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"Vita Tra i Selvaggi" di Shirley Jackson. Un memoir ironico e brillante sulla famiglia e il caos domestico

Recensione di Vita tra i selvaggi di Shirley Jackson: un memoir ironico e brillante sulla famiglia e il caos domestico.

Se hai cercato questo libro probabilmente hai già letto qualcosa di Shirley Jackson — magari "L'incubo di Hill House" — e ti stai chiedendo cosa aspettarti da qualcosa di completamente diverso. Risposta breve: una sorpresa bellissima.


famiglia




Di cosa parla "Vita tra i selvaggi"?


È un memoir autobiografico del 1953, pubblicato in Italia da Adelphi (2025), in cui Jackson racconta la sua vita familiare: marito, quattro figli, gatti, pipistrelli e una grande casa nel Vermont con quattro colonne massicce sul davanti — che sembra avere una personalità tutta sua.

Non è un romanzo con una trama dall'inizio alla fine. È una raccolta di episodi, molti dei quali nati come articoli per riviste femminili, poi cuciti insieme in un'unica storia coerente. Ogni capitolo è quasi un racconto a sé, centrato su un momento di vita quotidiana che Jackson trasforma in una commedia brillante.


È davvero divertente o è uno di quei libri "ironici" che fanno ridere solo in teoria?


Mi appare davvero divertente. E questo è forse la cosa più sorprendente.

Jackson osserva la sua famiglia come un'antropologa che studia una tribù aliena. Il risultato è il racconto di un humor nero sottile, mai pesante, con battute che arrivano quando meno te le aspetti. Qualche esempio concreto:


- Il fantomatico Charles: il figlio Laurie racconta ogni giorno le malefatte di un compagno di scuola di nome Charles, un bambino terribile. Spoiler: Charles è Laurie stesso. È un capitolo piccolo ma perfetto, un capolavoro di ironia e psicologia.

- Il marito cacciatore: cerca di liberare la casa da pipistrelli e scoiattoli con un fucile ad aria compressa, mancandoli ogni volta e colpendo finestre e poltrone. A risolvere la situazione ci pensa la gatta Ninki, con un unico balzo fulminante.

- Le cameriere: nessuna funziona. Una sparisce poco prima dell'arrivo del suo agente di custodia, un'altra è una cristiana rinata che glassa i biscotti con scritte di pentimento.


Ma è la stessa Shirley Jackson di Hill House?


Sì e no. La voce è la stessa — precisa, ironica, capace di rendere inquietante anche una scena ordinaria. Ma qui il registro è completamente diverso: niente orrore, niente tensione psicologica opprimente. 

C'è però quel tocco quasi gotico nella casa che "decide" dove mettere i mobili, che abbassa il pavimento se qualcosa non le piace, che reagisce agli inquilini come una creatura capricciosa.

È il lato solare di una scrittrice che il pubblico conosce quasi solo per il buio.


Tra realtà e fantasia 

È autobiografico ma non necessariamente fedele alla realtà. La biografa Ruth Franklin ha notato che Jackson ha omesso le parti dolorose della sua vita per concentrarsi sulla felicità. Era una madre attentissima alle parole dei figli — annotava le battute migliori dei bambini come ispirazione — e il personaggio che ha costruito è una madre al tempo stesso amorevole e perennemente distratta, senza talento per i lavori domestici e senza nessun rimpianto per questo.

Il libro è stato descritto come un "manuale di guerriglia domestica travestito da saggio ironico sulla maternità". È un'ottima definizione.


A chi lo consiglio?


- A chi conosce Jackson solo per i romanzi horror e vuole scoprire un'altra faccia.

- A chi ama i memoir scritti bene, con intelligenza e sarcasmo.

- A chi cerca qualcosa di leggero ma non superficiale, un libro che fa ridere ma lascia anche qualcosa di amaro. 

- A chi ha figli e riconosce nel caos familiare la propria quotidianità. 


E i difetti?


Secondo me sono onestamente pochi, ma è giusto dirli:

- Non è un romanzo: se cerchi una trama con inizio, sviluppo e finale, questo libro ti lascerà un po' disorientato. È episodico per natura.

- Qualche riferimento anni '50 appare lontano: certi dettagli culturali mostrano l'età, anche se meno di quanto ci si potrebbe aspettare.


Vita tra i selvaggi: vale la pena comprarlo e leggerlo?


Sì, soprattutto se ti piace leggere qualcosa che ti fa stare bene senza essere banale. Vita tra i selvaggi è uno di quei libri rari che ti fa ridere ma anche riflettere e poi ti chiedi perché non se ne parla di più.

Jackson, nota per le sue storie gotiche e horror, in appendice inserisce un breve racconto che descrive in dettaglio, anche con molta ironia, gli incidenti di un poltergeist nella residenza di un anonimo e astuto signor H. 


vedi anche su Shirley Jackson

L' INCUBO DI HILL HOUSE 




vita tra i selvaggi copertina




il libro disponibile su Amazon


Shirley Jackson

VITA TRA I SELVAGGI

ed.  Adelphi 2025


pinterest



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