15 giu 2020

 

Le viaggiatrici del Grand Tour. Storie, amori, avventure - Attilio Brilli

Nel libro di Attilio Brilli le donne viaggiatrici protagoniste del Gran Tour testimoni delle loro avventure nell `Italia tra Settecento e Ottocento

L'idea del viaggio in Europa in nome del sapere e della curiosità inizierà nel '700 diventando una moda etichettata come Gran Tour cui molti aristocratici presero parte, ma saranno le donne le nuove protagoniste viaggiatrici, raccontando di se stesse e delle proprie esperienze nei loro diari a differenza degli uomini che però non riuscivano a cogliere nell'insieme ciò che la natura dei paesaggi e delle genti avrebbe incuriosito la sensibilità femminile. 

Elisabeth Vigée Le Brun e Mary Graham 


Attilio Brilli nel suo bel libro Le viaggiatrici del Grand Tour. Storie, amori, avventure, ed. Il Mulino, ci racconta di queste turiste che sole (a parte la servitù) o con i loro mariti affrontavano chilometri in carrozze di lusso, su strade sterrate e poco accoglienti, per visitare paesi del continente, in particolar modo l'Italia. 

Non era solo occasione di formazione culturale e di svago: per il mondo femminile il Grand Tour ha rappresentato quasi sempre un momento cruciale dell’esistenza incarnando spesso un drammatico gesto di liberazione dalla società snob e dai loro soffocanti mariti. 

Il termine "Tour" che si differenzia da Travel o Voyage specifica un giro durevole e ampio, si parlava di anni in giro per le località europee e c'era sempre il rischio di non tornare sano e salvo. In genere erano gli anglosassoni che compivano questi tour per le capitali europee, il traguardo preferito, quasi irrinunciabile, era l'Italia con l'attrattiva delle sue bellezze artistiche. 

Mary Wortley Montagu

Mary Wortley Montagu, dipinto di Charles Jervas, 1716

La poetessa inglese Mary Wortley Montagu (1689-1762) autorevole mente cosmopolita del XVIII secolo, rimprovererà la figlia sostenendo che non vale la pena basarsi sui resoconti dei viaggiatori maschi perché poi ritornano in patria meno informati del solito, i giovani ricorderebbero solo dove hanno trovato il vino migliore o le donne più disponibili, mentre i notabili avrebbero preso nota delle stazioni di posta migliori e le distanze tra un luogo e l'altro. 

Dal punto di vista di Anna Miller (che vedremo più avanti) i viaggi inviterebbero a togliere i pregiudizi che impediscono di giudicare in maniera imparziale quelli che, vivendo in paesi lontani, sembrano essere diversi.  "Anche quando si soffermano, secondo la prassi, su istituzioni di tutela come ospedali, carceri, manicomi, le viaggiatrici hanno una comprensione e una disponibilità all’ascolto. " 

Parlando delle loro esperienze di viaggio, queste dame settecentesche poi esponenti della borghesia, da Anne-Marie du Boccage, la pittrice Le Brun, le scrittrici Madame de Staël, Mary Shelley e tante altre, raccontano anche romantiche storie d’amore nei loro Journal, (de Staël nel 1807 ci scrisse un romanzo sui suoi viaggi intitolato Corinne o l'Italia, un romanzo cosmopolita e femminista che anticipava i tempi, ma anche una sorta di baedeker, che invitava i lettori a viaggiare)  narrando anche intrighi degni di un romanzo nero. 

Ecco alcune storie presentate nel libro



Mrs Mary Graham

Mrs Mary Graham 


  • L'ultimo viaggio di Mary Graham

Mary Graham si era sposata giovanissima allo scozzese Thomas Graham. La loro storia d’amore aveva avuto inizio in una gelida notte d’inverno durante un ballo. Al momento di lasciare la festa Thomas aveva sentito che Mary si era dimenticata un cofanetto con dei gioielli, quindi come un vero cavaliere monta a cavallo e si fa diversi chilometri per riprenderlo. 

La ragazza rimane colpita dal gesto del giovane dieci anni più grande di lei. Mesi dopo il matrimonio la tisi era in agguato sul fragile corpo di Mary, e dopo aver soggiornato in varie località inglesi, l'idea di andare in Francia e in Italia, paesi dai climi favorevoli, prende sempre più consistenza. 

L’Italia era il "paese della bellezza e della speranza dove molti loro connazionali sostenevano di aver ritrovato la salute". Giunti nei pressi di Nizza, Mary non arriverà mai in Italia, morirà nel giugno del 1792 a 35 anni. Thomas però è intenzionato a riportare in patria la salma, ma non è facile. Farà sigillare il corpo con una cerata e lo metterà in una cassa. 

Sono tempi difficili, la Rivoluzione è al suo apice, non si trova una nave disponibile, e allora via terra si porterà la bara della moglie per arrivare a Bordeaux e poi imbarcarsi per l'Inghilterra. Ma a Tolosa viene bloccato da alcuni rivoluzionari, i quali diffidenti, pensano porti con se oro oppure armi, quindi aprono la bara e non contenti spogliano la defunta alla ricerca di gioielli inesistenti. 

