7 giu 2018

 

La donna alla finestra – A. J. Finn. Un romanzo psicologico ispirato ai film di Hitchcock

Un intenso thriller psicologico che si ispira e omaggia i film di Alfred Hitchcock


Ad Anna Fox piace spiare i vicini attraverso la finestra della sua casa signorile di Harlem. È costretta a stare a casa perché soffre di agorafobia, ma pensa di essere testimone di un crimine. Qualcosa di brutto gli è capitato per portarla in questo stato depressivo, cercando di alleviarlo con due o tre bottiglie di Merlot al giorno, insieme a diversi farmaci, nessuno dei quali dovrebbe essere mescolato con l'alcol. Poi ci sono le conversazioni a notte fonda con il suo ex marito e la figlia. E quando crede di aver assistito a un omicidio dalla sua finestra, non sembra essere del tutto sicura di se stessa. 





La donna alla finestra di A.J. Finn (Mondadori) è sostanzialmente un thriller psicologico che si lega nella scia del best-seller La ragazza del treno, sul fatto che i narratori appaiono inaffidabili (in questo caso le narratrici) ma stranamente più che nella storia di un delitto, ha delle affinità con il personaggio di Eleanor Oliphant di Gail Honeyman, nel raccontare gli eventi con ironia, trauma e guarigione psicologica, alimentando ancora di più una certa dose di mistero sul personaggio. 

Anna Fox ha sperimentato qualcosa di devastante in passato, il suo misterioso trauma gli ha causato una paralizzante agorafobia, tanto che adesso si trova isolata socialmente, trovando conforto nell'alcol e nelle conversazioni telefoniche con membri della famiglia lontani. Anna era una illustre psichiatra infantile. Ora passa tutti i giorni chiusa nella grande casa, osservando i suoi vicini attraverso la sua potente macchina fotografica come il personaggio del film di Hitchcock, fra l'altro è appassionata di vecchi film e le citazioni non mancano.

La incontriamo sulle prime pagine mentre sta osservando dalla sua finestra la signora Miller, la moglie di uno psicoterapeuta inconsapevole e consigliere di coppie. Di tanto in tanto Anna controlla online il profilo LinkedIn di lui e la pagina Facebook di lei. La rossa signora che pratica yoga tre volte alla settimana adesso sta seducendo un imprenditore edile mentre il marito rientra in casa diretto alla porta principale. Anna si chiede se dovrebbe avvisare gli amanti, ma non lo fa.
"Guardare è come fotografare la natura: non si interferisce con la fauna selvatica" pensa. 

I nuovi vicini appena arrivati, i Russell, hanno pagato oltre tre milioni di dollari per la loro villa, si chiamano Alistair, Jane e il loro figlio quindicenne Ethan. Anche Anna è benestante, vive in una grande casa di tre piani che costa chiaramente altrettanto.
Il fatto che lei affitti il suo seminterrato, un piano intero con ingresso indipendente, cucina, bagno, camera da letto, studiolo, a un inquilino che pare un sosia di Gregory Peck, dal fascino grezzo,  è più una questione di convenienza, (dato che si rivela molto premuroso), che una questione di necessità finanziaria. Magari sente un attrazione sessuale che non vuole far vedere. 

"Mi guardo allo specchio. Rughe che si irradiano dagli occhi. Una massa di capelli scuri, qua e là tigrati di grigio, sciolti sulle spalle; una peluria corta e ispida sotto le ascelle. La pancia è un po’molliccia. Le cosce sono punteggiate dalla cellulite. La carnagione è di un pallore quasi osceno, le vene si stagliano violacee su braccia e gambe.
Cellulite, peluria, rughe: avrei bisogno di manutenzione. Secondo alcuni, secondo Ed, un tempo possedevo uno charme semplice ma efficace. «Ti vedevo come la ragazza della porta accanto» mi aveva detto lui con tristezza verso la fine."

Quando il giovane Ethan viene a farle visita con un regalo da parte della madre, come nuovo vicino,  Anna, affascinata dalla sua bellezza, decide di iniziarlo alle gioie dei film noir prestandogli un dvd. Ulteriori connessioni si formano quando l'esuberante Jane salva Anna dopo una caduta sulle scale dell'ingresso. Jane tornerà a fare visita alla vicina e le due donne scopriranno di avere molto in comune. Sembra andare tutto bene, finché non succede qualcosa di terribile.

Un giorno, mentre sta per guardarsi un ennesimo film di Hitchcock, sente un grido provenire dalla casa dei Russell. Li chiama al telefono, ma Alistair risponde di non aver sentito nulla. E' forse un immaginazione di Anna ? Dato che vede troppi thriller in bianco e nero, insieme con la bottiglia di  Merlot  potrebbe essere stata facilmente suggestionata.
Sta di fatto che con la sua potente macchina fotografica puntata sulla finestra dei Russell, gli sembra di vedere un ampia chiazza cremisi sulla camicetta della sua vicina, mentre dal petto spunta qualcosa di sottile e argentato, simile al manico di un coltello.


A. J. Finn (che poi è lo pseudonimo di Daniel Mallory) lentamente prepara le mosse che porteranno ad un crescendo frenetico che forse lo stesso Hitchcock avrebbe amato, se avesse avuto il libro, ma il suo La finestra sul cortile era tratto da un racconto di Cornell Woolrich.
Gli appassionati di vecchi film comunque si troveranno a loro agio, quelli che non li conoscono avranno un occasione in più per cercarli e forse la curiosità di vederseli, Angoscia di George Cukor (1944) per esempio, come altri citati, ha una sua influenza sull'intero libro.

"Mi tocco il collo. Tu dici che mi sono immaginata tutto quello che è successo. Dove… ah, sì: di nuovo Angoscia.
Perché non è stato un sogno. (Questo non è un sogno! Io non sto dormendo! Mia Farrow in Rosemary’s Baby.) Un intruso è entrato in casa mia. Le mie cose sono state distrutte. Sono stata minacciata. Sono stata aggredita. E non posso farci niente."


Non puoi fidarti di quello che leggi. Persino Anna è costretta a dubitare delle proprie azioni e dei propri ricordi, e non ha nessuno che l'aiuti. Con il mix di farmaci e alcool gli effetti collaterali si fanno sentire. Tutti pensano che sia pazza, e quando arriva la polizia, sono poche le possibilità di essere creduta, specie quando una rediviva signora Russell si presenta alla sua porta insieme alla polizia. Fra realtà e immaginazione il romanzo è come quei film che Anna adora, dove niente è ciò che sembra, ma che alla fine porterà la narratrice ad una nuova rinascita.

Lo scrittore quando ha presentato il suo manoscritto (con il suo pseudonimo A.J. Finn) era redattore capo della casa editrice newyorkese William Morrow. "Si dice spesso che i buoni scrittori prendono in prestito, i grandi scrittori rubano "», dice in un intervista al Guardian "Se non avessi letto il lavoro di Gillian Flynn o di Kate Atkinson, non avrei scritto il libro che ho fatto. "
In poco tempo il libro ha avuto un accoglienza entusiastica, venduto in oltre trenta paesi, la Fox ne ha acquistato i diritti per una riduzione cinematografica, con Amy Adams (Arrival) come protagonista. 

Il libro 


LA DONNA ALLA FINESTRA
Mondadori 2018
351 pagine











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