05 dic 2016

 

La via del vizio – Bram Stoker. Un dramma sociale nella Londra vittoriana

La via del vizio (Edizioni della Sera) è stato il primo romanzo di un giovane Bram Stoker, autore del famoso Dracula, pubblicato nel 1875. E' un libro che tratta una tematica drammatica nella Londra vittoriana: quella dell'alcolismo e della rovina di un uomo insieme alla propria famiglia.




La storia vede il carpentiere dublinese Jerry O’Sullivan onesto e capace, che, contro il parere dei familiari, lascia l'Irlanda per un futuro migliore. Si farà assumere a Londra come capo falegname in uno squallido teatro. Egli cercherà di lottare per mantenere la moglie Katey e i figli. Ma invece di trovare migliorie si ritroverà in una spirale di abusi alcolici,  Jerry cadrà nelle grinfie di un barista senza scrupoli finendo come un alcolizzato, arrivando fino all'omicidio per un sospetto di infedeltà della moglie.

Diversi riferimenti teatrali si trovano in questo libro, in quanto Stoker aveva avuto l'idea di diventare un drammaturgo, incoraggiato dall'attrice Genevieve Ward a scrivere alcune opere, ma si limitò a qualche critica teatrale. Nel 1876 scrisse un elogio su un Amleto interpretato da Henry Irving noto attore teatrale dell'epoca, si dice che il suo personaggio di Dracula sia stato modellato sulla figura di Irving. I due divennero amici, tanto che Stoker ne divenne il suo assistente personale.


Tornando al romanzo - questo dramma sociale - vede il nostro personaggio invitato da un attore in costume di Mefistofele, durante una pausa, in una taverna dall'altra parte della strada a bere qualche bicchiere. Qui incontrerà l'inquietante Grimmell, il barista, che lo stesso scrittore descrive con un viso contorto, il naso e le labbra divorate da una strana forma di cancro, che gli danno una inquietante forma spettrale, un teschio. Come una sorta di diavolo tentatore lo condurrà in un abisso alcolico da cui non uscirà. Quando Katey e figli arrivano a Londra, Jerry ormai è disoccupato e senza speranza. In una sorta di frenesia commetterà un efferato delitto davanti ai propri figli. 

Illustrazione dalla rivista The Shamrock per The Primrose Path

Lontano dal soprannaturale (tema che lo scrittore coglierà nei racconti e nei libri successivi), gli orrori del romanzo sono reali: la povertà, l'abuso coniugale e la malattia. Esplorando una piaga sociale dell'epoca, come l'alcolismo, nella fasce sociali più deboli. Jerry pare anche affascinato dalle luci della ribalta. Aveva avuto altre occasioni di lavorare all'interno di questi “perimetri magici” con tutte le loro stranezze, fra miriadi di corde, catene e botole. Sarà proprio la caduta accidentale in una di queste botole, nel gergo teatrale "Vampire trap" (inventata nel 1820 da James Planché  in un adattamento de Il vampiro  di John Polidori) a cui seguirà l'assenza dal lavoro per infortunio e quindi lentamente la sua rovina. 

Il titolo originale The Primrose Path deriva da Shakespeare, Amleto (atto I scena III), riferito a una sorta di autodistruzione “Ma, buon fratello, non fare come certi indegni ecclesiastici, che, mentre additano la via del cielo, ardua e spinosa, calcano per conto loro il sentiero fiorito dei piaceri, da tronfi e spavaldi libertini, sordi ai propri consigli”.

Oltre venti anni più tardi questo riferimento verrà inserito nel suo Dracula. La via del vizio, infatti, prefigura fortemente la sua opera più nota: un giovane che fa un viaggio per mare e per terra sotto l'influenza e il controllo di un uomo spettrale, compiendo il suo disegno maligno sulla moglie dell'uomo quando tornerà a Londra per salvarla. In entrambe le storie, un male atavico ricorre, rivolto nella Londra vittoriana. Se il Conte Dracula esercita il potere dall'interno di una bara di legno, Grinnell a sua volta proietta metaforicamente il suo male dall'interno di una botte di quercia piena di whisky.

Il romanzo uscì nella rivista The Shamrock, di Dublino nel febbraio 1875, fino al 1999 non venne mai ripubblicato, probabilmente offuscato dal successo di Dracula. Come scrive la curatrice del libro Elisa Bolchi, di questo scritto se ne ignorava l'esistenza, finché Richard Dalby - un libraio antiquario ed editore per passione che voleva pubblicare una bibliografia di Stoker - leggendo una biografia di Harry Lidlam A Biography of Dracula, vide che si accennava ai "cliff-hangers" di Stoker (racconti caratterizzati da suspense, interrotti nei punti cruciali per invogliare il lettore a proseguire nei successivi numeri) pubblicati nella rivista The Shamrock, un settimanale dublinese popolare. Dalby trovò due testi The Primrose Path e Buried Treasures. Entrambi rimasero inaccessibili al pubblico fino a quando Dalby non decise di pubblicarli in volume nel 1999.
La via del vizio, inedito anche in Italia fino ad oggi, risulta una piacevole scoperta da un autore noto solo per il suo sanguinario Conte.


  • Il libro 


LA VIA DEL VIZIO

Bram Stoker
Edizioni della Sera
2016
181 pagine 






 


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