Se Thomas prima era un simpatizzante verso la Francia e la Rivoluzione, dopo quel gesto ignobile farà di tutto per dedicare il resto della sua esistenza a combatterla. Di Mary rimarrà quel ritratto di Thomas Gainsborough esposto oggi alla National Gallery of Scotland, che è anche l'immagine della copertina del libro.   






Lady Holland, dipinto di Louis Gauffier

  • L'astuta Elizabeth Lady Holland salva un figlio illegittimo

Nell' aprile del 1796, Elizabeth Webster si trovava in una locanda a Pavullo mentre metteva in atto una commedia che le avrebbe salvato la figlia di due anni. Le imprime con del colore rosso dei puntini sulle braccia e nelle spalle. Chiama poi una cameriera e si finge sconvolta dicendo che la bambina ha contratto il morbillo, in effetti in quel periodo la malattia non era insolita in varie parti del paese. Per evitare il contagio agli altri figli maschi costringe la servitù a farli proseguire per Modena e di aspettarla. 

Rimasta sola con la piccola e la fidata bambinaia, elimina i puntini rossi dal corpicino della bimba che stava in buona salute. Poi avvolge un agnellino sgozzato in un panno e lo mette dentro la custodia della sua chitarra. Prima di chiudere appoggia sul "cadavere" una maschera bianca di cera, un segno che soleva significare la presenza della salma di un infante, questo per evitare ispezioni all'interno. Ordina di portare la finta bara al console inglese di Livorno per farla inumare nel cimitero della comunità britannica. 

Il giorno dopo affida la bambina alla bambinaia per portarla segretamente in Inghilterra, mentre lei raggiungerà gli altri due figli a Modena comunicando amaramente che la piccola è morta. Invierà una lettera anche al crudele marito Godfrey Webster che si trova in Inghilterra. Tutto questo Elizabeth lo organizza in previsione della causa di divorzio per adulterio che le avrebbe sicuramente intentato il marito, dove la prima cosa che avrebbero fatto sarebbe stata quella di sottrarre la figlia illegittima. 


Attilio Brilli ci racconta che in effetti Elizabeth non aveva tutti torti. Era stata data in sposa dalle famiglie, appena quindicenne, al marito baronetto e membro del parlamento, un classico matrimonio di convenienza. Godfrey si era rivelato un lussurioso schizofrenico con scatti d'ira e momenti ipocondriaci. 

La giovane sposa invece era dotata di vitalità e ambizione nel voler conoscere il mondo, non voleva essere relegata a fare solo la moglie tra le quattro mura a Battle Abbey. Convincerà il marito a fare il Gran Tour europeo in particolare nel nostro paese. Partiranno con due carrozze colme di bagagli, due bambinaie, una cameriera, un servitore un cuoco e il cocchiere. Ma il Tour era stato abbastanza affrettato, evitando la Francia rivoluzionaria e passando per la Germania e l'Austria. 

In Italia rimasero cinque anni tra ricevimenti e feste oltre che incontri con personalità eminenti, ma la coppia non andava d'accordo. Nel suo diario postumo Elizabeth annota di non aver potuto godere e apprezzare le visite culturali, perché c'era sempre qualcuno alle calcagna che la costringeva a passare oltre "mentre lei avrebbe voluto fermarsi a contemplare le singole opere con agio". «Il suo temperamento violento mi mette in agitazione, anche se l’esperienza mi porta oggi a prendere alla leggera le minacce che un tempo mi terrorizzavano» scriverà del marito che in alcuni casi vedendola leggere un libro non esitava a strapparglielo e lanciarglielo addosso.

Il momento della rivincita arriverà nell'estate del 1792. Il marito si assenta per assicurarsi la rielezione in parlamento, la giovane moglie ventenne si sente sola in un paese straniero senza un vero amico «la gente deve avermi presa per una persona stravagante: giovane, carina e sola, in viaggio soltanto per visitare le cave di Carrara! Una bella stranezza, non c’è che dire». 

Ma una giovane ragazza "sola" non sarebbe passata inosservata. Le malelingue la dipingono come una donna carina e dall’aria innocente, che frequenta persone poco raccomandabili. Incontra il giovane Henry Richard Fox, lord Holland, appena arrivato a Firenze dalla Spagna e sarà subito colpo di fulmine, egli è un giovane affabile e colto, un anima nobile con cui condividere i suoi pensieri e le curiosità culturali. 

A Firenze frequenteranno l'anatomista Felice Fontana che dirigerà poi il Museo di scienza con le celebri cere anatomiche della Specola, politici e letterati come Vittorio Alfieri. Elizabeth e lord Holland viaggeranno insieme, a Napoli, a Roma, a Bagni di Lucca, a Genova, finché nell’aprile del 1796, lei si accorge di essere incinta di due mesi. Non le resta che lasciare Firenze, «il luogo incantevole dove per un anno intero avevo assaporato una felicità troppo intensa per poter durare», e tornare in l’Inghilterra per affrontare il divorzio. 



