26 apr 2018

 

Il fiuto del dottor Jean – Georges Simenon. Un piccolo dottore si diverte a fare il detective

La casa editrice Adelphi pubblica quattro racconti inediti di un medico creato da Simenon che si improvvisa detective


Il dottor Jean Dollent è un giovane medico di campagna che esercita nella zona tra Marsilly vicino La Rochelle e Nieul (ispirato a un vero medico di Simenon), il suo mestiere a volte lo annoia, quindi crede di avere un fiuto speciale nel fare il detective, segue solo pochi casi, per puro piacere personale, è un tipo ironico e brillante, viaggia con la sua vecchia 5CV biposto chiamata affettuosamente Ferblantine, ha dei modi disinvolti nell'affrontare i casi, molto spesso beve Pernod ma non disdegna altri alcolici durante le sue investigazioni per seguire i sospettati in bar o caffè "Non era mica colpa sua se per seguire un’inchiesta bisognava bere senza sosta!".






Nel primo racconto che dà il titolo alla raccolta Il fiuto del dottor Jean (Le flair du petit docteur, inizialmente Rendez-vous avec un mort ) il dottore è appena tornato dal giro delle visite e si appresta ad annusare "con avidità il profumo di spezzatino di montone che aleggiava in casa" preparato dalla sua domestica, ma riceve una chiamata al telefono da qualcuno che gli chiede di venire subito alla Maison-Basse una casa vicino alle paludi. Solo che c'è qualcosa di strano in questa chiamata. Sono le dodici e mezza e a quell'ora, l’ufficio postale di Esnandes, da cui dipendeva la zona, e che permetteva di passare la linea telefonica, chiudeva da mezzogiorno alle due. Quindi o questo è uno scherzo o la chiamata è stata lanciata da un altro luogo.
Si deve notare che gli uffici postali e le centraliniste che passano o tentano di chiudere le chiamate hanno un ruolo rilevante nei racconti, cosi come le fotografie che vengono trasmesse tramite fototelegrafia o belinogramma, tecnologia d'altri tempi.


copertina del primo racconto dal periodico Police-Roman
(association jacques riviere- alain-fournier)

Quando il dottore raggiunge la destinazione trova la casa vuota. Spinto dalla curiosità e dal caldo, gli viene sete e prima di servirsi un bicchiere di vermouth, annusa la bottiglia che si trova nella stanza.  Scoprirà che qualcosa è stato introdotto nel liquido. Quindi ricorda che l'uomo che abitava alla Maison se l’era ritrovato seduto in sala d’attesa un giorno nel suo studio, con la richiesta di un rimedio efficace, ma non pericoloso, per dormire meglio, dato che soffriva d'insonnia insieme alla sua compagna. La giovane donna era rimasta sorpresa quando il dottor Jean gli aveva chiesto incidentalmente se il suo amico avesse dormito meglio. 

Risolvendo brillantemente questo enigma, il dottorino troverà piacere nell'indagare in casi di omicidio magari equivocando con la polizia come nella storia Una donna gettò un grido, dove nella palude di Bois-Bézard viene trovato qualcosa che, secondo il dottor Jean, non è quello che avrebbe dovuto esserci. Il dottorino verrà scambiato per medico legale con il benestare del procuratore.

Sapendo che il dottore è diventato ansioso di risolvere i casi, Anna la domestica gli indica una notizia accaduta vicino a Nevers. Un responsabile della stazione di servizio ha notato, mentre serviva un cliente, che due persone si trovavano nella parte posteriore del veicolo. Compresa una donna che all'ultimo momento ha urlato «“Aiuto!... Aiutatemi!...”, non manca il corpo di un cadavere appena trovato. Nonostante i pazienti e i parti, ha già fatto ventitré nascite proprio per il mese di ottobre, e quelli che lo stanno aspettando nel suo studio, il nostro medico lascia tutto, prepara la valigia e parte di corsa.

Il casinò di Royan nel 1939
(breuillet.net)

Ne La signorina in azzurro pallido ci spostiamo in una località vacanziera a Royan, è appena passato un mese dal caso Maison-Basse, e il nostro dottore cerca di prendersi una vacanza con la sua rumorosa e sgangherata 5 CV. Avrà un colpo di fulmine "questo gli capitava almeno una volta al mese, se non di più, e che di solito l’oggetto della sua passione non ne sapeva niente". Forse perché a trent’anni suonati aveva conservato un animo romantico da studentello. O perché era più timido di quanto non volesse riconoscere e proprio a causa della timidezza restava scapolo..."

Al casinò nota una ragazza con la pelle chiara e vellutata, gli occhioni da gazzella. Ad un certo punto la vede afferrare di nascosto un fascio di banconote di una giocatrice vicina. Qualcuno lo urterà scusandosi una "signora con i capelli bianchi, una di quelle vecchiette ancora civettuole e tutte moine che si truccano in modo patetico per concedersi un’ultima illusione di gioventù." 
Una strana signora che scoprirà stare sempre vicina alla ragazza. La giovane viene scoperta e il dottorino ormai perdutamente innamorato, in modo cavalleresco, la salva dal linciaggio spiegando al direttore che si tratta di una scommessa, di uno stupido scherzo. 

Ma questo incidente lo incita a indagare sui fatti e sulla personalità di questa giovane bambola seguendola poi in spiaggia la quale sulla sabbia scrive «Smamma!» di nascosto da quella vecchia signora che dovrebbe essere la sua governante inglese "Un linguaggio disdicevole, tra parentesi, per una ragazza a modo come lei". Il dottore intuirà che queste due donne non la raccontano giusta, scoprendolo con un espediente degno di un detective abile ad osservare, complice un pallone che cade sulle gambe della vecchia signora. 




Il fantasma del signor Marbe
(association jacques riviere- alain-fournier)

Se il dottorino si interesserà al caso Il fantasma del signor Marbe sarà perché ha ricevuto una lettera dove un uomo chiede il suo aiuto. Il procuratore Verdelier, si riferisce ad uomo che conosceva quando era un amministratore coloniale, questo procuratore è il magistrato che ha indagato sul precedente caso della Donna che gettò un grido: tra il dottore e il pubblico ministero, si è stabilita una certa amicizia. 
Ed ecco il nostro detective dilettante arrivare sempre con la sua 5CV Ferblantine in Costa Azzurra.  Per la prima volta nella sua breve carriera di detective un cliente gli offre dei soldi per indagare.
Il signor Marbe è un bizzarro vecchietto, collezionista di svariati oggetti tribali, e si rifiuta categoricamente di credere ai fantasmi, dato che stranamente due volte alla settimana qualcuno si intrufola di notte nella sua villa per cercare qualcosa, ma non viene mai visto da nessuno. Toccherà al dottor Jean scoprire il mistero nascosto in un vecchio flauto. 

Dal 1938 al 1941 vengono pubblicati dall'infaticabile Simenon 43 racconti polizieschi. L'editore Gallimard li riunirà in tre raccolte che usciranno agli inizi degli anni quaranta: Il dottor Jean, Le inchieste dell'Agenzia O, e alcuni racconti con Maigret.
Il dottor Jean uscì sulla rivista Police-Roman tra il 1939 e il 1941, era composto da tredici racconti riuniti poi in volume nel 1943. In Italia non sono mai stati pubblicati completamente, ora Adelphi come ha fatto con i casi dell'Agenzia O, si appresta a pubblicarli tutti e tredici.


Gli altri romanzi di Simenon presentati nel blog


Il libro 

IL FIUTO DEL DOTTOR JEAN
e altri racconti
Adelphi 2018

















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