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05 mar 2015

 

Il ladro di zucchero di Alessandro Biagini

Il ladro di zucchero è un thriller psicologico di Alessandro Biagini ambientato in una Roma crepuscolare. Patrick si aggira per strade e vicoli semi deserti. Da trentasei giorni non uccide, nel suo vivere, camminare, respirare, osservare, un solo pensiero: click, uccidere. Un gioco virtuale riflesso nella vita reale, un ostilità per i vivi compensata da un amore per i morti, alla ricerca di vittime da sacrificare trasformando un attimo qualunque in un istante eterno: un laido barbone, un incosciente turista, una giovane ragazza a cui la vita stava stretta e altri. Un solo impulso : click, uccidere. 




Una natura perversa ricorrente di infantile memoria, zucchero e formiche senza testa, due compagni di gioco con destini diversi a fare i conti con il loro passato. “Due bambini troppo piccoli per digerire il vortice che urla intorno ai loro sogni. Due bambini troppo grandi per accontentarsi di raccogliere pinoli e conchiglie. Due bambini a fare a testa o croce per decidere quale maschera indossare. Lupo cattivo o candido agnello. Una manciata di zucchero. Qualche stupida formica.” Adesso due uomini si inseguono dietro un velo di memoria sfuocata e uno di loro svolge il suo lavoro dietro al bancone di un bar “che dispensa colazioni consumate in fretta” osservando “poveri cristalli di zucchero che danzano indisturbati sul bancone” usciti da bustine colorate.

Il ladro di zucchero lascia come firma proprio delle buste trasparenti con questi granelli di zucchero e formiche senza testa, ma si prende una parte delle sue vittime, sopprimendo “esseri che prima di morire hanno sperato in un finale migliore (...) perché le loro opache esistenze sono state cancellate da un pazzo che crede di essere l'attore principale del suo videogioco virtuale.” e si interroga nell'immagine riflessa di uno specchio sperando di essere qualcun altro.
Il tempo passa in fretta e la soluzione sembra lontana solo un antica amicizia tornerà a galla insieme a zucchero e formiche. 




Un thriller introspettivo questo di Alessandro Biagini ex giornalista pubblicista con diploma di operatore cinematografico e televisivo che ha già all'attivo precedenti opere e collaborazioni e che per la prima volta si cimenta in un thriller metropolitano.

Chiediamo all'autore come è nato l'accostamento fra lo zucchero e le formiche :

Ho provato a calarmi nella scena come farebbe un buon regista cinematografico. E a quel punto mi sono reso conto che per sviluppare le scene principali avevo bisogno di elementi validi che potessero incuriosire il lettore. Qualcosa che andasse oltre le solite narrazioni e che servisse ad incuriosire fino alla fine del libro.

Vuoi dirci qualche aneddoto sulla stesura del libro ? Nel tuo romanzo per esempio il caffè è molto citato:

I miei precedenti lavori letterari nascondevano sempre qualcosa di autobiografico. In questo volevo che non ci fosse assolutamente nulla che potesse ricondurre al mio carattere, alla mia vita. Allora ho deciso di calare la carta del personaggio cattivo mai affrontato fino a qui, descrivendolo nelle pagine del libro come se lui stesso facesse parte di un copione cinematografico. Un buon caffè è la prima cosa che di solito ci viene incontro nelle prime ore della giornata. Lui sfrutta questo particolare afferrando la sua natura inquieta e disturbata. Il caffè da miscela segreta e desiderata, diviene arma insostituibile per annientare vittime scelte a caso.

Nel tuo libro ci sono elementi cinematografici, come scene , inquadrature, esterno giorno, ecc. quanto hanno influito i tuoi studi di cinematografia per il libro :

A volte vorrei non aver fatto questi studi per essere considerato uno scrittore come tutti gli altri. In altre occasioni invece benedico la mia infarinatura professionale che mi consente di raccontare la storia come fosse la prima inquadratura scelta dalla macchina da presa. Mi piace descrivere ogni singola pagina come se nascosto in un angolo ci fosse un regista in carne ed ossa. 

Il libro 


Il ladro di zucchero di Alessandro Biagini, Intermedia Edizioni
Per chi desiderasse saperne di più o scrivere all’autore: illadrodizucchero@libero.it








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