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"Settembre nero" di Veronesi: l'estate del '72 che cambierà tutto nella vita del narratore. Una storia di infanzia perduta, segreti e memoria.
Avete mai pensato a quell'estate che ha segnato per sempre la vostra vita? Quella in cui, in poche settimane, tutto è cambiato e l'innocenza dell'infanzia si è frantumata come un castello di sabbia travolto dall'onda? Ecco, "Settembre nero" di Sandro Veronesi è esattamente questo: il racconto struggente di un'estate che divide il prima dal poi.
"...quando io mi presentai in spiaggia con i riccioli, Astel si presentò con le treccine come quelle di sua madre – anzi, più belle ancora. E desiderare di toccare le sue si dimostrò subito tutt’un’altra faccenda."
Gigio Bellandi ha sessant'anni quando decide di tornare indietro con la memoria a quell'estate cruciale del 1972 in Versilia. Aveva dodici anni, e in quelle poche settimane apparentemente idilliache, il suo mondo sicuro e protetto è crollato sotto il peso di una catastrofe improvvisa e brutale.
Prima di allora, la vita di Gigio era perfetta: si appassionava ai vari sport, leggeva Linus, vedeva gli amici della spiaggia, viveva nel suo mondo da adolescente. Ma proprio quell'anno ci furono le Olimpiadi di Monaco che finirono in tragedia, e un altra tragedia frantumerà il suo mondo speciale.
Fra i personaggi c'è suo padre, avvocato penalista con una passione contagiosa per la vela e la sua barca, la Tivatù, con cui solca il litorale toscano insieme al figlio.
E c'era lei, la madre: irlandese dal fascino austero, con quei capelli di un rosso indescrivibile che la rendevano una "leonessa", magnetica e impossibile da ignorare, nonostante il suo desiderio di passare inosservata.
Poi la comparsa di Astel, l'affascinante - quasi coetanea - vicina di ombrellone, con le sue treccine "nere come onice nera".
Grazie a un accordo tra le famiglie, Gigio potrà trascorrere intere giornate con lei: ascoltare musica, fare per lei traduzioni di canzoni (lui bilingue, lei curiosa), e poi... quel primo, indimenticabile bacio scambiato durante l'ascolto di "Lady Stardust" di David Bowie che lo porterà in Paradiso.
Ma la felicità, si sa, è sempre fragile. E quando il mondo adulto si rivela per quello che è davvero – fatto di tradimenti e segreti – l'equilibrio della famiglia Bellandi si spezzerà per sempre.
Quello che rende speciale questo libro di Veronesi è la sua capacità di nascondere grandi verità nei dettagli più piccoli. Non è solo la storia di un'infanzia interrotta, ma un romanzo denso di indizi e riflessioni sulla memoria, sulla famiglia e sul potere del racconto.
Prendiamo lo zio Giotti, per esempio: un parente misterioso, timido, con un passato da anarchico e prigioniero politico in America. La sua caratteristica più bizzarra? Lascia sempre l'ultimo boccone nel piatto, qualunque cosa mangi. Un gesto che in famiglia è diventato un modo di dire, una stranezza affettuosa che però dice molto di più di quanto sembri.
Oppure la madre di Gigio, con le sue affascinanti contraddizioni: taciturna, devota, quasi invisibile nella sua ricerca di anonimato, eppure tradita dai suoi capelli rosso fuoco che attirano tutti gli sguardi. Solo il figlio scoprirà qualche segreto più profondo, sorprendendola in pasticceria mentre si "ingozza" di dodici marron glacé – lei che a casa se ne concedeva a malapena uno.
"Settembre nero" ci insegna che "le verità più grandi si nascondono nei dettagli più piccoli". I gesti dei genitori, le passioni segrete, le stranezze familiari: tutto contribuisce a forgiare la nostra identità. E Veronesi lo sa bene, costruendo un racconto che sa trovare il ritmo giusto, quello lento e meditativo di chi sa che ogni granello di sabbia ha un peso.
La narrazione procede con la voce di un uomo maturo che torna a guardarsi bambino, cercando di dare un senso a una ferita mai del tutto rimarginata. È questo sguardo retrospettivo che rende la storia così potente: non è solo nostalgia, ma il tentativo necessario di capire chi siamo attraverso ciò che siamo stati.
Se amate i romanzi che sanno mescolare memoria, storia e presente, se vi piacciono le storie di formazione che non hanno paura di mostrare come la vita possa essere brutale anche quando siamo troppo giovani per comprenderla, "Settembre nero" è il libro che fa per voi.
Veronesi costruisce un'atmosfera sospesa tra la luce abbagliante dell'estate toscana e l'ombra dei segreti familiari. Il risultato è un romanzo che vi resterà addosso, come il sale sulla pelle dopo una giornata al mare.
Consigliato a: chi cerca storie intense e profonde, amanti della letteratura italiana contemporanea, lettori che apprezzano le narrazioni sulla memoria e l'infanzia perduta.
Fra l'altro l'autore ha dichiarato di essersi ispirato a un altro romanzo italiano di ricordi d'infanzia "Tempi memorabili" (su Amazon) pubblicato da Carlo Cassola nel 1966 sempre ambientato a Marina di Cecina negli anni '30.
vedi anche
di Marghanita Laski
Sandro Veronesi
SETTEMBRE NERO
La nave di Teseo
304 pagine
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