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Anne Hathaway, la moglie di Shakespeare. Vita e misteri: molto più di una comparsa nella storia

Chi era davvero Anne Hathaway? La donna dietro il genio di Stratford-upon-Avon ha una storia tutta sua - fatta di indipendenza, coraggio e un amore che dura secoli. Scopri la sua storia tra documenti d'archivio e misteri letterari.


anne



Se sentite il nome "Anne Hathaway" e pensate subito all'attrice Premio Oscar, non siete i soli. Ma c'è un'altra Anne Hathaway che merita tutta la nostra attenzione: la moglie di William Shakespeare

Per secoli è stata raccontata come una figura di secondo piano, la consorte "abbandonata" a casa mentre il marito conquistava i palcoscenici di Londra. Eppure, basta scavare un po' tra i documenti d'archivio per scoprire una donna straordinariamente moderna, autonoma e - a suo modo - indimenticabile quanto lui.

In questo libro "Anne Hathaway. Vita e misteri della moglie di Shakespeare",  Michela Alessandroni indaga su una delle figure più enigmatiche della storia "tentando di ricostruire l’arco completo della sua vita, pur segnato da momenti misteriosi e poco documentati."




Anne Hathaway: una donna fuori dagli schemi dell'epoca elisabettiana


Anne nacque intorno al 1556 a Shottery, un piccolo villaggio nei pressi di Stratford-upon-Avon. Figlia di Richard Hathaway, un agiato agricoltore, crescendo in un contesto rurale ma tutt'altro che marginale. 

Quando William Shakespeare la incontrò, lei aveva già 26 anni — lui appena 18. Un dettaglio che, in un'epoca in cui le donne si sposavano giovanissime, la rendeva già una figura "fuori dagli schemi".

Quello che è emerso dagli studi più recenti, come quelli condotti da Michela Alessandroni attraverso l'analisi di licenze matrimoniali, debiti e lasciti testamentari, è il ritratto di una donna capace di navigare con intelligenza e pragmatismo tra le complessità sociali e religiose dell'Inghilterra elisabettiana.


Il matrimonio "di corsa": uno scandalo o una scelta strategica?


Parliamoci chiaramente: il matrimonio tra William e Anne non fu esattamente un romantico fidanzamento durato anni. 

La cronologia è quanto meno sbrigativa: il 27 novembre 1582 viene emessa la licenza matrimoniale, e il giorno dopo — il 28 novembre — viene già registrato il vincolo. Ventiquattr'ore nette.

Il motivo? Sei mesi dopo, nel maggio 1583, nasce la loro primogenita Susanna.

Facile, a prima vista, liquidare la cosa come un matrimonio "riparatore". Ma i documenti raccontano qualcosa di più interessante: per ottenere la dispensa dalla triplice lettura delle pubblicazioni fu necessario il coinvolgimento della corte concistoriale della diocesi di Worcester e di un giurista di un certo rilievo. 

Non si trattò di un gesto improvvisato, ma di un'operazione burocratica precisa, orchestrata per proteggere lo status sociale di entrambe le famiglie in un momento politicamente e religiosamente delicatissimo — quello della Riforma protestante in pieno corso.



Durante i "Lost Years" di Shakespeare, chi mandava avanti la baracca?


Tra il 1585 e il 1592 — i cosiddetti "Lost Years" gli anni perduti della biografia shakespeariana — William era a Londra a costruire la sua carriera teatrale. 

E Anne? Era a Stratford, con tre figli (nel 1585 erano nati anche i gemelli Hamnet e Judith) e una casa da gestire.

C'è un documento che vale più di mille romanzi su questo periodo: il testamento di Thomas Whittington del 1601. Whittington era un pastore che lavorava alla Newlands Farm, la tenuta di famiglia degli Hathaway a Shottery. 

Nel suo testamento dispose che una somma di denaro fosse destinata ai poveri di Stratford — una somma che era in realtà un credito che lui vantava nei confronti di Anne Hathaway.

Tradotto: Anne contraeva debiti, gestiva transazioni, amministrava le finanze di casa. Era lei il punto di riferimento economico della famiglia nella comunità locale. 

Non una moglie in attesa del marito famoso, ma una vera e propria amministratrice autonoma, rispettata e riconosciuta come tale dai suoi contemporanei.


Il Sonetto 145 e un corteggiamento scritto per lei

C'è un altro angolo della storia di Anne che vale la pena esplorare: il Sonetto 145. Molti studiosi ritengono che sia uno dei rarissimi testi in cui Shakespeare parla direttamente del loro corteggiamento. 

