15 apr 2015

 

8 Grandi libri con personaggi squilibrati

Nella storia letteraria diversi personaggi possono essere considerati squilibrati, ossessionati da qualcosa, oppure semplicemente sembrano folli ma non lo sono. I libri qui suggeriti sono quelli che si occupano di una sorta di follia letteraria - ossessioni, assurdità e allucinazioni - non si riferiscono direttamente alla malattia mentale specifica anche se talvolta possono essere paralleli. Quindi non troverete La campana di vetro  di Silvia Plath, Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey o La carta da parati gialla di Charlotte Perkins Gilman anche se questi sono tutti validi per questo genere di follia in letteratura.


The Man Made Mad By Fear Gustave Courbet







Lolita  - Vladimir Nabokov
L'opera più famosa di Nabokov è prima di tutto un romanzo di ossessione, di amore e follia portata all'estremo. Humbert Humbert è afflitto da qualcosa che anche lui non può capire, una disperata e vivace volontà che fa detestare se stesso tanto quanto ama la sua preda.
« I tabù mi strangolavano. Gli psicoanalisti mi corteggiavano, cianciando di pseudoliberazioni di pseudolibido. Il fatto che l’unico oggetto dei miei fremiti amorosi fossero le sorelle di Annabel, le sue ancelle e le sue damigelle d’onore, mi appariva talvolta come un presagio di follia. In altri momenti mi dicevo che era solo questione di punti di vista, che andar matto per le ragazzine non aveva nulla di riprovevole
E ' tragico pensarla in questi termini ma rende plausibile per qualche motivo la sua bella prosa.





Finzioni  -  Jorge Luis Borges
Quale migliore simbolo della follia letteraria può essere il labirinto? Un puzzle di realtà e irrealtà, un luogo intrinseco da cui non si può mai sfuggire, un'esplorazione non lineare del tempo e dello spazio. Ma naturalmente i racconti di Borges si fanno ancora più interessanti di questo, piegando le leggi della realtà in ogni direzione. Nell'introduzione al suo primo libro di narrativa Borges scrisse : « Un genere di follia che può rovinare un uomo è la follia di comporre grandi libri  che definiscono in cinquecento pagine un'idea che può essere perfettamente narrata oralmente in cinque minuti...Il modo migliore per sfuggire a questo proposito è quello di fingere che esistono già quei libri, e di offrire loro una sintesi ».
In questa raccolta di racconti vedrai tutto quello che è la follia e anche di più.





Illustrazione di John Tenniel


Forse il più famoso libro allucinatorio e paradossale dove nella storia si affacciano molti personaggi folli, solleticando le menti dei lettori.
"...qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta- disse il Ghignagatto - Come sai che io sia matta? - domandò Alice.   - Tu sei matta, - disse il Gatto, - altrimenti non saresti venuta qui.  Non parve una ragione sufficiente ad Alice, ma pure continuò: - E come sai che tu sei matto?  - Intanto, - disse il Gatto, - un cane non è matto. Lo ammetti?  - Ammettiamolo, - rispose Alice."
Da far girare la testa. 






Paura e disgusto a Las Vegas  - Hunter S. Thompson
Si può chiamare follia quando questa è alimentata da "due borsate di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di LSD super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina, e un'intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti... e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere puro e due dozzine di fiale di popper"?
Quando la prosa è di Hunter S. Thompson penso proprio di sì.





Amleto  - William Shakespeare
Quasi tutti in questo classico dramma sono un po' pazzi, compreso Amleto naturalmente (fantasmi, vendette, soliloqui). Anche se molto è stato scritto e deve essere scritto circa la veridicità della sua follia è interessante capire se "...è alienato da se stesso, e mentre non è in sé e fa torto a Laerte, non è Amleto, Chi è dunque? La sua pazzia. Se è così, Amleto è dalla parte dell'offeso, la sua pazzia è la nemica del povero Amleto". Povero Amleto.




Don Chisciotte  - Miguel de Cervantes
Compagno preferito di tutti coloro che vivono nel mondo di fantasia - quello della cavalleria dei cavalieri e atti onorevoli si pensa che "...se un cavaliere errante diventa pazzo per qualche ragione, grazie tante! Il bello sta a impazzire senza motivo, e lasciar capire alla dama che se posso far questo a freddo, di che non sarei capace a caldo" . Frastornato dalle sue letture e perdendo la sua comprensione avrà l'idea pazzesca di trasformarsi in cavaliere errante. Oppure è l'unica persona sana di mente nel romanzo? La questione è oggetto di discussione.




The Absinthe Drinker by Viktor Oliva






Fame  - Knut Hamsun
Il protagonista senza nome di Hamsun è un uomo solitario che tenta di sopravvivere con collaborazioni ai giornali, in attesa del suo genio letterario, rimanendo incastrato in un suo mondo psicologico che non può non distruggerlo, mentre si aggira intorno a una fredda città  diventando sempre ossessionato dalla fame, una presenza ossessiva che lo porta ad alternare stati depressionari con eccessi euforici .
"Parlavo senza pause pur avendo la penosa impressione che l'annoiavo e che le mie parole non la colpivano affatto. Eppure non la smettevo: in fondo avevo un'anima piuttosto sensibile, osservai, e non per questo era necessario che fossi pazzo. Ci sono certe nature che si addolorano per delle sciocchezze e possono morire per una parola aspra. E lasciai intravedere che io avevo una natura così. "
Il protagonista è un genio o un pazzo? Come sempre, a volte, in letteratura è tutto molto sfuocato. 








I folli abbondano in questo romanzo o almeno un sistema di nevrosi complessive che la paura costruisce fino a frantumare - all'interno del castello - la famiglia Blackwood con i possibili assassini. Sei anni prima buona parte della famiglia era stata avvelenata dall'arsenico messo sulle fragole, lo zio Julian, sopravvissuto costretto su una sedia a rotelle, scrive  e riscrive ossessivamente le note per le sue memorie. La diciottenne Mary Katherine "Merricat" Blackwood racconta in prima persona la storia. Costance la sorella maggiore venne arrestata, ma non era lei la colpevole e sarà assolta. Gli abitanti del villaggio sono però convinti della colpevolezza di Constance, così la paura o follia di massa si forma con i forconi alzati degli abitanti e si fa intensa fra  incomprensioni degli stessi, perciò la famiglia viene ostracizzata e tenuta in esilio. I tre Blackwood rimasti diventati agorafobici si abituano al loro isolamento e conducono una tranquilla esistenza felice. Ma l'arrivo di un lontano cugino sconvolgerà la routine quotidiana.
Il romanzo è stato descritto come un inno all'agorafobia - la paura di stare negli spazi aperti - in cui si ripercuote la fobia personale della scrittrice che ha una particolare predilezioni per le case vedi il suo L'incubo di Hill House .





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