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01 giu 2016

 

8 Libri da leggere di scrittori che hanno pubblicato un solo romanzo

In questa lista di libri da leggere o rileggere vediamo scrittori noti per aver pubblicato un solo romanzo o libro, e per questo entrati nell'olimpo letterario. A volte quando un autore è conosciuto per aver pubblicato una sola opera di narrativa, stupisce che vengano fuori, dopo anni, manoscritti inediti come è successo per esempio con gli editori di Harper Lee che nel 2015 annunciarono un nuovo libro Va', metti una sentinella tenuto in un cassetto per oltre cinquant’anni. Per tutto questo tempo la scrittrice era nota ai suoi lettori per un solo romanzo Il buio oltre la siepe e quindi l'uscita del nuovo libro divise critica e lettori, chiedendosi se fosse stato giusto pubblicarlo o lasciarlo in un cassetto.

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Cime tempestose - Emily Brontë

Una delle tre sorelle Brontë pubblicò il suo romanzo d'esordio  Cime tempestose  sotto lo pseudonimo di "Ellis Bell" nel 1847. Il romanzo divise la critica vittoriana rimasta turbata dall' audacia dei personaggi e le sue torbide tematiche, ma da allora è stato considerato come uno dei più grandi romanzi del 19 ° secolo ­ se non forse il più grande di tutte le opere letterarie delle sorelle Brontë .
Purtroppo un anno dopo la sua pubblicazione, Emily si ammalò al funerale del fratello Bramwell nel 1848. La tubercolosi prese campo e la povera ragazza morì a soli 30 anni poche settimane dopo, il 19 dicembre.
Una lettera dell'editore di Emily ritrovata dopo la sua morte rileva che aveva iniziato a lavorare su un secondo romanzo, ma nessuna nota o appunto è mai stato trovato. Nove mesi più tardi, quando Emily  si era ammalata Charlotte scrisse all'editore dicendo che Emily era troppo deperita per occuparsi della scrittura e nel caso si fosse ristabilita riservava a lei stessa il diritto di decidere  i diritti di un secondo lavoro. Questi riferimenti suggeriscono che Emily era al lavoro su un secondo romanzo quando è morta. Ma il presunto manoscritto manca. Emily può averlo distrutto, o Charlotte può aver pensato prudentemente di bruciarlo dopo la morte delle sorelle; oppure giacciono ancora in qualche armadio dimenticato. Rimane perciò l'unica delle tre sorelle Brontë ad aver pubblicato un solo libro nella sua vita.








Black Beauty - Anna Sewell
 
Anna Sewell nacque in Inghilterra nel 1820. Un incidente a dodici anni la costrinse a portare delle stampelle per tutta la vita insieme al suo debole stato generale di salute. Per muoversi nei lunghi tratti si affidava a carrozze trainate da cavalli. Da questo nacque il suo amore per i cavalli trasferendo la sua esperienza di vita in un romanzo, Black Beauty che riscosse grande successo di pubblico, pubblicato nel 1877 dopo una stesura durata sei anni. Durante la scrittura del romanzo,  la salute della Sewell peggiorò e fu costretta a completarlo dettando gran parte dei restanti capitoli a  sua madre. Dopo soli cinque mesi dalla sua uscita la scrittrice cedette alla sua malattia non lasciando nessuna altra opera letteraria completata. Aveva solo 58 anni. E quindi pubblicò un solo libro.








II ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
  
La maggior parte della produzione letteraria di Oscar Wilde comprende dieci opere, numerose poesie, diversi racconti e saggi, ma un solo romanzo,  Il ritratto di Dorian Gray,  pubblicato nel 1890.
Il libro cominciò  prendere forma durante una riunione a Londra nel 1889 tra Wilde, Arthur Conan Doyle, e JM Stoddart, direttore della rivista mensile Lippincott. Durante la cena, Stoddart  commissionò ad ogni scrittore un racconto per la rivista: Doyle presentò Il segno dei quattro, mentre Wilde consegnò un racconto gotico sull'influenza di un giovane uomo che vende la sua anima per  garantire la sua bellezza, nonostante il suo stile di vita libertino, mentre un suo ritratto invecchiava al suo posto. Stoddart però fu costretto a tagliare 500 parole scabrose del romanzo prima della sua pubblicazione nel 1890, ma anche questa versione ridotta riuscì a provocare un certo clamore alla sua uscita e il numero di luglio 1890 del Lippincott Monthly Magazine venne ritirato dalle bancarelle nelle stazioni ferroviarie. Dopo averne apportato delle modifiche in una seconda edizione ampliata Wilde non scrisse più un altro romanzo morendo a Parigi nel 1900.