Spitzweg, Inglesi nella campagna romana 



Queste sono solo due storie presenti nel libro, delle innumerevoli, che Attilio Brilli ci racconta, spulciando i diari e i resoconti di viaggio di queste donne speciali, e al grande pubblico sconosciute (ma oggi presenti su Wikipedia), che vedevano nel nostro paese una via di fuga dalla loro noiosa vita di società. 

L'avventura e gli imprevisti nel Gran Tour erano sempre presenti in un paese frammentato come il nostro tra briganti, locande malfamate, talvolta gelide, con le pulci nei materassi, soste in solitarie e improbabili stazioni di posta, e anche incontri galanti su carrozze con scomparti segreti dove le nobildonne tenevano denaro e altri illeciti.




Hester Piozzi


Fastidiosi capelli profumati


C'era chi come Hester Piozzi (1741-1821) sposata con un italiano - quindi già avvantaggiata nelle conoscenze locali - si cospargeva i capelli di profumo provocando scompiglio durante un ricevimento a Roma a chi era abituato a vivere con i fetori delle strade cittadine. 



Una locanda con lenzuola sospette

Curiosità e gradevoli aneddoti oltre che critiche, risaltano nei racconti di queste viaggiatrici, Anna Miller poetessa (1741-1781) prende con le molle del camino alcune lenzuola di una locanda a Radicofani per gettarle in un angolo. Alla luce di candele le varie macchie sembrano comporre un mappamondo con mari, laghi e paesi incogniti da guardarsi bene dall'esplorare. Neanche la cena la convince con un indefinito volatile nero sul piatto che avrebbe messo in crisi un esperto ornitologo, ma per l'oste un ottimo poularde (pollo). Con l'allusione a I viaggi di Gulliver afferma che preferirebbe sbocconcellare un tozzo di pane nella stalla con i cavalli piuttosto che stare a tavola con degli sconosciuti.  


Nozioni per i viaggiatori abbietti

Mariana Starke (1762-1838) nel 1800 fa pubblicare Letters from Italy che contengono, le istruzioni per chi, sopratutto malati o gruppi familiari abbietti, non può permettersi un corriere tuttofare, illustrando un nuovo approccio "sociale" al viaggio, lontano dall'individualismo elitario e aristocratico. Mariana intuisce una sorta di cambiamento nella società e nei nuovi viaggiatori, non più nobili ma provenienti da estrazioni borghesi che hanno necessità di avere indicazioni e suggerimenti "sugli itinerari, i mezzi di trasporto pubblici, le stazioni di posta con i prezzi correnti, nonché di consigli su come cavarsi d’impaccio nelle situazioni più diverse". 


René Théodore Berthon, ritratto di Lady Sidney Morgan


Critiche al sistema politico

Non mancano critiche se si toccano argomenti politici. L'irlandese Sydney Owenson Morgan o Lady Morgan (1781-1859) pubblica nel 1821 Italy  narrando dei propri viaggi, il libro però verrà messo all'indice nel Regno di Sardegna, nel Lombardo-Veneto e nello Stato Pontificio, oltre che sequestrato nelle rare rivendite di libri e di gazzette. "un caso unico e singolare" su questo genere letterario ci dice Brilli "ci si rende conto che la rassegna degli itinerari e il commento degli eventi e dei luoghi è un duro, dettagliato atto d’accusa nei confronti delle politiche dispotiche e reazionarie messe in atto in Italia, come nel resto dell’Europa, al tempo della Restaurazione." Inevitabile al tempo se Lady Morgan tocca un argomento scottante come quello delle istituzioni ecclesiastiche.


Le lettere scandalose di Mary Shelley

Mary Shelley da buon avventuriera era già fuggita in gioventù verso l' Europa col marito Percy, che fra l'altro morirà nel 1822 durante un naufragio nei pressi di Genova, Mary comunque tornerà quasi venti anni dopo nel continente con suo figlio e nel suo libro A zonzo per la Germania e per l'Italia pubblicato nel 1844, sventerà quasi uno scandalo a sue spese da parte di un giovane scrittore squattrinato che la ricatta per delle presunte lettere d'amore molto hot, fortunatamente Mary aveva un amico con conoscenze nella polizia francese e riuscirà a recuperare e bruciare le lettere.

Tra le altre cose nel libro suggerirà ai viaggiatori di metter da parte gli stereotipi, tentando di diventare parte del paese che si visita o nel quale si risiede, mescolandosi con gli abitanti e vivere la loro vita, come aveva scritto sua madre Mary Wollstonecraft «Quei viaggiatori che pretendono che ogni nazione rassomigli alla propria farebbero meglio a starsene a casa».


  • L'autore

Attilio Brilli è fra i massimi esperti di letteratura di viaggio. I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Fra le sue numerose pubblicazioni con il Mulino si segnalano: «Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori di oggi» (nuova ed. 2019), «Il grande racconto dei viaggi d’esplorazione, di conquista e d’avventura» (2015), «Il grande racconto delle città italiane» (2016) e «Gli ultimi viaggiatori nell’Italia del Novecento» (2018).






Il libro

Titolo: LE VIAGGIATRICI DEL GRAN TOUR
Autore: Attilio Brilli e Simonetta Neri
Editore: Il Mulino
Anno: 2020
Pagine: 256







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