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10 ago 2016

 

Scrittori famosi: quando Flaubert dava consigli a Maupassant

Gustave Flaubert dispensava preziosi consigli letterari e di vita a Guy de Maupassant 

Nell'estate del 1878 Guy de Maupassant era sul punto di diventare famoso, mentre Gustave Flaubert era al culmine della notorietà. Flaubert incoraggiò i primi passi letterari di Maupassant il quale aveva già scritto poesie, commedie, qualche racconto in riviste e fatto del giornalismo e stava lavorando al suo primo romanzo, Una vita. Giovane, aitante, sportivo, aveva successo con le donne. In precedenza dopo aver acquistato una piccola barca per conto di Émile Zola, l'aveva consegnata di persona remando per 50 chilometri da Bezons a casa di Zola a Medan. Nonostante la cronica mancanza di denaro sappiamo che aveva una forte passione per la nautica, sognava di stare all'aria aperta a fare sport e gare la domenica. Appena poteva saltava su un treno per evadere dalla sua "prigione" di impiegato ministeriale.

Flaubert-Maupassant



Il legame di Maupassant con Flaubert risale alla tenera amicizia fra il vecchio scrittore e Laure le Poittevin, madre di Maupassant, (sposò il padre di Maupassant, Gustave nel 1846) avvenuta durante la loro infanzia e mai smentita: «Poiché dici che Guy è tuo figlio adottivo, mi perdonerai mio caro Gustave, se ti parlo con naturalezza del ragazzo» (Lettera del 23 gennaio 1878). Flaubert si prodigò non solo per la carriera letteraria, ma anche per trovargli un occupazione. 

Nel 1873 scriverà a Laure:
"... da un mese volevo scriverti per farti una dichiarazione di tenerezza verso tuo figlio. Non puoi credere come lo trovo affascinante, intelligente, buon ragazzo, sensato, spirituale, in breve (per usare una parola alla moda) simpatico! Malgrado la differenza di età, lo considero “un amico”, e poi mi ricorda il mio povero Alfred! Ne sono talvolta spaventato, soprattutto quando china la testa recitando dei versi." (L'opera e il suo doppio. Lettere)

Flaubert avrà una forte ammirazione paterna, alimentando la leggenda che Maupassant potesse essere davvero suo figlio. 


Il 3 agosto 1878 in una lettera indirizzata a Flaubert il promettente scrittore farà una autocritica sui suoi inizi da letterato: 
Caro maestro [...] Sono ora in grande corrispondenza con la signora Brainne. Lei cerca di incoraggiarmi nella scrittura, mi esorta alla pazienza e allegria. Purtroppo, non mi piace. Non capisco queste parole che esprimono il cambiamento, la trasformazione delle migliori cose eterne e il disincanto con la forza. "Le cul des femmes est monotone comme l'esprit des hommes". Trovo che le notizie sui giornali sono monotone che i vizi sono meschini, e non trovo diversi modi di comporre una frase. Vi abbraccio, caro Maestro. Datemi notizie di Bouvard e Pécuchet.  (Maupassant - Correspondance) 


Flaubert dopo qualche giorno, il 15 agosto 1878, in una lunga lettera rispose dando dei consigli al giovane "figlioccio" :

...Ora parliamo di voi.
Vi lamentate che il culo delle donne è “monotono”. C’è un semplice rimedio, ed è di non servirsene. «Gli avvenimenti non sono vari». È un lamento realista, e d’altronde che ne sapete? Si tratta di guardarli più da vicino. Avete mai creduto all’esistenza delle cose? E che tutto non è un’illusione? C’è verità soltanto nei “rapporti”, e cioè nel modo in cui noi percepiamo gli oggetti. «I vizi sono meschini», ma tutto è meschino! «Non ci sono abbastanza possibilità di lavorare le frasi!». Cercate e troverete.
Infine, mio caro amico, mi avete l’aria molto annoiata, e la vostra noia mi affligge, perché potreste impiegare più gradevolmente il vostro tempo. Bisogna, capite, giovanotto, bisogna lavorare più di così. Arrivo a sospettare che siate un po’ fannullone. Troppe puttane! Troppo canottaggio! Troppi esercizi! Sissignore! L’uomo civilizzato non ha bisogno della locomozione quanto ne pretendono i medici. Siete nato per fare dei versi, fatene! «Tutto il resto è vano», a cominciare dai vostri piaceri e dalla vostra salute, ficcatevi questo ben dentro la testa. D’altronde la vostra salute si troverà bene a seguire la vostra vocazione. Questa osservazione è di una filosofia, o meglio di un’igiene profonda.
Vivete in un inferno di merda, lo so, e vi compiango dal profondo del cuore. Ma dalle 5 della sera alle 10 della mattina tutto il vostro tempo può essere consacrato alla musa, la quale è ancora la miglior ragazza. Via! Mio caro buon uomo, alzate la testa! A che serve stuzzicare la propria tristezza? Bisogna porsi faccia a faccia con se stessi da uomini forti, ed è il mezzo per diventarlo. Un po’ più di orgoglio, cavolo! Il “garçon” era più tosto. Ciò che vi manca sono “i principi”. Si ha un bel dire, sono necessari; resta da sapere quali. Per un artista, ce n’è uno solo: sacrificare tutto all’Arte. La vita deve essere considerata da lui come un mezzo, niente di più, e la prima persona di cui deve fregarsene, è se stesso.[...]
Riassumo, mio caro Guy: State attento alla tristezza. È un vizio, e si prende piacere a essere nel dolore e, quando il dolore è passato, dal momento che si sono usate forze preziose, se ne resta abbrutiti. Allora si hanno rimpianti, ma non è più tempo. Credete all’esperienza di uno sceicco a cui nessuna stravaganza è estranea.
Vi abbraccio teneramente
Je vous embrasse tendrement. Votre vieux. 
 (da L'opera e il suo doppio. Lettere)


Alcune parti di questi consigli possono essere giustificate da un certo odio di Flaubert per tutte le forme di esercizio fisico, ginnastica e sport. Altre parti sul lavoro e la salute non vennero prese in considerazione dal momento che Maupassant l'anno precedente aveva contratto la sifilide che lo avrebbe ucciso nel 1893.


