25 giu 2014

 

Le mogli di Los Alamos di Tarashea Nesbit

Le mogli degli scienziati del Progetto Manhattan raccontano la loro vita a Los Alamos.


In questo libro Le mogli di Los Alamos di Tarashea Nesbit (Ponte alle Grazie) non c'è un unico narratore. Piuttosto i lettori seguono un "noi" collettivo: le donne. Come se una parlasse per tutte loro. Esse vengono sradicate dalle loro vite nel 1943 per seguire i loro mariti in una città improvvisata a 7.200 metri sul livello del mare spazzata dal vento, nello sterile desertico Nuovo Messico. Sono all'oscuro di tutto, sono obbligate a non parlare, ma cosa devono dire? Vengono considerate delle bugiarde dai loro figli perché non credono che i grandi possano partire per una destinazione ignota. Anche i genitori e i vicini si chiedono dove sono dirette, ma sono domande a cui le donne non possono rispondere. 



Le mogli degli scienziati raccontano la storia della loro vita quotidiana a Los Alamos durante la creazione della bomba atomica. Queste donne che provenivano da tutti gli Stati Uniti, ma anche da altre nazioni, non avevano nessuna idea del perché improvvisamente si stavano recando da parte del governo in una cittadina sconosciuta del New Mexico avendo solo una casella postale per indirizzo.

Le mogli arrivano a Los Alamos con le loro relazioni. Molte sono spose novelle, altre incinte o in crisi coniugale ma cercano di stare unite per il bene dei loro figli, la Nesbit esprime nei loro pensieri l'idea condivisa che non saranno più responsabili del loro futuro, e nel caso degli stranieri, anche i loro nomi vengono americanizzati (la signora Fermi diventa Farmer, la signora Mueller diventa Miller) non saranno padroni di loro stesse e neanche dei loro nomi.

Alcune non hanno neanche la cittadinanza statunitense, sono tedesche vengono dal paese nemico e attendono in auto al gelo di notte i salvacondotti finché non saranno autorizzati ad entrare, e fra le strade fangose si troveranno delle file di case tutte uguali mal costruite, con scarsità d'acqua, facendo fronte alle loro nuove realtà, non hanno pentole e piatti al momento che si fanno prestare da una famiglia vicina. I mariti per sdrammatizzare gli rispondono che quando vi sarete abituati questo posto vi piacerà. Per farsi coraggio in questo disagio il pensiero viene rivolto alle loro madri, ai loro fratelli dall'altra parte dell'oceano che forse non ritorneranno più. ''Pensammo alle nostre madri e capimmo che non era casa nostra, quel Nuovo Messico''.

Mentre i mariti scienziati trascorrono la maggior parte del loro tempo nella "Area Tecnica", le mogli, molte altamente istruite con una carriera lasciata alle spalle, per passare il tempo leggono, spettegolano, piantano pomodori, spinaci, angurie in modo da prolungare le razioni che gli vengono fornite. Siccome le strade sono tutte uguali e senza nome per riconoscerle, alcune mettono un vaso di gerani , o una ciotola di pigne davanti alla finestra, questo era il solo riferimento che potevano avere se volevano indicare a qualche ospite in quale casa abitavano.

Abituate ad asciugare i panni in uno strizzatoio elettrico oppure a chi li lavava per loro, adesso devono fare tutto da sole a mano come facevano le loro mamme, combattendo con le tempeste di polvere settimanali che sono frequenti nella zona. L'acqua quando arriva è marrone e densa e molte si mettono un fazzoletto fra i capelli rifiutandosi di uscire di casa perché non possono lavarsi bene.
La speranza di andarsene da quel posto tutte le volte sfuma quando arrivano le notizie negative della guerra in Europa. 

Le mogli diventano diffidenti nei confronti delle donne scienziate che lavorano al Progetto con i loro mariti civettando con loro, invidiano il loro atteggiamento di "sapere ciò che noi non potevamo sapere". E i mariti devono stare un po' attenti in quanto la gravidanza può essere dilagante e diventare un problema.

Women Los Alamos Hist.soc. Archives

Questi rientrano a casa alle sei del pomeriggio frastornati parlando la loro lingua lo scienziese, parlano di Gadget ma cosa è questo Gadget ? Poi si lasciano lentamente prendere dalla 'normalità' della vita familiare parlando di poker, caccia al tacchino o escursioni nei canyon.

Ma nel 1945, lo stato d'animo si scurisce. La resa della Germania fa pensare alla fine dei lavori a Los Alamos:  non è così, anzi la situazione diventa più frenetica, gli orari di lavoro si prolungano sempre di più, i mariti un giorno devono assentarsi per il weekend, le mogli gli preparano un sacchetto di panini al tacchino, a uno di loro gli scappa detto che 'se stanotte resti alzata vedrai qualcosa'. Un segreto inquietante che aumenta fino a quando all'alba vedono il bagliore della bomba 'una cosa forte e luminosa come il sole'. Allora capiscono.

Nella sua ricerca storica, la Nesbit ha raccolto testimonianze orali e documenti d'archivio descrivendo per la prima volta la vita di queste giovani donne che fino ad ora erano state dimenticate nei libri di storia, adottando un punto di vista da parte di queste, distaccato, inconsapevoli che avrebbero fatto parte della Storia, raccogliendo abilmente i fatti minori, la vita comune, in un importante momento storico, e creando un componimento emotivo di tempo e di luogo che riesce a darci un immagine vitale ancora oggi. Consigliabile a chi vuole saperne di più su un fatto storico attraverso il racconto della scrittrice.






Il Progetto Manhattan era il nome in codice di un programma di ricerca condotto dagli USA per costruire la bomba atomica. Nato nel 1939 come progetto, si sviluppò nel 1942 crescendo periodicamente fino ad occupare circa 130.000 persone. Nel settembre del 1942, le difficoltà incontrate nella realizzazione di studi preliminari sulle armi nucleari nelle università sparse in tutto il paese avevano indicato la necessità di istituire un laboratorio dedicato esclusivamente a tale scopo.

Il Generale Leslie Groves voleva un laboratorio centrale in un luogo isolato per la sicurezza, e per mantenere gli scienziati lontani dalla popolazione. Il direttore del Progetto Manhattan era lo scienziato J. Robert Oppenheimer e siccome aveva trascorso molto tempo della sua giovinezza nella zona di New Mexico, suggeri il Ranch School di Los Alamos sulla mesa. Oppenheimer fu messo a capo del Progetto. Qui vennero raccolti i migliori scienziati del mondo e molti premi nobel. La posizione doveva essere un segreto totale. Il suo unico indirizzo postale era una casella postale, il numero 1663, a Santa Fe , New Mexico.

La serie tv Manhattan, che non ha  alcuna correlazione con il libro, illustra ugualmente uno spaccato visivo della vita quotidiana degli scienziati e le loro compagne a Los Alamos. Anche se gran parte dei personaggi sono inventati, riesce ugualmente a creare per certi versi quell'atmosfera di diffidenza reale che si legge anche nel libro.

Il libro citato 


Le mogli di Los Alamos di Tarashea Nesbit, Ponte alle Grazie editore 2014




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