha lasciato questi ricordi, non c'è da meravigliarsi che quando in America ebbi una casa mia, un marito e dei figli, tutti cercassimo di rendere il Natale quanto più lieto possibile" . Il libro raccoglie tredici racconti legati al Natale.  







Anthony Trollope
NATALE A THOMPSON HALL
Sellerio



«Non preciserò l’anno esatto per evitare che i più curiosi indaghino sulle circostanze di questa storia, venendo così a conoscenza di dettagli che non desidero siano divulgati». Ecco come Anthony Trollope, uno dei grandi vittoriani assieme a Dickens e Thackeray, introduce i lettori nel suo piacevole, riposante conversare. L’immagine che offre è quella di un arguto signore che riferisce intricati fatti altrui come se non fosse lui ad inventarseli, ma ne venisse informato solo grazie a precisi rapporti, anche un po’ pettegoli.Il tradizionale Natale inglese ottocentesco narrato in 5 racconti concentrato di più sulle classi dei piccoli possidenti. Specialmente sulle donne, che erano le sue grandi lettrici. La signora Brown (Thompson da nubile) è entrata per errore nella stanza di un estraneo mentre dorme, applicandogli in viso un unguento destinato al marito: da qui un catastrofico sviluppo di complicazioni. Il giovane Maurice ha detto, per leggerezza, che il Natale è una noia e questo, la pia Isabel, che lo ama alla follia, non potrebbe accettarlo. Elizabeth è convinta che una brava ragazza non può essere felice, per questo rifiuta il suo adorato Godfrey. E altri quadretti, tutti ambientati nel Natale, che rappresentano senza ammetterlo com’era inutilmente arzigogolato essere donna e per bene in età vittoriana.

















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