Via col vento - Margaret Mitchell

Margaret Mitchell scrisse il suo unico romanzo  Via col vento  nell'arco di tre anni, durante la riabilitazione a causa di un infortunio immobilizzata con l'ingessatura. Consigliata dal marito decise di scrivere una storia, dopo che l’uomo si era seccato di portargli i libri a casa dalla biblioteca locale, che Margaret leggeva per passare il tempo "Per l'amor di Dio, Peggy, perché non lo scrivi tu un libro invece di leggere quelli degli altri ?" gli disse. "Peggy" cominciò allora a scrivere le sue impressioni e i ricordi giovanili che avevano colpito la sua fantasia, benché lo abbia scritto senza idea di pubblicarlo ma solo per il piacere di scrivere.
Durante la scrittura, si dice abbia usato pacchi di dattiloscritti per puntellare un divano con una delle gambe mancanti. Un agente letterario ad Atlanta venne a conoscenza del manoscritto, e Peggy tirò fuori da un ripostiglio 70 buste contenenti il romanzo consegnandolo all'agente, i direttori della casa editrice ne rimasero talmente presi che lo lanciarono subito. Prima di presentare il progetto finito Mitchell decise di rinominare il suo personaggio centrale da Pansy a Rossella O ' Hara.
Via col vento venne pubblicato nel 1936, facendogli guadagnare l'anno successivo il premio Pulitzer e i diritti per una famosa trasposizione cinematografica.
Qualche anno dopo nell'agosto del 1949 la Mitchell e suo marito vennero coinvolti in un incidente d'auto mentre a piedi si recavano a un cinema, Margaret non riprese più conoscenza e morì cinque giorni dopo.
Si sa che scrisse in precedenza un altro testo e un romanzo incompiuto alla fine del 1910 mai pubblicati forse persi o distrutti, lasciandoci come scrisse il NYTimes solo un romanzo che "è stato un successo fenomenale, i suoi personaggi hanno preso la fantasia dei lettori e come una sorta di Frankenstein, ha travolto il suo creatore".








Il dottor Zivago - Boris Pasternak

Pasternak nacque a Mosca nel 1890. Dopo brevi periodi di studi musicali e filosofici, dedicò gran parte della sua vita alla letteratura. Durante la prima guerra mondiale, lo scrittore insegnò e lavorò in una fabbrica, esperienza che gli servirà per  Il dottor Zivago  più tardi. Al contrario del resto della sua famiglia, Pasternak scelse di non lasciare la Russia dopo la Rivoluzione d'Ottobre del 1917, nutrendo dei dubbi circa le idee del nuovo regime. Come quasi tutti gli intellettuali russi accolse con favore la rivoluzione del 1917, che era stata a lungo attesa da scrittori e artisti della nazione. Egli non era, però, attratto dal movimento bolscevico, anche se nei primi giorni lavorò per il governo nella Pubblica Istruzione. Oltre che scrittore di racconti era anche poeta e alcune delle sue prose sono incluse nell'unico romanzo che gli dette successo ma anche insoddisfazione.

Il libro uscì in anteprima mondiale in Italia nel novembre 1957 dietro l'interessamento dell'editore Feltrinelli che riuscì a far uscire dalla Russia il manoscritto, rifiutato dalla rivista Novy Mir nel 1956.
I burocrati statali russi respinsero il romanzo nel 1956 perché "lo spirito del romanzo rifiutava di riconoscere la rivoluzione russa" essi volevano impedirne la circolazione per non mettere in evidenza ai 30/40enni di allora che cosa fu realmente la rivoluzione, i loro padri morirono, o si lasciarono morire vinti e messi da parte. Tentarono poi in ogni modo di impedire sia l'assegnazione del Nobel a Pasternak nell'inverno del 1958 che l'uscita dal paese.

L'editore Giangiacomo Feltrinelli scrisse a Pasternak il 5 settembre 1958 : 
"...Mi consenta di descriverle in poche parole la storia del successo del Dottor Zivago. In cifre: abbiamo venduto quasi 30.000 copie in Italia: una cifra enorme per il mercato italiano...Abbiamo raccolto la testimonianza di decine di persone che mi hanno scritto ringraziandomi di avere pubblicato l'opera. Ovunque io vada mi parlano del  Dottor Zivago, che in questo momento è il libro più amato in Italia. Mi limito a citarle alcune righe di uno scrittore italiano Carlo Cassola : - Ho finito oggi di leggere Il Dottor Zivago. Nessun libro contemporaneo aveva suscitato in me tanto entusiasmo, tanta commozione tanto piacere intellettuale, sollievo e serenità come questo.-"
(da Zivago nella tempesta di Paolo Mancosu).
Il romanzo, dopo le molte polemiche nel suo paese, venne pubblicato solo nel 1988, ma Pasternak non riuscì mai a vederlo, relegato nella sua dacia morì nel 1960 dopo aver ricevuto il premio Nobel.






