"Il Professore e il Pazzo" di Simon Winchester. Storia vera di follia e amore per i libri
Una storia straordinaria realmente accaduta narra l’incontro fra due personaggi vittoriani che diedero inizio a una grande impresa
Nel libro di Simon Winchester l'incredibile storia dell'Oxford English Dictionary
Una storia straordinaria realmente accaduta narra l’incontro fra due personaggi d'epoca vittoriana che diedero inizio a una grande impresa.
Nell'Inghilterra vittoriana c'era una volta un professore scozzese di Oxford a cui venne affidata un'idea folle: creare un dizionario completo della lingua inglese. Un medico americano, considerato pazzo, divenne invece il maggior contributore nella redazione dell'opera.
L' Oxford English Dictionary ha utilizzato quasi due milioni di citazioni per definire le sue oltre quattrocento mila parole. Decine di migliaia di quelle usate nella prima edizione "A-Ant", uscita nel 1884, provenivano dall'erudito dottor William Chester Minor, ex medico militare vittima dei traumi della guerra civile americana, il quale inviava i suoi contributi direttamente da una cella del manicomio criminale di Broadmoor, nel Regno Unito.
Simon Winchester, nel suo libro Il Professore e il Pazzo (Adelphi), racconta questa strana storia vera unendo il rigore del giornalismo storico a una narrazione avvincente.
Il libro abbozza l'infanzia di Minor, figlio di un missionario, e il suo dramma da giovane chirurgo da campo, tra interiora, gambe e braccia da amputare.
Winchester riflette su cosa possa aver scatenato la sua forte paranoia e schizofrenia, le quali spinsero Minor a cercare un rifugio dall'America all'Inghilterra nel 1871 e, una volta in terra inglese, a uccidere per errore un innocente.
L'intellettuale del Blocco dei Damerini
Dichiarato incapace di intendere e di volere, ma non pericoloso, viene confinato nel manicomio di Broadmoor, nel «blocco dei damerini», un’ala confortevole riservata ai pazienti rilasciati sulla parola. Egli era una persona di buona famiglia e di vasta cultura, con una pensione pagata dall’esercito degli Stati Uniti.
Per questo ricevette non una semplice cella, ma ben due stanze. Giorni dopo, il viceconsole americano si accertò che lo sventurato ufficiale del loro esercito venisse trattato bene. Un funzionario gli inviò un baule-armadio di cuoio contenente abiti, quattro pipe, tabacco, una mappa di Londra e un orologio da taschino con catena d’oro. In seguito arrivarono gli strumenti da disegno e, infine, i suoi amati libri.
Prima chiese di farsi mandare i volumi da casa, poi ordinò dalle librerie di Londra decine di testi che accatastò nelle sue stanze. Pagò infine dei falegnami per farsi costruire una libreria: il risultato fu una sorta di mini-biblioteca con scrivania, sedie e scaffali in teak che arrivavano fino al soffitto.
La sua vita, fino a quel momento intollerabile, ricominciò a diventare piacevole tra le passeggiate nel giardino, la lettura sulle panchine e la pittura. Le sue celle esistono ancora e a Broadmoor — dice Winchester — ma non è cambiato molto.
Anche se le sue fissazioni diventavano con gli anni sempre più frequenti (si sentiva perseguitato da uomini che volevano ucciderlo), stava relativamente bene in quel posto, dato che non ne aveva un altro dove vivere.
Il suo esilio durerà per tutta la vita: per quarantasette dei quarantotto anni che gli rimasero restò rinchiuso in manicomi statali, di fatto mai curato poiché considerato, secondo i medici di allora, incurabile.
Ormai in una condizione irreversibile, i diari medici riportano:
«Giugno 1875: Il dottore è convinto che degli intrusi riescano a entrare (dal pavimento o dalle finestre) e che, servendosi di un imbuto, gli versino del veleno in bocca; ora insiste per essere pesato ogni mattina, per vedere se il veleno lo ha fatto aumentare di peso».
Per tentare di redimersi, si offrirà di aiutare Eliza Merrett, la vedova dell'uomo che aveva ucciso per errore, donandole la propria pensione.
![]() |
James Murray nel 1910 |
L'uomo che insegnava latino alle mucche
James Murray (1837-1915) era un eccentrico e poco convenzionale professore di grammatica ad Oxford, mal visto dagli accademici poiché privo di titoli onorifici ma dotato di una sconfinata passione per la linguistica.
In gioventù Murray compì degli scavi in siti archeologici vicino al Vallo di Adriano. Qui, per esercitarsi, tentò persino di insegnare alle mucche a rispondere ai richiami in latino. Memorizzò centinaia di frasi in lingua rom, parlata dagli nomadi di passaggio, e apprese l'arte della rilegatura dei libri, imparando ad abbellire i suoi scritti con svolazzi e fregi nello stile dei monaci miniatori del Medioevo.
