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02 lug 2015

 

Il mare di Jules Michelet

Jules Michelet scrisse Il mare nel 1860. Ma l'idea e la concezione del libro gli venne "uscendo da Athenais". Athenais fu la seconda moglie dello scrittore saggista e storico. Il 3 settembre 1857 scrive sul diario "a cena le proposi un libro Il mare, cosa che le parve allettante". All’epoca i Michelet avevano da poco perso il figlio e cercavano una consolazione nei ritiri estivi a Fontainebleau vivendo dei momenti euforici fra sensualità e creatività unite fra loro. Questo Michelet lo ricorderà con emozione nel giugno 1860 rammentando come il libro venne concepito a seguito di un rapporto amoroso con la moglie “ogni rapporto con lei mi è utile e inspiratorio (…) è 'uscendo' da lei che ho avuto forse le mie idee più grandi”.




Il mare perciò si può considerare un romanzo, un racconto, un saggio delle estati del 1857 e di quelle del 1860, come scrive Jean Boire nelle note al testo “E’ il romanzo di un Michelet seduttore che offre alla moglie, invece di un mazzo di fiori, una bella pera, nella speranza di 'smuoverla' ”. 
Un romanzo che nasce dall’amore non può che essere un romanzo per l’amore verso il mare, una guida ricca di informazioni scientifiche, di nozioni culturali, di aneddoti ma principalmente di meraviglia verso questo elemento. “L’oceano respira come me si accorda al mio movimento interiore e a quello dei cieli. Mi obbliga a contare senza posa con lui, a fare il computo dei giorni e delle ore , a osservare il cielo. Mi riconduce a me stesso e al mondo.”  



Michelet vede nella prospettiva del mare un confine fatale che separa due mondi molto diversi  dove uno è costantemente in pericolo, sottolineando il legame tra il mare (la mer) e la madre (la mère), esplorando il rapporto dimensionale tra l'uomo e questa madre di tutta la vita. Questo  grande cronista della Rivoluzione francese ci offre non solo un libro divulgativo - vedi i capitoli Le tempeste, La balena, La conquista del mare - ma anche altri più ameni come Le sirene, L’origine dei bagni di mare, La scelta della spiaggia.

Il mare è anche l'analisi di uno storico che tratta di ambientalismo quando ancora non esisteva, evidenziando l'aumento della tecnologia nelle società industriali e le teorie in materia di igiene per il tempo libero. 

Nell’introduzione Antonio Tabucchi scrive “...è un libro superbo. Una magniloquenza grandiosa, un registro stilistico sintonizzato sull’elemento di cui parla (…) nelle sue pagine più belle si agita maestosa l’anima tardo romantica, un panteismo prepotente, una sensualità così esacerbata che sfiora il misticismo” .


ivan aivazovsky yalta 1899


Il mare è anche un opera lirica che si adatta a diversi livelli di lirismo. L'oceano stesso si presenta come un soggetto lirico,  una voce  impersonale attraverso il quale tutti si esprimono. Questo oceano, talvolta terribile nella sua ira, composto da una moltitudine di creature umili che cercano di sopravvivere ma che egli stesso ha bisogno dell’uomo per vivere “La Terra vi supplica di vivere, vi offre per risollevarvi quanto ha di meglio : il mare (…) Vive della vostra vita, e della vostra morte morirebbe." 
Insomma Il mare pubblicato da il Melangolo potrebbe essere il classico libro da spiaggia per l'estate o per chi semplicemente sogna di essere cullato dalle sue onde.



Sul mare e i suoi misteri vedi
Le radici del mare di Leonardo Guzzo


Il libro del mare -  Morten Stroksnes




L'autore

Jules Michelet  (1798 - 1874) fu uno dei più noti storici e saggisti dell'Ottocento francese. Fra le sue opere La strega, Lettere d'amore, La montagna e una Storia della Rivoluzione francese.






Il libro 









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