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08 ago 2017

 

Gli inquilini del piano di sopra. Storie di fantasmi classici vittoriani

Gli inquilini del piano di sopra e Storie di fantasmi, due raccolte di racconti classici vittoriani fra brivido e mistero

I racconti di fantasmi non hanno oggi un influenza tanto forte e immediata quanto i film dell'orrore, ma senza dubbio possono essere letti a voce alta, raccontati davanti al fuoco di un camino o di un campeggio, oppure leggendoli da soli nella propria camera potrebbero facilmente suggestionare i vostri sogni. C'è la possibilità che questi racconti siano una forma terapeutica per affrontare i problemi personali, dato che si fondano sul presupposto che certe cose terribili non ci possono succedere, specie quando si tratta di fantasmi e apparizioni senza spiegazioni, ma se pensate di essere tormentati dai fantasmi, il problema principale potrebbe essere convincere gli altri a prendere sul serio la vostra situazione. Lo scrittore Hugh Walpole, autore del capostipite del gotico Il castello d'Otranto un volta chiese ad una sua confidente se credesse ai fantasmi lei rispose: "No! Ma ne ho paura". 




Una delle forme tipiche della ghost story classica è formata dai racconti sulle case infestate da inquilini poco raccomandabili, un tipo di narrazione che nel secolo XIX era particolarmente apprezzata, un epoca d'oro cui molti narratori noti e poco noti inevitabilmente facevano tappa. 
Gli spiritualisti americani e inglesi si interessarono al fenomeno cercando delle prove scientifiche con strumenti «moderni» come la fotografia specie durante le sedute spiritiche. 

Da citare almeno due scrittori che si interessarono al soprannaturale: un Arthur Conan Doyle che pur essendo razionale nei libri di Sherlock Holmes, non poteva fare a meno di partecipare a sedute con medium dopo la morte del figlio. Al culmine della sua fama letteraria Conan Doyle, decise di abbandonare la narrativa dedicandosi quasi interamente allo studio del paranormale. Doyle era convinto che  una forma d'intelligenza poteva esistere oltre il corpo e che i morti potevano comunicare con i vivi. Scrisse oltre venti opere sul tema la prima fu nel 1918 La nuova rivelazione (Sellerio) dove vi convergono trent'anni di ricerche e studi sullo spiritismo.

Così lo scrittore tedesco Thomas Mann nel piccolo libro  Sedute spiritiche (edizioni Via del Vento), inedito in Italia, raccoglie i resoconti delle sedute spiritiche cui lo scrittore assistette tra la fine del 1922 e l’inizio del ’23 partecipando in veste di  osservatore, affascinato dal paranormale, nella casa di un noto barone. Dapprima scettico resterà colpito dalle abilità di un giovane medium,  una prova di "un'intelligente soggezione nei confronti degli esseri umani e del danno fisico". Mann accennerà l'argomento anche nella Montagna incantata.


Gli inquilini del piano di sopra

Gabriele Scalessa il curatore della raccolta Gli inquilini del piano di sopra. Case infestate nelle ghost stories (Nova Delphi) scrive un interessante introduzione, sottolineando che dalla scoperta dell’Inconscio, si formarono altre ramificazioni come il mesmerismo e l’ipnotismo per individuare e studiare campi di forza invisibili ma fatti di atomi, quindi fisici, che si propagavano attraverso l’etere anche a grandi distanze esercitando il loro effetto su persone e oggetti. Cercando un spiegazione scientifica i fantasmi, in pratica, sarebbero residui di quello che resta dei vivi con una loro consistenza materiale percepibile da soggetti particolarmente sensibili come i medium. 

Nella raccolta abbiamo racconti dell'inglese Louisa Baldwin "Il fantasma finto e quello vero" (1895) una variante del genere in cornice natalizia. 
 
Algernon Blackwood "Il caso dell’uomo che origliava" (1900). Un giovane in cerca di un appartamento lo trova in una squallida pensione americana infestata. 

Bulwer-Lytton "Gli infestati e gli infestatori, o la casa e la mente"  (1859). Una storia molto articolata che si svolge durante una lunga notte. Protagonista un ricco gentiluomo in cerca di avventure, deciso a scoprire chi o cosa infesti la bella casa in pieno centro di Londra appena abbandonata da un amico e dalla moglie dove pochi superano la seconda notte. 

Ralph Adam Cram "Rue Monsieur le Prince, n. 252 (1895). Cram era un noto architetto che progettò chiese neogotiche. In questo racconto tecnico ma dark descrive una casa parigina maledetta dalla vecchia proprietaria. Nel 1886 un americano riceve in eredità la proprietà da una zia. La signora aveva la reputazione di usare la magia nera, perciò ora la proprietà si dice sia infestata. Una stanza ha il pavimento laccato di rosso con un pentagramma inciso in ottone. Il narratore, il suo amico e due amici studenti di medicina decideranno di passare la notte presso la proprietà. 

