15 apr 2019

 

Il Professore e il Pazzo. Storia vera di follia e amore per i libri

Una storia straordinaria realmente accaduta narra l’incontro fra due personaggi vittoriani che dettero inizio a una grande impresa 


Nell' Inghilterra vittoriana c'era una volta un professore scozzese di Oxford a cui venne affidata un idea folle, ovvero creare un dizionario completo della lingua inglese, un medico americano pazzo invece divenne il maggior contributore nella redazione del dizionario. L'Oxford English Dictionary ha utilizzato quasi due milioni di citazioni per definire le sue oltre quattrocento parole. Decine di migliaia di quelle usate nella prima edizione A-Ant, uscita nel 1884, provenivano dall'erudito dottor William Chester Minor ex medico militare vittima della guerra civile americana, il tutto da una cella del manicomio criminale di Broadmoor nel Regno Unito. 





Simon Winchester nel suo libro Il Professore e il Pazzo (Adelphi) racconta questa strana storia vera in un lavoro di fantasia come giornalismo storico. Abbozza l'infanzia di Minor, figlio di un missionario e il suo dramma da giovane chirurgo di campo, tra interiora, gambe e braccia da amputare. Winchester riflette su cosa possa aver scatenato la sua forte paranoia o schizofrenia  che spinse Minor a cercare una sosta dall'America all' Inghilterra nel 1871 e, una volta in terra inglese a uccidere per errore un innocente.


L'intellettuale del Blocco dei Damerini


Dichiarato matto, anzi alienato, ma non pericoloso, viene confinato nel manicomio di Broadmoor, nel «blocco dei damerini» un’ala confortevole, riservata ai pazienti rilasciati sulla parola. Egli era una persona di buona famiglia e di buona cultura, con una rendita di pensione pagata dall’esercito degli Stati Uniti. Per questo ricevette non una cella ma due. 

Il viceconsole americano giorni dopo si accertò che lo sventurato ufficiale del loro esercito venisse trattato bene. «E così, una settimana dopo, il funzionario mandò per ferrovia un baule-armadio di cuoio: conteneva una redingote e tre panciotti, tre paia di mutande e quattro camiciole, quattro camicie, quattro colletti, sei fazzoletti da tasca, un libro di preghiere, una scatola di fotografie, quattro pipe, cartine per le sigarette, un sacchetto di tabacco, una mappa di Londra, un diario e un orologio da taschino con catena d’oro (quest’ultima un cimelio di famiglia, si era detto durante il processo)»

Poi seguirono strumenti da disegno e infine la sua passione per i libri. Prima chiese di farsi mandare i libri di casa, poi ordinò dalle librerie di Londra decine di volumi che accatastò in pile nelle sue stanze. Pagò infine per farsi costruire dai falegnami una libreria, e il risultato fu una sorta di mini biblioteca con scrivania sedie e scaffali in teak che arrivavano fino al soffitto. 
La sua vita fino ad ora intollerabile, incominciava a diventare piacevole tra le passeggiate nel giardino, le letture nelle panchine e dipingere a piacimento. Le sue celle esistono ancora e a Bradmoor - dice Winchester - non è cambiato molto. 

Anche se le sue fissazioni diventavano con gli anni sempre più frequenti - si sentiva perseguitato da uomini che lo volevano uccidere - stava bene in quel posto dato che non ne aveva un altro dove vivere. Il suo esilio volontario durerà per tutta la vita, per quarantasette dei quarantotto anni che gli rimasero, restò rinchiuso in manicomi statali, di fatto non curato perché era, secondo i medici di allora, non curabile.  

Entrato in una situazione irreversibile, i diari medici riportano: 
«Giugno 1875: Il dottore è convinto che degli intrusi riescano a entrare (dal pavimento o dalle finestre) e che servendosi di un imbuto gli versino del veleno in bocca: ora insiste per essere pesato ogni mattina, per vedere se il veleno lo ha fatto aumentare di peso».  
Per discolpa si offrirà di aiutare Eliza Merret la vedova dell'uomo che aveva ucciso per errore donandogli la sua pensione.



James Murray nel 1910


L'uomo che insegnava latino alle mucche  


James Murray (1837-1915) era un eccentrico professore di grammatica poco convenzionale di Oxford, mal visto dagli accademici poiché non aveva nessun titolo onorifico ma tanta passione per la linguistica. In gioventù Murray compì degli scavi in siti archeologici vicino al Vallo di Adriano, una fonte inesauribile di antichità sepolte, qui per esercitarsi tenterà di insegnare alle mucche di rispondere ai richiami in latino.

Murray memorizzerà centinaia di frasi in lingua rom, parlata dagli zingari di passaggio; apprenderà la rilegatura dei libri, imparando anche ad abbellire i suoi scritti con svolazzi e fregi, nello stile dei monaci miniatori del Medioevo. Nonostante tutta la sua volontà nella padronanza della filologia il British Museum rifiuterà una sua domanda d'impiego. L'incontro con un matematico del Trinity College di Cambridge e un altro fonetista famoso Henry Sweet, cui Bernard Shaw si ispirò per il personaggio di My Fair lady,  trasformerà l'appassionato dilettante in un serio studioso.

