18 mag 2015

 

4 Romanzi essenziali per conoscere Saul Bellow

Premio Nobel nel 1976 Saul Bellow è stato uno dei più importanti scrittori della letteratura americana contemporanea. Nato in Canada nel 1915 si trasferirà a Chicago nel 1924. Cresciuto in una famiglia ebraica di immigrati russi imparò a parlare ebraico, yiddish, e francese oltre che inglese nel suo modello linguistico vicino a Joseph Conrad, questo influenzerà gran parte delle sue storie "essendo cresciuto in mezzo a polacchi, ucraini, ebrei, italiani, messicani, irlandesi era naturale che finissi per interessarmi di antropologia" disse, ritraendo nei suoi libri un moderno uomo urbano, ostile alla società, ma non distrutto nello spirito. Gli eroi o meglio gli anti eroi di queste opere sono spesso intellettuali ebrei i cui monologhi interiori vanno dall'eccelso al ridicolo in contrasto con le forze negative della società. Questa combinazione di raffinatezza culturale e saggezza  costituiscono la grande originalità di Bellow. Egli scrisse decine di opere fra romanzi e racconti. Vediamone qui alcune essenziali. 







Dopo aver pubblicato L'uomo in bilico (1944) e La vittima (1947), ne Le avventure di Augie March Bellow ritrovò la sua vena artistica. Augie, è il suo eroe picaresco, si definisce una sorta di Colombo come tale egli intende essere uno scopritore di un nuovo territorio immaginario, dal momento che egli stesso racconta le sue avventure. I "maestri di realtà" delle piccole strade di quartiere che Augie si diletta nel ritrarre, la maggior parte dei quali ebrei, provengono dall'infanzia di Bellow nella Chicago degli immigrati. Fra fughe e peripezie di un adolescente che diverrà adulto Augie racconta la sua vita svolgendo vari lavori, da educatore per cani, sindacalista a marinaio. Episodi eccentrici si configurano mentre racconta la sua fuga in Messico con una strana donna a cercare iguane e lucertole, o dentro  vagoni arrugginiti durante la Depressione degli anni '30. Tratteggiando anche i suoi due fratelli George e Simon, un ritratto sottilmente romanzato del vero fratello di Bellow, Maury, che cercava di dimenticare le sue origini "Un fratello del tutto americano, Maury mi ha sopraffatto," confessò Bellow ,"che in un certo senso mi ha portato a scrivere Le avventure di Augie March ".





Il re della pioggia è il più strano e più audace dei romanzi di Bellow, ambientato in un Africa immaginaria, un continente che lo scrittore doveva ancora visitare. Ricco di dettagli, Bellow riesce a costruire un romanzo antropologico rendendo la sua Africa magica e divertente.
Eugene Henderson - il protagonista - è un uomo di mezza età inquieto e insoddisfatto, stufo della sua vita quotidiana ma con un vuoto interiore che lo porterà in Africa, alla ricerca forse della  felicità, animato da un incalzante voglia di fare qualcosa per gli altri, dedito alla riflessione e alla lettura e cercando di trovare sulle pagine le risposte alle sue inquietudini. In Africa troverà una guida nativa in Romilayu facendo amicizia poi con i leader del villaggio. Durante una prova di forza, sposterà la statua lignea gigante della dea Mummah e inconsapevolmente diventerà per i Wariri il re della pioggia.  Sviluppando poi rapidamente una certa sintonia con il capo nativo del paese - ma istruito in occidente - Re Dahfu, con il quale si impegnerà in una serie di discussioni filosofiche. Henderson verrà a sapere poco prima della morte di Dahfu che il re della pioggia è la persona più vicina alla linea di successione per il trono. Ma non avendo interesse a diventare re lascerà il villaggio tornando a casa.
Le discussioni filosofiche e le divagazioni tra Henderson e gli indigeni, anche dentro la propria mente, prefigurano elementi del prossimo romanzo di Bellow, Herzog  che includerà molte di queste ricerche fra vita e significato.







