10 mag 2018

 

Novità libri maggio 2018: Occhio di gatto, A casa di Jane Austen, La dama di Barcellona

Tre libri novità: Occhio di gatto di Margareth Atwood, A casa di Jane Austen di Lucy Worsley, La dama di Barcellona di Daniel Sánchez Pardos


Nella rubrica di maggio metto in risalto, (e scusate se a volte posso sembrare lungo e noioso, il che può sembrare difficoltoso, ma mi preme dare un idea più precisa del soggetto libro) tre libri da tre nazioni diverse che vedono una storia intimista Occhio di gatto della canadese Margareth Atwood autrice del Racconto dell'ancella trasformato in serie tv The Handmaid's Tale. Poi A casa di Jane Austen una biografia su Jane Austen della storica inglese Lucy Worsley, che ripercorre oltre alla vita della grande scrittrice le sue dimore spesso cambiate nel corso degli anni. Infine dalla Spagna un romanzo storico ricco di intrighi La dama di Barcellona ambientato nella città spagnola nel 1854.





Margaret Atwood
Ponte alle grazie

Elaine è una pittrice canadese di una certa fama che, a 50 anni, è tornata nella sua città d'infanzia di Toronto per una retrospettiva del suo lavoro. La città noiosa e provinciale della sua giovinezza è diventata una sorta di New York senza la spazzatura e rapine. Il suo obiettivo, e quello del romanzo, è tutto sul passato, su quelle immagini che emergono inaspettatamente, senza sosta, tra lo sfarzo della città trasformata, le immagini  di un tempo perduto e di Cordelia, la sua amica d'infanzia e tormentatrice, la sua aguzzina. L'unico alleato di Elaine era un occhio di gatto, una biglia dura, fredda, forte, come lei avrebbe voluto diventare.

Al centro c'è Cordelia. Cordelia vive in una delle case più grandi che sono sorte dal fango, una casa con due piani. Loro non mangiano le uova sode nella scodella ma dentro tazzine per uova. Ogni tazzina ha le iniziali, una per ogni persona della famiglia, anche gli anelli di tovagliolo hanno le iniziali come i portauova.

Sua madre dipinge e ha una donna delle pulizie, le sue due sorelle più grandi, "dotate", parlano come Cordelia, in un "modo stravagante e beffardo". In questo mondo di proprietà, insinuazioni, incertezza, Cordelia dice qualsiasi cosa, fa qualsiasi cosa. Lei è sprezzante, manipolatrice, selvaggia. Elaine la adora e Cordelia trova in Elaine una traccia perfetta per tutte le sue apprensioni.

È un mondo che Margaret Atwood ritrae con accuratezza, un luogo solitario e terrificante dove il tempo è segnato dall'infinita processione di zucche di carta e pupazzi di neve, tulipani appesi alle finestre delle aule, e il futuro, con tutta la sua repulsione, distintamente femminile è solo una minaccia.
“Penso a Cordelia che si esamina le borse sotto gli occhi, la pelle tutt'intorno allentata e raggrinzita come quella dei gomiti. Sospira e si picchietta con la crema, che è quella giusta perché Cordelia sa qual è quella giusta. Si osserva le mani che si stanno rimpicciolendo, deformandosi un po' come le mie. È iniziato l'avvizzimento, l'invecchiamento della bocca; la linea del doppio mento, lì sotto, comincia a essere visibile nel vetro scuro del finestrino della metropolitana. Nessun altro se ne accorge ancora, a meno che non guardi attentamente; Cordelia e io siamo abituate a guardare attentamente”.






Lucy Worsley


Lucy Worsley è una storica inglese autrice di alcuni programmi per la BBC sulle dimore storiche britanniche. Dato il lungo passatempo nel cercare le vecchie case e parlare delle vite di coloro che le abitavano, ha scelto di raccontare la storia della vita di Jane Austen attraverso un'indagine sui luoghi in cui viveva.

Nel tracciare questa specie di biografia l’autrice prende in considerazione sia il tema della casa per Austen sia come persona che come scrittrice, cercando di fare luce sui malintesi che si sono raccolti attorno alla vita di Austen, osservando che alcuni adattamenti cinematografici hanno avuto la tendenza a filmare in case che sarebbero state molto più grandi di quelle dove Austen avrebbe vissuto o visitato.