Nonostante la sua padronanza della filologia, il British Museum rifiutò una sua domanda d'impiego. Tuttavia, l'incontro con un matematico del Trinity College di Cambridge e con il celebre fonetista Henry Sweet (a cui George Bernard Shaw si ispirò per il personaggio di My Fair Lady) trasformerà l'appassionato dilettante in uno studioso autorevole.
Nel 1878 Murray fu invitato a Oxford a una solenne assemblea plenaria a cui parteciparono le più grandi menti del Paese e i delegati della Oxford University Press. Questi ultimi avevano in mente un progetto che Murray avrebbe trovato irresistibile: gli venne affidata la direzione dell'Oxford English Dictionary, un'opera monumentale e ambiziosa a cui pochi credevano, ma per la quale mancavano drammaticamente gli specialisti.
Un professore in cerca d'aiuto
Nei primi anni dell'Ottocento (1880), Murray diffuse un opuscolo rivolto a tutti i sudditi dell'Impero, di ogni classe sociale, per richiedere contributi volontari al nuovo dizionario.
Il professore forniva indicazioni sui libri da leggere e sul modo di comporre le schede: la costruzione dell'opera doveva basarsi su rigidi principi storici e descrittivi, e ogni definizione doveva essere accompagnata da un esempio con la relativa data di utilizzo.
La svolta per Minor arrivò quando, all'interno di un libro, trovò l'appello di James Murray.
In quel periodo il dottor Minor stava attraversando una fase di relativa lucidità; rispose con entusiasmo, scrivendo quasi subito a Murray per offrire i suoi servizi come lettore. Murray, troppo assorbito dal lavoro, non si interrogò a lungo sulla provenienza delle quasi mille lettere che il suo nuovo collaboratore gli inviava, sebbene quell’indirizzo gli suonasse stranamente familiare.
Non immaginava affatto che si trattasse di un internato in un manicomio: gli bastava che le schede ricevute fossero perfette per completare i volumi. Più avanti, quando Murray andò finalmente a trovarlo, tra i due nacque una profonda amicizia. Il professore capì che la ricerca incessante di Minor per definire le parole rappresentava per lui una sorta di ancora di salvezza. Cercò quindi di prendersi cura della salute dell'amico, ormai sempre più fragile, arrivando a fare appello all'allora ministro Winston Churchill per farlo dimettere dal manicomio.
Questa storia — «divertente e romantica», come la definisce Winchester — dimostra come la realtà sia spesso più complessa e affascinante della finzione.
La ricostruzione di queste due vite inestricabilmente intrecciate fa da sfondo alla nascita di uno dei dizionari più importanti del mondo e alle sue vicende editoriali, decisamente più turbolente del previsto.
William Shakespeare non aveva un dizionario a disposizione — ricorda Winchester — e non aveva alcun modo di verificare la correttezza dei termini.
Non poteva frugare fra gli scaffali e «scegliere un volume che lo potesse aiutare: non avrebbe trovato nessun libro che gli dicesse se la parola che aveva scelto fosse scritta correttamente, o se l’avesse usata nel modo e nel punto giusto».
Non poteva compiere azioni per noi oggi banali, come consultare enciclopedie online, eppure si è portati a pensare a quanto ne avrebbe avuto bisogno. Ripercorrendo i tristi ultimi anni di vita di Minor (che morirà negli USA nel 1920), Winchester nota una crudele ironia: oggi, con i trattamenti farmacologici moderni, i sintomi di Minor avrebbero potuto essere attenuati, ma un paziente sottoposto a tali cure sarebbe stato probabilmente incapace o poco incline a portare avanti un lavoro così meticoloso per il dottor Murray.
Winchester fa emergere i suoi temi con maestria, integrando nei capitoli le definizioni del dizionario e raccontando al contempo scorci dell'Inghilterra tra l'Ottocento e il Novecento.
Nessuno dei due protagonisti riuscirà a vedere l'opera completata. Bisognerà attendere il 1928 per la pubblicazione dei primi dieci volumi (oggi diventati venti, oltre all'edizione online e ai vari supplementi). Il libro di Winchester offre una storia avvincente e poco nota sull'amore per la conoscenza, l'amicizia e il valore dei libri.
![]() |
William Chester Minor (1834-1920) |
Il film di Mel Gibson tratto dal libro
Mel Gibson aveva acquistato i diritti del libro oltre vent'anni fa e, nonostante diverse traversie produttive, il film è infine giunto nelle sale con lo stesso Gibson nel ruolo di Murray e Sean Penn in quello di Minor.
Ne è nato un dramma coinvolgente sulla passione per i libri e sull'amicizia tra due uomini profondamente diversi, ambientato in un'epoca in cui l'Impero Britannico aspirava a estendere la propria egemonia anche nel campo delle lettere.
Il libro su Amazon
Titolo: IL PROFESSORE E IL PAZZO
Autore: Simon Winchester
Editore: Adelphi
Anno: 2019
Pagine: 262
traduzione: M. C. Leardini
VEDI ANCHE
LIBRI CON PERSONAGGI FOLLI E SQUILIBRATI
--------------





Commenti