Charlotte Perkins Gilman "La sedia a dondolo" (1893). Qui non è un luogo ma un oggetto ad essere infestato, la sedia a dondolo. Vediamo due giovanotti di idee diverse uno "materialista" e l'altro "razionale" aspiranti giornalisti in cerca di un paio di stanze purché si spenda poco.  Una fantomatica ragazza dai capelli dorati che si dondola su una antica sedia spagnola, gelosia e malintesi fanno il resto. La scrittrice è nota per il suo racconto sulla depressione e follia  La carta da parati gialla

J. S. Le Fanu "Un autentico caso di infestazione" (1862). Una famiglia non accetta l'idea di stare in una casa infestata, pensano a dei ladri o degli intrusi umani, dato che gli spettri prendono sembianze umane. In maniera quasi divertente passerà del tempo prima che il narratore se ne renda conto, dopo aver dissotterrato una mascella umana dal giardino. 

Arthur Morrison "La presenza nella camera all’ultimo piano" (1910). A Parigi un pittore squattrinato ha bisogno di un alloggio e non bada al fatto che la camera economica appena trovata è rimasta vuota da molto tempo. Quando uno ha venticinque anni, affamato e povero, ha meno probabilità di essere spaventato dalle dicerie di un vecchio orologiaio... 
  
H.G. Wells "La sala rossa" (1894). Il protagonista vuole trascorrere la notte in una stanza di un castello in Lorena per confutare le leggende che lo circondano. Nonostante i vaghi avvisi dei tre custodi che risiedono nel castello, il narratore andrà nella "Sala Rossa" per iniziare la veglia notturna. I proprietari del castello, anziani e pieni di acciacchi, sono convinti a credere nell’infestazione. Inizialmente fiducioso, il narratore si sentirà però sempre più a disagio nella stanza.





Storie di fantasmi - Lord Halifax

All'inizio parlavo di racconti orali per passare le serate talvolta squarciate da tuoni e fulmini nelle stanze in penombra illuminate da candele, per impaurire i presenti, era questo lo scopo delle Storie di fantasmi raccolte da Lord Halifax (Odoya).
«Il libro dei fantasmi di mio padre fu uno degli elementi più caratteristici della nostra vita a Hickleton. Lo teneva con la massima cura, di tanto in tanto apportandovi di proprio pugno qualche aggiunta e tirandolo fuori in occasioni speciali, come per esempio per Natale, per leggerci ad alta voce le pagine preferite prima di mandarci a letto.
Spesso dopo queste sedute, noi bambini percorrevamo di gran carriera la distanza tra la biblioteca e le nostre stanze, perché consideravamo tale tragitto, fiocamente illuminato da lampade a olio e pullulante di ombre, una zona pericolosa dove non sarebbe stato piacevole trovarsi da soli e in cui comunque non era prudente indugiare» 

scrive nella prefazione datata 1936 Edward il figlio di Charles Wood (1839-1934), secondo visconte di Halifax nel Lord Halifax’s Ghost Book. Una gradevole e importante raccolta di storie di fantasmi inglesi riunite nell’arco di una vita da testimoni definiti attendibili e approvati da nobili britannici che conosceva Lord Halifax.

La famiglia Halifax era nota nell'aristocrazia inglese. Il padre ecumenista, presidente del English Church Union, aveva visitato molti dei vecchi castelli dove si rilevavano presenze, affascinato dal mistero e dal soprannaturale selezionò i racconti insoliti che gli venivano forniti dai nobili amici. 

Le 50 storie coprono diversi temi soprannaturali e anche horror come Il gatto vampiro che ha delle affinità con la vampira Carmilla di LeFanu. Qualcuno di questi oggi può ricordare qualche episodio di Ai confini della realtà, come gli aviatori militari di Ti pagherò domani che giocano d'azzardo e si indebitano. Uno di loro firmerà una cambiale a saldo dicendo che non potrà pagare, ma lo farà domani. La mattina seguente in volo il suo aereo si schianterà al suolo, così come un altro del gruppo e un altro ancora rimasto moribondo affermerà di avere visto il compagno morto accanto che danneggiava i comandi. 

Uno dei racconti La storia macabra del colonnello P. inizia con queste parole:
"Dove sono i defunti, coloro che abbiamo amato e che ci hanno amato, e coloro a cui abbiamo fatto qualche irreparabile torto? Si sono allontanati da noi per sempre o tornano talvolta a ritrovarci? Sono ancora tra noi, forse, vividi di quella vita vaga, misteriosa e tragica che gli antichi attribuivano ai fantasmi dei trapassati?... " 

Letture coinvolgenti e piacevoli che invitano il lettore al mistero e all'ignoto che sta intorno a noi, e se qualcuno non crede ai fantasmi poco importa, questi classici della letteratura vittoriana intrattengono, ma occhio a strani scricchiolii se siete soli, oppure a prendere in affitto camere disabitate da tempo. 





I libri 



Autore: Vari
Titolo: Gli inquilini del piano di sopra. Case infestate nelle ghost stories
Editore: Nova Delphi
Pagine: 256
Anno: 2016
Disponibile su:
Amazon  

laFeltrinelli 






Autore: Lord Halifax
Titolo: Storie di fantasmi
Editore: Odoya
Pagine: 255
Anno: 2016
Disponibile su:
Amazon  

laFeltrinelli 





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