Herzog (1964)

Moses E. Herzog  all'età di quarantasette anni è al suo secondo divorzio ha due figli - uno per ogni moglie - che stanno crescendo senza di lui. La sua carriera di scrittore e accademico arranca. Ha però una relazione con una donna vivace, Ramona, ma cercherà di sfuggire dall'impegno sentimentale. Herzog passa molto del suo tempo a scrivere lettere che non invierà mai. Queste lettere in genere sono destinate ad amici, familiari, e personaggi famosi. Però alcuni  destinatari possono essere morti, oppure sconosciuti che Herzog non ha mai incontrato. "Caro Doktor Professor Heidegger, vorrei sapere che cosa intende con l'espressione "caduta nel quotidiano". Quando ha avuto luogo questa caduta? Dove stavamo noi quand'è avvenuta? " scrive Herzog.
Come in altre lettere Moses scrive a Nietzsche, Spinoza, il presidente Eisenhower, Freud, Dio, ponendo a tutti quesiti sull'esistenza. Naturalmente egli non avrà una risposta al mistero della vita. Sconfortato dalla sua vita disastrata riesce però ad essere fiero della propria condizione continuando ad avere fiducia in se stesso. I rapporti di Herzog sono il tema centrale del romanzo, non solo con le donne e gli amici, ma anche con la società e se stesso. Mentre il romanzo progredisce, le lettere diminuiscono. Ciò sembra riflettere la "guarigione" della mente del narratore, dalle sue lotte interiori e le idee intellettuali che lo affascinano verso il mondo reale, dove le opportunità offerte dalla sua situazione attuale - non dover essere uno studioso, e la possibilità di ripartire con Ramona gli danno una debole speranza.







Ne Il dono di Humboldt il protagonista, Charles Citrine, racconta in prima persona i dubbi, rimorsi e preoccupazioni della propria vita quotidiana. Le sue giornate sono un insieme di bizzarre assurdità. Viene aggredito da ogni lato: l'ex moglie lo cita in tribunale per i soldi, l'amante cerca di incastrarlo in una trappola matrimoniale, il fisco lo perseguita insieme a un amico imbroglione colto ma snob. Anche uno sciagurato gangster alienato - ma con un certo ascendente - lo maltratta fra inverosimili proposte. E poi il vivido ricordo del suo amico Humboldt, poeta dal successo brillante negli anni Trenta, decaduto da false ambizioni di potere nel gorgo della follia, morto in miseria in uno squallido albergo, abbandonato da tutti, anche  dall'amico Citrine. Per rimediare Citrine cercherà di portar avanti in qualche modo l'opera di Humboldt trovando “un modo più corretto di pensare alla morte". Ma anche la Chicago del protagonista ha una sua rilevanza nel racconto  "Di questa Chicago io ero del tutto ignaro, quando ci arrivai da Appleton. Giocavo alla “settimana” coi ragazzini polacchi sotto i pilastri della Sopraelevata. Humboldt invece si pappava torte al cioccolato e cocco, dette “zuppa del diavolo”, da Henrici. Io, da Henrici, non c'ero mai entrato nemmeno a dar un'occhiata."






Bellow muore nel 2005. Il suo amico Philip Roth disse che "La spina dorsale della letteratura americana del XX secolo era composta da due romanzieri William Faulkner e Saul Bellow. Messi insieme loro sono i Melville, gli Hawthorne e i Twain degli ultimi cento anni". Anche la sua critica più ostile Michiko Kakutani dovette ammettere alla sua morte che la voce di Bellow era unica e inimitabile, "nelle sue opere raccolse un importante punto di vista della vita americana, la vita di ogni giorno tragica e comica nello stesso tempo. "  

Tutti i libri di Saul Bellow sono pubblicati da Mondadori.


Saul Bellow 1969 _Michael Mauney, Time Life Pictures
Saul Bellow 1969 - Michael Mauney, Time Life Pictures



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