"La vampira ossia la vergine d'Ungheria" di Lamothe-Langon: l'entità che entra in casa e rovina una famiglia

Recensione de La vampira ossia la vergine d'Ungheria di Lamothe-Langon (1825): la prima vampira francese che non azzanna colli ma distrugge una famiglia.

Questo è un romanzo che parla di vampiri femminili. Dimenticate i castelli in rovina. Dimenticate i loculi, canini affilati e i mantelli. Nel 1825 un barone francese ha immaginato un vampiro diverso. È una donna affascinante, forse un poco pallida. Bussa alla porta con buone maniere. Con una scusa si introduce nella dimora. E nessuno, in casa, sospetta nulla. Ma ha uno scopo ben preciso. 


la vampira



La vampira ossia la vergine d'Ungheria ora pubblicato da Oblivium/Caravaggio Edizioni, è uno dei romanzi gotici più strani e meno conosciuti dell'Ottocento, un inedito che merita una seconda vita.


Chi era Étienne-Léon de Lamothe-Langon ?


Per capire il libro bisogna conoscere l'autore.

Lamothe-Langon nasce a Tolosa nel 1786. Lavora come funzionario napoleonico. Con la Restaurazione perde il posto e resta senza risorse. Decide allora di vivere di penna.

Diventa il più prolifico falsario letterario di Francia. Pubblica romanzi gotici spacciandoli per traduzioni di opere inedite di Ann Radcliffe e Matthew Gregory Lewis. 

Firma memorie inventate della Contessa Du Barry, di Cagliostro, perfino di Napoleone. La sua *Histoire de l'Inquisition en France* (1829) si basa su archivi mai esistiti confondendo gli storici per oltre un secolo.

Un autore così manipolatore sa ingannare. Si sente in ogni pagina.


La prima vampira francese


Siamo negli anni Venti dell'Ottocento. In Francia dilaga la moda del vampiro. 

Il racconto di John Polidori  circola, attribuito per errore a Byron. A teatro trionfa l'adattamento firmato da Nodier, Jouffroy e Merle.

Tutti scrivono di aristocratici seduttori maligni. Lamothe-Langon cambia direzione. Mette al centro Alinska, un'affascinante donna ungherese.

Il romanzo è considerato un'anticipazione importante della narrativa vampiresca francese. Arriva più di dieci anni prima de  La morta innamorata   di Théophile Gautier (1836).

Per dare corpo al suo folklore, l'autore pesca nozioni dai trattati sui revenant del benedettino Augustin Calmet. Li cita nella prefazione. Serve a rendere credibile la storia.


La trama, senza spoiler


In breve Alinska è stata abbandonata dal colonnello Edouard Delmont che gli aveva giurato eterno amore, mentre si trovava in Ungheria. 

Affranta si uccide con una pugnalata. Poi risorge dalla tomba. A causa del patto firmato con il proprio sangue e riposto sotto una pietra tombale (secondo le credenze popolari ungheresi descritte nel romanzo), il suo suicidio e la promessa infranta la trasformano in una non-morta destinata a perseguitare Edouard. 

Porta ancora sul petto la ferita aperta. Segue Delmont fino a un castello isolato vicino a Tolosa. Qui lui vive con la moglie Hélène e i due figli piccoli.

Il colonnello, però, si trova lontano. Lo hanno chiamato a Nantes per una lite in famiglia. In casa restano Hélène e un servitore fedele, Raoul. Il fedele Raoul cercherà di avvisare il colonnello, ma ogni volta le sue lettere stranamente ritornano al mittente. 

Da qui il romanzo prende un'altra piega.


Il vero orrore non è soprannaturale, ma domestico


Alinska non è una belva. Non terrorizza con apparizioni. Guidata da una forza oscura entra nell'intimità di una casa, di una famiglia e la "svuota dall'interno" pur di riavere il suo amato. 

Il vampirismo diventa una metafora spietata. Parla di un ménage à trois. Parla di una presenza che invade il matrimonio e avvelena i legami. La minaccia quindi non arriva da fuori. Si è già accomodata in salotto o in una delle camere del castello. 

L'orrore sta nell'impotenza quotidiana. Hélène e Raoul vedono accadere qualcosa di terribile. Non hanno gli strumenti per fermarla. E il marito non c'è. 

È questo il colpo di genio del libro. L'entità logora la famiglia, giorno dopo giorno, finché non resta più niente di una felicità borghese.


Lo stile e i personaggi


La prosa è fluida e scorre in fretta. Si sente la mano di un abile narratore di feuilleton. Lamothe-Langon intreccia romanzo di costume e orrore macabro con disinvoltura.

Alinska appare il personaggio più riuscito. È seducente, tragica, terribile. Lo è perché nasce da un abbandono. Dietro la vendetta c'è una ferita vera.