In barca ad Argenteuil - Édouard Manet 1874
In barca ad Argenteuil - Édouard Manet 1874


Ci sono però dei saggi consigli su cui Maupassant poteva essere il tipo di scrittore che voleva diventare. Confrontando i due scrittori sulla velocità, Flaubert era un perfezionista, amava citare il conte di Buffon 'Il talento è una lunga pazienza' al suo discepolo. Il racconto Palla di sego (1880) che rese famoso il nome di Maupassant, venne acclamato sia dallo stesso Flaubert, "considero Palla di sego un capolavoro. Sì, mon enfant è l'opera di un maestro. In poche parole ne sono rapito", poi da Zola e il pubblico in generale, venne scritto in soli due mesi. Il racconto venne inserito nella raccolta Le serate di Medan  che conteneva racconti di Zola, Huysmans, Henry Céard, Léon Hennique, Paul Alexis.

Zola farà un ritratto incoraggiante del giovane scrittore su Le Figaro del 11 luglio 1881:
"Lo conobbi tramite Flaubert nel 1874 una domenica mattina in un piccolo appartamento di Rue Murillo. Era di taglia media, tozzo, sanguigno e con i muscoli sodi, con una terribile paglietta in testa che indossava quando faceva le sue venti leghe al giorno sulla Senna. Raccontava fieramente le sue bravate con le donne suscitando l'ilarità di Flaubert. Quando mi è capitato il volume con i racconti ho trovato Palla di sego un piccolo capolavoro di finezza e acutezza. Metterei Maupassant al primo posto fra i giovani scrittori del futuro".



Nonostante gli incoraggiamenti del maestro qualche giorno dopo, il 21 agosto 1878, Maupassant risponderà a Flaubert:

Non voglio più scrivere mio caro Maestro, sono completamente a pezzi moralmente. Da tre settimane cerco di lavorare ogni notte, senza essere in grado di scrivere una pagina. Niente, niente. Poi gradualmente arriva la tristezza e lo scoraggiamento che sarà difficile da abbandonare. Il mio ministero mi ha distrutto a poco a poco. Dopo le mie sette ore di lavoro amministrativo, non riesco più ad avere la forza sufficiente per allontanare tutti gli oneri che affliggono la mia mente.

Ma il successo e l'approvazione dei letterati lo spinse a continuare: dal 1884 pubblicò più di un racconto alla settimana, (Bel-Ami è del 1885). Per poi continuare a tre ogni due settimane.

Più il successo lo raggiungeva più diminuivano le sue motivazioni. Nel 1889 al suo amico Hugues Le Roux, disse che non solo non era nato per scrivere, ma ''con la mia caparbietà e il mio metodo di lavoro potevo essere un pittore come un letterato - qualsiasi cosa, tranne probabilmente un matematico.'' Inoltre: ''Mai nella mia vita, né oggi né in qualsiasi momento, ho trovato la minima gioia nel lavoro. Per me la letteratura non è mai stato altro che un mezzo di liberazione''.
Una liberazione dal suo lavoro come impiegato, dalla  routine giornaliera, dal dover frequentare persone con cui non voleva stare.



Vedi anche l'articolo 
FLAUBERT, MADAME BOVARY E IL PROCESSO  





All'opposto Flaubert non aveva praticato giornalismo, non scrisse mai per soldi, e non odiava se stesso se non per lamentarsi dei propri fallimenti. L'anno del primo successo serio di Maupassant (1880) fu anche l'anno della morte di Flaubert; e la fecondità del giovane da allora continuò fino al 1893: sei romanzi (più altri due non finiti), quasi 300 racconti e diversi articoli giornalistici usciti nei successivi dieci anni, prima che la sifilide annebbiasse la sua mente.



L'ultimo romanzo pubblicato in vita fu  Il nostro cuore  (1889) un romanzo realista su Madame de Burne una crudele e fredda donna di mondo rimasta vedova, e Mariolle celibe, ricco e inesperto. Lei non ama ma gode di essere amata. Un romanzo doloroso scritto da un Maupassant già molto malato, sorta di addio alle donne desiderate.  

Se i lavori di Maupassant erano più liberi, più commerciali, e la sua estetica meno nobile di sentimenti, i due uomini avevano un temperamento affine. Entrambi erano Normanni con la necessità per la società di un profondo bisogno di stare soli, senza una vera e propria famiglia, anche se in gioventù, (nonostante rimprovero di Flaubert) godettero dei loro piaceri; ma entrambi volevano una loro privacy, profondamente sospettosi del matrimonio e le loro conseguenze emotive; entrambi erano pessimisti e malinconici, oppressi dalla stupidità umana e facilmente indirizzati al disgusto per tutto il mestiere di vivere.


(Riferimenti : On We Sail - Julian Barnes, London Review of Books)


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Gustave Flaubert

L'OPERA E IL SUO DOPPIO
Lettere
a cura di Franco Rella

Fazi Editore















PALLA DI SEGO
con testo francese a fronte

Bur Rizzoli













Maupassant, Zola, Huysmans,
Céard, Hennique e Alexis

LE SERATE DI MEDAN

Elliot editore






Da Balzac a Proust,
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dai maestri della letteratura francese

Troppe puttane! Troppo canottaggio! 

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