Il poeta vi descrive una donna capace di trasformare l'odio in misericordia, il dolore in sollievo.


"Quelle labbra che la mano stessa d’Amore plasmò


proferirono il suono che disse “Io odio”


a me che languivo per causa sua;


ma quando vide il mio misero stato,


subito nel suo cuore sorse la pietà,


rimproverando quella lingua che sempre dolce


era abituata a dare giudizi gentili,


e le insegnò così a esprimersi di nuovo:


“Io odio” mutò con un finale,


che lo seguì come il giorno gentile


segue la notte, che come un demone


dal cielo all’inferno volò via;


“Io odio” dall’odio ella allontanò,


e mi salvò la vita dicendo: “Non te” (1)


Non una figura passiva, quindi, ma una presenza attiva e trasformatrice nella vita emotiva del Bardo.

Eppure qui si nasconde uno dei paradossi più malinconici di questa storia: Anne, con ogni probabilità, non seppe mai leggere quei versi. 

Era analfabeta, come la maggior parte delle donne del suo tempo e del suo ceto. 

A questo punto Michela Alessandroni si domanda se Shakespeare, che aveva frequentato la scuola, insegnò alla moglie a leggere e scrivere. 

"Chissà se al tempo della prima pubblicazione, nel 1606, Anne poté leggere da sé questi versi?"

Una donna analfabeta come musa della più alta letteratura mondiale. Se ci pensate, c'è qualcosa di vertiginoso in questo dettaglio.



Il "secondo miglior letto": insulto o gesto d'amore?


Se c'è una cosa che ha alimentato il gossip letterario per secoli è il famoso lascito nel testamento di Shakespeare del 1616: alla moglie Anne viene lasciato il "secondo miglior letto" della casa.

Per anni questo dettaglio è stato interpretato come uno sgarbo postumo, quasi un modo di liquidare la moglie come un mobile di scarto. Ma la realtà, come spesso accade, è molto meno drammatica e molto più interessante.

Nell'Inghilterra elisabettiana, i letti erano beni di lusso di primissimo ordine. Il "miglior letto" era il letto di rappresentanza, quello riservato agli ospiti, e veniva tradizionalmente lasciato all'erede principale (in questo caso la figlia Susanna). Il "secondo miglior letto" era, con ogni probabilità, il letto coniugale: il testimone silenzioso di una vita vissuta insieme.

Non sarebbe un insulto, dunque, ma il lascito dell'oggetto più intimo che Shakespeare possedeva. Un gesto che, riletto con gli occhi del suo tempo, suona diversamente.



La morte di Anne e un epitaffio che commuove ancora oggi

Anne Hathaway morì nel 1623, sette anni dopo il marito. La sua lapide nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon reca dei versi latini di straordinaria intensità, probabilmente composti dalla figlia Susanna:

"Vbera, tu mater, tu lac, vitamque dedisti"

(Tu, madre, hai dato il seno, il latte e la vita)


Questi versi non celebrano solo la maternità biologica. Richiamano la pratica del churching, la cerimonia di purificazione e ringraziamento dopo il parto: in un'epoca in cui morire di parto era la norma, sopravvivere e dare la vita era considerato un atto di grazia divina e una fonte di autorità sociale per la donna.

Anne fu ricordata come la fonte della vita della famiglia Shakespeare. E questo dopo aver attraversato anche uno dei dolori più devastanti: la morte del figlio Hamnet, il suo unico maschio, nel 1596 a soli undici anni.




Ann Hathaway's Cottage

un immagine del cottage di Anne in una cartolina inizi 1900



Anne Hathaway oggi: una storia da riscrivere


Visitare il cottage di Anne Hathaway a Shottery, oggi, significa guardare con occhi diversi la sua storia. Non cerchiamo più solo "la moglie di un genio", ma la traccia di una donna concreta, radicata, resiliente.

Ha gestito una casa in tempi turbolenti. Ha amministrato denaro e relazioni sociali mentre il marito inseguiva la gloria. Ha cresciuto i figli, ha pianto la morte di uno di loro, ha portato avanti una famiglia che doveva reggere il peso di un cognome destinato a diventare immortale.

Anne non ha lasciato la sua firma con l'inchiostro come il marito. Ma ha lasciato qualcosa di più solido: la prova che dietro ogni grande storia c'è sempre qualcuno che tiene in piedi il mondo mentre gli altri ci scrivono sopra.


(1) Traduzione dell'autrice




anne copertina libro









Anne Hathaway. Vita e misteri della moglie di Shakespeare

di Michela Alessandroni

editore Flower-ed

150 pagine


Della stessa autrice









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