La campana di vetro - Sylvia Plath

Il romanzo semi autobiografico di Sylvia Plath La campana di vetro venne pubblicato (sotto lo pseudonimo di "Victoria Lucas") nel 1963. Racconta la storia di una giovane donna di Boston, Esther Greenwood, che tornando a casa da uno stage estivo a New York si ritroverà in uno stato di depressione, come la sensazione di trovarsi intrappolata sotto una campana di vetro. Le descrizioni della Plath sono vivide e risolute fra insonnia, ansia, un tentativo di suicidio di Esther, sessioni di psicoterapia e una parziale ripresa, tutti basati sulle sue reali esperienze devastanti che coinvolsero la scrittrice.
La Plath si suicidò la mattina del 11 febbraio nel 1963. Aveva solo 30 anni. Anche se lei e suo marito Ted Hughes erano separati al momento della sua morte, erano ancora ufficialmente sposati. Il marito ereditò il suo patrimonio fra cui una selezione dei quaderni privati e un manoscritto incompleto di un secondo romanzo provvisoriamente intitolato Double Exposure.
Hughes scelse di distruggere alcuni dei quaderni della Plath, mentre altri sembra siano, con sue stesse parole, semplicemente "scomparsi".
Alla fine, insieme a una raccolta di poesie e una manciata di racconti, La campana di vetro rimarrà il suo unico romanzo pubblicato.








Il giovane Holden  - J. D. Salinger

Salinger per un certo periodo pubblicò diversi racconti, molti dei quali vennero pubblicati sul New Yorker alla fine del 1940. Ma il successo inaspettato del suo romanzo di formazione Il giovane Holden nel 1951, lo portò sotto la luce di riflettori a cui non era preparato, e mentre il libro continuava ad avere successo, egli si isolava sempre di più. Salinger pubblicò il suo ultimo lavoro originale sul New Yorker nel 1965­ un racconto dal titolo "Hapworth 16, 1924", una lunga lettera che Seymour Glass, il protagonista di sette anni, scrive alla sua famiglia da un campeggio estivo­. Successivamente lo scrittore avviò una campagna personale per difendere la propria privacy, entrando in una certa invisibilità letteraria e appellandosi a vie legali contro biografi ed editori troppo curiosi. Dopo aver rilasciato la sua ultima intervista nel 1980, morì nel 2010. Lasciandoci solo un piccolo ma prezioso romanzo.








Il grande Meaulnes -  Alain-Fournier

Lo scrittore francese Alain-Fournier, nato nel 1886, ebbe il desiderio di diventare scrittore all'età di 17 anni componendo alcune poesie. Nel 1905, durante un suo soggiorno a Londra, assimilando autori anglosassoni come Hardy, Wells, Emily Brontë, scrisse una lettera al suo amico Jacques Rivière, esponendogli l'idea di diventare un romanziere come Dickens. Probabilmente da quel giorno si mise all'opera sul suo libro  Grande Meaulnes. Ma prima che il romanzo raggiungesse la forma finale nei primi mesi del 1913, Alain-Fournier fece molti tentativi e riscritture nel corso degli ultimi otto anni, pubblicandolo ne La Nouvelle Revue Française da luglio a novembre 1913.

Nel giugno 1905, giorno dell'Ascensione, Fournier, ancora studente di scuola stava visitando la "Mostra Nazionale" al Grand Palais quando sulle scale di pietra, i suoi occhi incontrarono quelli di una giovane ragazza bionda, "bella come un lilla bianco", elegante, slanciata, con accanto una vecchia signora appoggiata al suo braccio. Affascinato, la seguirà fino a casa al Boulevard Saint-Germain. Una mattina, poco prima della messa di Pentecoste gli sussurrerà "Voi siete bellissima". Alla fine della messa si avvicinerà di nuovo.  Fournier gli chiederà il suo nome. Lei esiterà, poi girandosi a destra, dirà con orgoglio: "Il mio nome? Mi chiamo Yvonne de Quiévrecourt". Poi tremando gli proibirà di continuare a seguirla. Verrà a sapere che lei è già impegnata e sta per sposarsi.

Questo incontro segnerà per sempre la vita del futuro scrittore, riportando in Le Grand Meaulnes la figura amata nel personaggio di Yvonne, associando all'opera anche i suoi più cari ricordi d'infanzia. Otto anni dopo la rintraccerà, divenuta madre di due figli, e la incontrerà in un parco confessando il suo amore infelice, ma ormai il passato ha avuto la meglio. All'inizio del 1914 inizierà un altro romanzo Colombe Blanchet, che rimarrà incompiuto. La guerra incombeva e Alain-Fournier partito per il fronte cadde sotto i proiettili tedeschi a Saint-Rémy, vicino a Verdun, ma venne ritenuto disperso, finché i suoi resti non vennero scoperti nel 1991 in una fossa comune. Quanto a Yvonne, sarebbe sopravvissuta fino al 1964 senza sapere di essere ritratta nel suo unico libro.






I  libri

Emily Brontë - Cime tempestose - Einaudi
Anna Sewell - Black Beauty - Piemme
Oscar Wilde - Il ritratto di Dorian Gray - Feltrinelli
Margaret Mitchell - Via col vento - Mondadori
Boris Pasternak - Il dottor Zivago - Feltrinelli
Sylvia Plath - La campana di vetro - Mondadori
J.D. Salinger - Il giovane Holden - Einaudi
Alain- Fournier - Il grande Meaulnes - Feltrinelli











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3 commenti :

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