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Recensione di "Storia prossima" un romanzo storico di Dario Pontuale incentrato su una famiglia nella Roma di fine '800, tra scandali politici e amori veri.
Dietro i grandi eventi dell'Italia post-unitaria, si nascondono verità sorprendenti che mettono alla prova le nostre certezze. Sono le storie della gente comune, di tipografi, falegnami, sarte e operai che hanno vissuto sulla propria pelle il peso di quelle trasformazioni.
Se ti piacciono i romanzi storici ma a volte hai la sensazione che raccontino solo grandi personaggi e grandi battaglie, Storia prossima di Dario Pontuale è uno di quei libri che ribaltano completamente la prospettiva. Non ti porta nei palazzi del potere, ma nelle strade, nelle tipografie, nelle botteghe e nelle vite delle persone comuni.
Ed è proprio questo il punto forte del romanzo.
La storia è ambientata nella Roma di fine Ottocento, un periodo pieno di tensioni e trasformazioni dopo l’Unità d’Italia. Ma invece di raccontare la Storia con la “S” maiuscola attraverso politici e generali, il libro la fa vivere attraverso una famiglia di lavoratori: i Picca.
Ci sono tipografi, sarte, operai. Gente che lavora duro e che si trova, spesso senza volerlo, dentro gli ingranaggi dei grandi cambiamenti sociali e politici dell’epoca.
Questo approccio rende la narrazione molto più vicina a noi. È come se qualcuno ti raccontasse la Storia non dal manuale scolastico, ma dal tavolo di cucina.
Al centro del romanzo c’è Sansone Picca, un ragazzo che non diventerà famoso nei libri di storia. E forse è proprio questo che lo rende interessante.
Sansone è un giovane tipografo con un cuore enorme e una forte curiosità per il mondo. La sua vita si intreccia con quella di Rosetta Lardi, una ragazza di quindici anni che lavora come apprendista sarta in una bottega elegante vicino a Piazza di Campo Marzio.
La loro relazione è raccontata con una delicatezza rara. Non aspettarti gesti teatrali o passioni travolgenti: è un amore fatto di piccole cose.
Per esempio:
Sansone aspetta Rosetta fuori dalla sartoria durante la pausa pranzo
I due si incontrano all’ombra di un albero di fico
La domenica passeggiano verso il Gianicolo o il Fontanone
Sono momenti semplici, ma proprio per questo autentici.
E c’è un dettaglio bellissimo: Sansone regala libri a Rosetta. Non perché lei li legga da sola, ma perché poi glieli racconti. È un modo per condividere storie, idee e sogni.
Una scena così dice molto anche su un’epoca in cui non tutti sapevano leggere, ma il valore delle parole era chiarissimo.
La vita di Sansone non è fatta solo di amore. Cresce in un periodo in cui l’Italia è attraversata da forti tensioni sociali.
Da giovane partecipa al congresso di Genova del 1892, quello che porterà alla nascita del Partito Socialista. Lì vede con i propri occhi le divisioni tra socialisti e anarchici e capisce che la politica non è fatta solo di ideali, ma anche di scontri duri.
Poi arriva lo scandalo della Banca Romana, uno dei più grandi scandali politici dell’epoca. E Sansone decide di non restare fermo.
Diventa corriere clandestino: di notte pedala con la sua bicicletta per portare volantini che denunciano corruzione e abusi di potere.
È una scelta rischiosa. In una di queste notti viene aggredito mentre aspetta di consegnare i manifesti. Ma non molla e continua a difendere quei fogli come se contenessero qualcosa di prezioso: la possibilità di cambiare le cose.
Da lì entrerà nel mondo del giornalismo militante, lavorando come corriere per il giornale satirico socialista L’Asino e poi per Avanti!.
È la dimostrazione di una cosa molto semplice: a volte la Storia la fanno anche persone che nessuno ricorderà.
Il romanzo non segue solo Sansone e Rosetta, ma tutta la famiglia Picca.
Dai nonni Ottavio e Michelina, che si trasferiscono dalla provincia a Roma, al padre Giggi, tipografo che stampa volantini clandestini nel retro di una bottega.
Le loro vite si intrecciano con eventi reali:
Lo scandalo della Banca Romana
La nascita del movimento socialista
Le prime lotte operaie
Il risultato è una saga familiare che attraversa un pezzo fondamentale della storia italiana.
La cosa più interessante di Storia prossima è che riesce a fare qualcosa di raro: rendere la Storia intima.
Non leggiamo solo di eventi storici, ma di persone che si innamorano, lavorano, litigano, sognano e cercano di costruire un futuro migliore.
Il profumo dell’inchiostro delle tipografie, le strade della Roma ottocentesca, il gelsomino delle stoffe nella sartoria: tutto contribuisce a creare un mondo vivido e molto umano.
Alla fine capisci una cosa semplice ma potente: dietro ogni grande cambiamento storico ci sono migliaia di vite normali che cercano solo di andare avanti.
Storia prossima è il libro giusto se vuoi vedere la storia d’Italia non dai palazzi del potere, ma dalle strade, dalle botteghe e dalle famiglie che l’hanno vissuta davvero.
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