02 dic 2014

 

Destini incrociati a Montmartre : Il porto delle nebbie di Pierre Mac Orlan

Nel romanzo inedito di Pierre Mac Orlan Il porto delle nebbie (Adelphi) al Lapin Agile, un locale di Montmartre in una sera d’inverno del 1910 si incrociano le vite e i destini di vari personaggi. Nelly una donna candida e furba la fille de cabaret , Marcel un soldato dell’esercito coloniale, Jean Rabe un avventuriero bohemien, Isabel detto Zabel macellaio pessimista e cupo, Kraus pittore tedesco  che vede il male dietro ogni cosa.

Le Lapin agile, Pierre Ernest Prins 1890
Le Lapin Agile - Pierre E. Prins (1890) 


Il proprietario del locale Frédéric accoglie generosamente persone in difficoltà, fra cui Jean Rabe senza mai un soldo, asociale e disilluso che quando poteva prendeva una camera per un giorno, comprava una candela e almeno un libro di avventure.

In questo crocevia di solitudini gli altri personaggi nelle pagine del romanzo si ritroveranno in questo luogo entrando in scena uno dopo l'altro come Kraus il pittore tedesco, quasi sensitivo, i cui dipinti, hanno la virtù di rivelare i crimini commessi in paesaggi che hanno servito come modello per la loro composizione, poi Marcel il soldato fuggito dalle truppe coloniali, e Nelly, una ragazza di strada professionista del marciapiede alta e bionda pallida dal volto sciupato dalla miseria, dall'amore, dall'insonnia e dalla cattiva digestione dovuta all'abuso di salumi, uova sode e alcol. 
Tutti questi personaggi sono uniti in fondo da tratti comuni: emarginati, non sono in grado per vari motivi di integrarsi nella società. 


Tuttavia Frédéric rifiuterà di aprire a una banda di teppisti in cerca di qualcuno nel locale. Una sparatoria scoppiata nel locale interromperà i destini di questi derelitti. 
Scopriremo più avanti il loro futuro fra cui Nelly che si innamorerà brevemente di Jean Rabe, poi si separeranno: uno andrà a Rouen l’altra finirà sulla strada poiché mentiva con candore, neanche il più ingenuo degli uomini poteva credere a una sola parola di quel che diceva. 

Ognuno andrà per la sua sorte prefigurando la carneficina della Grande Guerra che sarebbe venuta pochi anni dopo, condannati in anticipo da un destino implacabile. Solo Nelly passerà l'esistenza come una foglia morta trascinata dal vento diventando un imperatrice della strada e avere in questa storia l'ultima parola.

Il racconto viene reso più cupo anche dalla descrizione dell'ambiente invernale, non abbiamo la nebbia del titolo, e nell' introduzione scopriremo perché,  ma la neve immacolata: la neve offre alla miseria il più commovente degli scenari. Un miserabile sulla neve ha ancora un valore sociale, mentre un miserabile in pieno sole è già marciume dice Rabe , dove per gli abitanti del quartiere una giornata invernale è troppo lunga da vivere. Troviamo in questo piccolo libro delle atmosfere emblematiche sulla miseria sociale dell'epoca che possono ricordare alcuni romanzi di Zola e che ci fanno rivivere degli ambienti figurati anche nelle immagini dei pittori impressionisti sul mitico quartiere di Montmartre. 

Utrillo, rue  Saint -Rustique

Il porto delle nebbie a scanso di equivoci  è un romanzo di Pierre Mac Orlan da non confondere con il medesimo titolo di Georges Simenon e il suo Maigret, anche se in lingua originale è Le quais des brumes del 1927, mentre quello di Simenon è Le port des brumes uscito cinque anni dopo in Francia. Come scrive Guido Ceronetti nell’introduzione “Ma in verità il porto dov’è in un romanzo tutto ambientato a Montmartre, Quai non significa porto (…) Non essendo mai pubblicato in Italia il titolo di questa traduzione viene dal film di Carné del ‘38, che ha per ambiente i moli d’attracco di Le Havre e il loro contorno di nebbiosità nordica” quindi l’editore ha ritenuto di lasciare il titolo del film che era più noto del romanzo.

  • Un luogo reale


Il locale Lapin Agile, dove si svolgono la maggior parte delle azioni del Porto delle nebbie, è un luogo reale a Montmartre al 22 Rue des Saules. Frédéric Gerard il proprietario fu una figura pittoresca della vita di Montmartre Frede cantava arie sentimentali e canzonette, accompagnandosi con il violoncello o la chitarra. Soprattutto, non esitava a  fornire pasti e bevande ai cabarettisti squattrinati  in cambio di una canzone, un quadro o una poesia. Pierre Mac Orlan all'epoca lavorava nel suo locale due tre volte alla settimana, vivendo le fatiche letterarie più scoraggianti, componendo canzoni che vendeva a poco prezzo ai parolieri.

La tensione si inasprirà quando Frédéric incomincerà a selezionare meglio la sua clientela, anarchici e malviventi avevano iniziato a frequentarlo e una notte alcuni colpi di pistola vennero sparati dall’esterno verso i vetri del locale, la violenza raggiunse il culmine nel 1910 quando venne ferito un figlio del proprietario. In un'intervista rilasciata nel 1968 lo scrittore spiegò che il personaggio di  Jean Rabe era una trasposizione di se stesso quando viveva a Montmartre e si trovava in miseria, questi avvenimenti e i personaggi stessi lo ispirarono a comporre il romanzo Il porto delle nebbie nel 1927.


Nel 1938 il regista Marcel Carnè, ammiratore di Mac Orlan, che aveva particolarmente apprezzato il suo romanzo, lo adattò per il cinema. Molto diverso dal libro originale, lo scrittore rimase soddisfatto nel complesso dell’adattamento a cui contribuì nella sceneggiatura anche il poeta Jacques Prévert.

 


  • Il libro 

Il porto delle nebbie  - Pierre Mac Orlan
Adelphi  2012
143 pagine










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