Nel 1878 Murray fu invitato a Oxford a una solenne assemblea plenaria dove vi parteciparono le più grandi menti del paese, e i Delegati della Oxford University Press. Questi avevano un progetto che Murray avrebbe trovato interessante. Verrà messo a capo della direzione dell 'Oxford Dictionary un progetto monumentale e ambizioso a cui pochi credevano, solo che per un opera del genere mancavano gli specialisti.  



Un professore in cerca d'aiuto  


Murray nel primi anni del 1880 con un opuscolo, si rivolse a tutti i sudditi dell'Impero di ogni classe sociale per comunicare la disponibilità a lavorare al nuovo dizionario in maniera volontaria. 
Il professore dava suggerimenti sui libri da leggere e sul modo di comporre le schede: la costruzione del dizionario doveva essere basata su rigidi principi storici e descrittivi, e ogni definizione doveva essere accompagnata da un esempio, inclusa la data di utilizzo.
La svolta per Minor avverrà quando dentro uno dei libri trova un appello di James Murray.
Quando gli capitò l'opuscolo tra le mani, il dottor Minor era in uno dei suoi periodi più positivi in quanto reagì con entusiasmo scrivendo a James Murray quasi subito e offrendo i suoi servigi in qualità di lettore.

Murray troppo preoccupato per il suo lavoro non approfondì molto sulla provenienza delle quasi mille lettere che gli inviò il suo nuovo collaboratore, anche se quell’indirizzo gli suonava stranamente familiare. Non pensava minimamente fosse un internato di un manicomio, gli bastava che le sue schede fossero ciò che lui voleva per completare i volumi.
 
Più avanti quando Murray lo andrà a trovare, nascerà una profonda amicizia tra i due e capirà che l'infinita ricerca di Minor per migliorare l' uso delle parole diventerà forse la sua ragione di salvezza. Così cercherà il benessere dell'uomo che diventava sempre più fragile. Farà appello all'allora ministro Winston Churchill per farlo uscire dal manicomio. 

Questa storia divertente e romantica come giustamente la chiama Winchester nel suo scrupoloso racconto, dimostra come la realtà sia più complicata, e solo marginalmente meno romantica.
La rivisitazione fantasiosa di queste due vite inestricabilmente e stranamente intrecciate è incorniciata dalla storia di come è nato uno dei più importanti dizionari del mondo, e  dalle vicende stesse dell'opera, più turbolente di quanto ci si aspetterebbe. 


William Chester Minor (1834-1920)


William Shakespeare non aveva un dizionario a disposizione - dice sempre Winchester - e non aveva alcun modo di verificare la correttezza di ciò che si apprestava a fare. Non poteva frugare fra gli scaffali e "scegliere un volume che lo potesse aiutare: non avrebbe trovato nessun libro che gli dicesse se la parola che aveva scelto era scritta correttamente, se l’aveva scelta bene, e se l’aveva usata nel modo giusto e nel punto giusto". 
Non poteva compiere azioni che oggi sono normali, tipo accedere a dizionari e enciclopedie online, eppure vien fatto di pensare che avrebbe dovuto cercare termini a ritmo continuo.

«Il vocabolario di Shakespeare era evidentemente prodigioso: ma come poteva essere sicuro il poeta, in tutti i casi in cui utilizzava parole poco familiari, di essere grammaticalmente e concretamente corretto? Vale la pena porsi queste domande, se non altro per capire cosa penseremmo noi oggi del gravissimo inconveniente di non poter mai consultare un dizionario». 

Rivedendo i tristi ultimi anni di vita di Minor (che morirà negli USA nel 1920) Winchester dice che c'è anche una crudele ironia nel fatto che un paziente come Minor oggi con un trattamento compassionevole e la terapia farmacologica potrebbe aver rimosso i suoi sintomi, ma, aggiunge, sarebbe stato poco incline o incapace ad eseguire il suo meticoloso lavoro per il dottor Murray.
Winchester fa emergere lentamente i suoi temi in un gioco di rimandi con capitoli che integrano definizioni del dizionario e nello stesso tempo ci racconta frammenti della vita dell''Inghilterra tra '800 e '900.
Nessuno dei due riuscirà a vedere l'opera completa. Bisognerà aspettare il 1928 per completare solo dieci volumi (adesso è arrivato a 20 volumi insieme a una edizione on line) con vari supplementi nel corso degli anni successivi. 

Nel libro di Winchester, consigliabile da leggere, c'è un accurata storia, una di quelle poco note e avvincenti, sull'amore, l'amicizia e il valore dei libri.





il professore e il pazzo
Mel Gibson e Sean Penn nel film
Il Professore e il Pazzo (2019)

Il film di Mel Gibson tratto dal libro


Mel Gibson aveva comprato i diritti del libro per farne un film già venti anni fa e nonostante varie polemiche con la produzione, il film è arrivato nelle sale con Gibson nella parte di Murray e Sean Penn in quelle di Minor. Ne viene fuori un melodramma coinvolgente sulla passione per i libri e l'amicizia tra due persone profondamente diverse in un periodo in cui l'egemonia britannica voleva avere una sua potenza anche nel mondo delle lettere.

Qui la recensione del film  Il professore e il pazzo





Il libro da leggere

Titolo: IL PROFESSORE E IL PAZZO
Autore: Simon Winchester
Editore: Adelphi
Anno: 2019
Pagine: 262
traduzione: M. C. Leardini



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