Nella finzione Elizabeth Bennet scherza dicendo che si è innamorata di Mr Darcy dopo aver visto i suoi bellissimi terreni a Pemberley anche se non è del tutto seria. Avere una casa a prescindere dalle sue dimensioni significa molto per le eroine più povere di Austen, una correlazione con la realtà dal momento che la famiglia Austen aveva avuto sistemazioni diverse nel corso degli anni.

Questo influirà molto sulla sua attività, aveva bisogno di un proprio spazio per scrivere, la cosiddetta “stanza tutta per sé” , mentre trascorrevano la maggior parte del loro tempo nella campagna umida di pioggia, perché non c’era nient’altro da fare.

Canonica di Steventon, casa natale di Jane Austen 

Nelle oltre 500 pagine si raccontano intrecci familiari, legami tra sorelle, padri venerati dalle figlie, scene raccolte in salotti tra un discorso e l’altro, mentre si sorseggiano tazze di tè.
Non mancano i viaggi a Londra per firmare i contratti muovendosi libera «Avevo solo voglia di ridere in continuazione, per il fatto di trovarmi lì. Pensavo di non avere assolutamente il diritto di andarmene in giro per Londra in calesse».

Worsley si basa sui romanzi citandoli e su una parte delle lettere rimaste, dato che gran parte del suo epistolario venne bruciato dall’ invidiosa sorella Cassandra, facendo anche supposizioni sul sesso, "Il mare in Emma simboleggia senza dubbio il sesso: è lì che Frank incontra il suo amore Jane Fairfax; è dove Emma e Mr Knightley vanno in luna di miele. Per la gentildonna georgiana, era chiaro che essere sospinta dalle onde, meravigliose e terribili, era fonte di piacere fisico".

Proprio durante le vacanze estive a Bath il grande amore di Jane fu un misterioso gentiluomo "degno di avere l’amore della sorella".

Worsley è comunque molto accurata. Lavorando con abilità attraverso la complicata storia di famiglia indicando i probabili personaggi reali di Mr e Mrs John Dashwood in Ragione e sentimento, i bambini adottati da una casa all'altra, le morti premature che apriranno la strada ai romanzi per ragazze del genere come Jane Fairfax in Emma, i padri spericolati che, come Mr Bennet in Orgoglio e pregiudizio, non fanno nulla per garantire la sicurezza finanziaria delle loro figlie non sposate.



Vedi anche Jane Austen: il mistero della morte





















Daniel Sánchez Pardos
Corbaccio

Nel 1854 Barcellona è una città racchiusa nelle antiche mura medievali, infestata da epidemie e superstizioni dove morte e prodigi si nascondono dietro ad ogni vicolo. Quando viene rinvenuto il cadavere di una donna in fondo a un pozzo nel convento di Santa Clara, la paura si insinua nell'immaginario popolare poiché è chiamato il Pozzo dell'Annegata.

«Nessuno conosceva la morta. Ma tutte l’avevamo sentita piangere centinaia di volte». Dicono che se ne sta lì sotto a piangere da secoli. Tutte le sorelle l’hanno sentita piangere da quando hanno memoria, perfino le più anziane. I lamenti uditi nella notte dalle suore erano quelli della giovane morta che chiedeva di essere sepolta in terra consacrata.

L’ ispettore Octavio Reigosa, del Corpo di Vigilanza di Sua Maestà scoprirà presto che "La dama del pozzo", come la chiameranno, non è quella che vogliono far credere. Inoltre, una serie di strani eventi si verificano in tutta la città e anche se sembra che non abbiano alcuna relazione reciproca, sarà presto dimostrato che sembrano legati e destinati a una singola persona: Andreu Palafox, un giovane con un futuro promettente e che a causa di un errore durante l'operazione di una donna con tonsillite ha visto il suo futuro troncato e messo nelle mani di un alienista.

Un romanzo storico in cui l'intera serie di eventi forniranno una lettura insolita per gli appassionati del genere intrighi insieme all'atmosfera gotica molto vittoriana, in una città sovrappopolata e sporca, tra arrotini, lustrascarpe e rigattieri, indovine e venditrici di basilico, amanuensi con piume d’oca, mendicanti con la tonaca, erboriste e guaritrici, suonatori d’organetti stonati, artisti dello sparto e del fil di ferro, ragazze con il grembiule carico di pagnotte e frutta e contadini vestiti alla maniera di Tarragona: un generoso campionario della variegata fauna umana che conviveva a qualsiasi ora per le strade di Barcellona.








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