Un tema accompagna tutta la lettura: l'incapacità di vedere.  Alinska dice cose agghiaccianti. Afferma di non avere più sangue nelle vene. Parla di tombe violate. Canta ballate inquietanti, stranamente non viene mai in chiesa come le altre donne del vicinato. Ma i Delmont le leggono come semplici segni di follia amorosa, o come stravaganze d'artista.

È la razionalizzazione borghese che si rifiuta di guardare l'impossibile.

Il contrasto tra questa ingenua razionalizzazione borghese e il brutale climax finale è folgorante: spiando attraverso il buco di una serratura all'una di notte, il fedele servitore Raoul vede finalmente Alinska china sul letto del piccolo Eugène mentre ne aspira letteralmente il sangue dai polmoni appoggiando la sua fetida bocca in quella del bambino. Ma non ha i canini affilati di Dracula. 


La prefazione: una satira da leggere per prima


Non saltate la prefazione. È un piccolo capolavoro di sarcasmo.

L'autore sostiene che Voltaire e gli illuministi avevano torto a deridere i vampiri di Calmet. 

I succhiasangue esistono eccome. Vivono a Parigi. Sono i sovrani che dissanguano le nazioni in guerre infinite, i banchieri delle case da gioco, i burocrati, gli speculatori, i medici, gli ecclesiastici. E sono le cortigiane che battono la città di notte. 

Anche Marx ne parlerà a modo di metafora quasi mezzo secolo dopo: questi "non morti", per esempio, sono citati anche nel Capitale di Karl Marx: «Il capitale è lavoro morto che resuscita come un vampiro, solo succhiando lavoro vivo, e tanto più vive quanto più ne succhia.»

Il vampiro come parassita sociale. Un'idea che funziona ancora oggi.






Pregi e difetti


Cosa funziona

- L'idea di fondo è originale. Per l'epoca fu una scelta coraggiosa.

- Alinska è una vampira complessa, non una figura di cartone, si ha quasi simpatia per lei.

- Il terrore nasce dalla vita quotidiana, non dagli effetti gotici.

- La satira della prefazione ha ancora mordente.

- Il ritmo è vivace e la lettura scorre.


Cosa convince meno

- Il titolo rivela la natura di Alinska e la prefazione lo conferma. Il lettore sa tutto fin dall'inizio. La suspense si perde. ma forse l'autore non voleva creare intenzionalmente la suspense. 

- La cecità dei personaggi, a tratti, diventa quasi comica. Dopo settimane di confessioni macabre, la loro ostinazione sfiora l'assurdo. Questo può essere letto come ironia involontaria. Per alcuni lettori potrebbe rompere l'incanto.

- Si avverte qualche improvvisazione nella costruzione (la scala fissata al davanzale per creare un diversivo). Il romanzo non ha certo la rifinitura dei grandi classici.

Possono essere difetti reali ma fanno anche parte del fascino di un libro unico che sperimenta.


Conclusione 


*La vampira ossia la vergine d'Ungheria* forse non è il romanzo perfetto. È qualcosa di più interessante: un libro che ha visto in anticipo di parecchi anni dove sarebbe andato il genere.

Lamothe-Langon sposta il terrore dalla cripta alla camera da letto o al salotto. Evidenzia che il peggior mostro è quello che nessuno vuole riconoscere. E ci ricorda che la letteratura vampiresca nasce anche al femminile.

L'autore smise di pubblicare intorno al 1840 e scomparve dalla scena per oltre vent'anni. Morì nel 1864. Mercenario della penna o maestro della mistificazione? Forse entrambi.


Il libro con illustrazioni su Amazon

La vampira ossia la vergine d'Ungheria

La vampira ossia la vergine d'Ungheria

Molto prima delle altre donne vampiro, la letteratura gotica europea aveva già generato una vampira di straordinaria vividezza. Riscoperta di recente, e ora presentata per la prima volta in traduzione integrale.

Trova il libro su Amazon


--------

------------







Commenti


offerte del giorno su Amazon

Articoli più popolari

3 Romanzi neo vittoriani contemporanei da leggere

4 Romanzi essenziali per conoscere Saul Bellow

L'enigma della camera chiusa. 12 Delitti impossibili della narrativa classica gialla

Alfred Hitchcock e la narrativa. I libri da cui sono stati tratti alcuni suoi film

6 Romanzi vittoriani moderni

6 Libri da leggere mentre aspetti la stagione di The Gilded Age

Romanzi e racconti dell' 800 tra il fantastico e il misterioso

Manuale di tecniche e strategie di scrittura erotica - Cristiana Danila Formetta

7 Libri classici d'amore e relazioni della letteratura italiana

feedly

follow us in feedly