"La Vecchia" di Georges Simenon. Due donne sole estranee ma simili
Un romanzo inedito di Georges Simenon, pubblicato da Adelphi, dove due donne separate da 60 anni, sono unite dalla stessa ribellione. Un romanzo psicologico intenso.
L'anziana Juliette si rifiuta di abbandonare un edificio fatiscente destinato alla demolizione. Verrà in suo aiuto la nipote Sophie che la accoglie nella sua casa parigina, dando il via a una convivenza complessa segnata da dialoghi serrati e confessioni sul passato familiare che metteranno in luce due donne estranee ma simili seppur vissute in epoche diverse.
Una Storia di Ostinazione e Libertà
Parigi, inverno del 1959. La neve si scioglie formando poltiglia sporca sui selciati dell'Île Saint-Louis. In questo scenario cupo, Georges Simenon ci presenta Juliette Viou, un'ottantenne che si rifiuta categoricamente di lasciare il suo appartamento fatiscente in rue de Jouy.
L'edificio è destinato alla demolizione, non ha più acqua, luce né gas. Le pareti sono coperte di scritte oscene, i rifiuti si accumulano ovunque. Eppure Juliette non si muove. Non è testardaggine senile, è qualcosa di molto più profondo: è la sua ultima battaglia per l'autonomia.
Sophie: La Nipote Ribelle
Quando Sophie Émel, la nipote nota paracadutista e pilota di jet, decide di accogliere la nonna nella sua casa parigina, non immagina minimamente in cosa si sta cacciando. Sophie è una donna moderna, vive tra cocktail party e acrobazie aeree, sfida il vuoto per professione. Ma quando incontra Juliette, scopre di guardare in uno specchio che riflette il passato e il futuro insieme.
Il loro non è un ricongiungimento dolce e sentimentale. È piuttosto un riconoscimento clinico: due donne fatte della stessa "materia" ribelle, due facce della stessa medaglia che rifiutano le convenzioni borghesi.
Il Segreto dell'Alcol e della Solitudine
Cosa lega davvero queste due donne? Non l'affetto familiare, ma qualcosa di più crudo: l'alcol e la solitudine.
Juliette si scola bottiglie di vino rosso per sostenere il peso dei ricordi. Sophie usa il whisky per anestetizzare l'insoddisfazione. Questo linguaggio fatto di vizi condivisi elimina ogni barriera generazionale. Non c'è la nonna rassicurante né la nipote devota. Ci sono solo due donne che si riconoscono come "estranee e affini".
Il Gioco di Potere con Lélia
Ma nell'appartamento di Sophie non ci sono solo loro due. C'è anche Lélia, una cantante di cabaret che Sophie aveva "raccolto" e portato a vivere con sé. L'arrivo di Juliette sconvolge questo fragile equilibrio.
Lélia vede immediatamente la vecchia come una minaccia. E Juliette, con la sua lucidità feroce, smaschera Sophie accusandola di "raccattare cani malati" non per generosità, ma per vanità borghese. Secondo la nonna, aiutare gli emarginati è solo un modo per convincersi di essere forti, un lusso che chi è veramente solo non può permettersi.
La Battaglia del Cantuccio e la vendetta
Quando Sophie offre alla nonna una piccola stanza nell'appartamento, pensa che sarà semplice. Si sbaglia di grosso.
Il primo round del gioco di potere lo vince Juliette: insiste per portare più cose di quante la stanza possa contenere, compresa una vecchia stufa di ghisa che a malapena entra dalla porta. Non importa che sia inutile: è sua, e questo basta.
Sophie cerca di riprendersi il controllo tornando a casa ubriaca nel cuore della notte e alzando deliberatamente la voce, per far capire alla nonna "chi paga l'affitto". Ma Juliette capisce e adotta una nuova tattica.
Un Segreto Oscuro
Durante una sera particolarmente tesa, Sophie ubriaca sottopone la nonna a un vero e proprio interrogatorio. Ed emerge il segreto più doloroso: la morte del marito di Juliette.
L'uomo era malato, consumato dai dolori. Morì dopo che Juliette gli fornì le pillole letali. Ma Simenon non ci dà una risposta facile: è stato un gesto di misericordia o un modo per liberarsi finalmente del peso di un matrimonio soffocante?
Perché Leggere "La vecchia" oggi
"La vecchia" è un romanzo pubblicato nel 1959 che anticipa temi ancora attualissimi: l'indipendenza delle donne, lo sfaldamento dei legami familiari, l'isolamento dell'essere umano moderno. Simenon si allontana dai suoi soliti omicidi e caos (a parte il tragico finale) per esplorare qualcosa di più sottile e inquietante.
Attraverso la voce di Juliette, scopriamo una verità brutale: siamo tutti fondamentalmente soli. La prossimità fisica non garantisce la conoscenza dell'altro. Quello che chiamiamo unione è spesso solo il disperato tentativo di aggrapparci a qualcuno per non sentire il vuoto.
Come nel precedente romanzo La morte di Auguste, Simenon anche qui accenna a una Parigi che stava scomparendo, caratterizzata da una politica di "ristrutturazione con bulldozer" o gentrificazione , con massiccie demolizione di vecchi quartieri considerati insalubri, nel romanzo è il quartiere Marais, per essere sostituiti da isolati moderni, spesso rompendo con il tessuto urbano tradizionale. Questo periodo si colloca in un contesto di forte crescita demografica e di modernizzazione, volta a ospitare rapidamente la popolazione e ad adattare la città al traffico automobilistico.
vedi anche di Simenon
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Georges Simenon
167 pagine
ed Adelphi 2026


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