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19 ago 2015

 

I diabolici di Boileau-Narcejac. Un thriller perfetto

Fernand Ravinel marito e amante, è il personaggio principale del romanzo thriller I diabolici della coppia di scrittori francesi Boileau-Narcejac. Un uomo che sembra un assassino ma che in realtà diventerà una vittima contro due donne astute. All'apparenza Ravinel sembra un uomo sicuro di se, quasi 40 enne, testa calva, un paio di baffi a spazzola, sopracciglia folte vagamente rossicce, e un naso pronunciato. Una maschera, un viso che aveva ingannato molte persone forse anche se stesso, ma non Lucienne la sua gelida e complice amante.




Lucienne infatti è un medico e probabilmente ha nozioni di psicologia, intuendo subito che Fernand non è quello che sembra essere, ma un elemento impressionabile con un carattere debole e facilmente manovrabile. La  personalità di Ravinel è importante ai fini del romanzo segnata dal padre, che era un insegnante di liceo. Egli era sempre molto severo con lui. Ravinel era terrorizzato dalla figura paterna, perdendo anche la fiducia e con il timore di non ricordare le nozioni essenziali per i suoi studi. "Era un uomo preciso, meticoloso, che ordinava tutto in schede. Per lui, la geografia era una lista di città, la storia una lista di date, l'uomo una lista di nomi di ossa e di nervi. Ravinel suda ancora freddo quando pensa alla sua maturità". Possiamo dedurre che è a causa di questo atteggiamento che lui avrà una certa paura degli altri, delle loro reazioni e dei loro pensieri.

La fuga dalla realtà e molto presente nel suo carattere, tanto a volte da fargli perdere il suo naturale equilibrio. Ravinel immagina spesso la morte come un attesa simile a una nebbia - fra l'altro sempre presente nel romanzo - una sorta di gioco interminabile.   
"Ha anche sognato, molto spesso, di essere invisibile, di attraversare i muri, di vedere senza essere visto. Era anche un modo di sottrarsi all'ossessione dei compiti in classe. Si volatilizzava sul posto. Lo credevano assente, ma lui osservava tutto". 

Questo allontanamento dalla realtà può diventare patologico, portandolo a una sorta di schizofrenia, arriverà perfino a credere di avere un cancro evitando di mangiare per giorni. Ravinel ha un immaginario incontrollabile che si manifesta spesso. A causa di queste sue fantasie si ritira in un mondo parallelo in cui non riesce talvolta a distinguere la realtà dei sogni e dei morti, in specie quando crederà di vedere la moglie defunta ovunque. Per creare questa atmosfera irreale gli autori hanno sviluppato un lessico collegato fra sogni, nebbia e smarrimento.

Lucienne (Simone Signoret) riempe la vasca nel film I diabolici (1955)

Fernand viene convinto da Lucienne a uccidere la moglie Mireille per intascare i soldi dell'assicurazione facendo credere che si tratti di un suicidio per annegamento. Dopo averle dato un sonnifero la metteranno in una vasca da bagno per finire il lavoro. Poi avvolta in una tela la getteranno nel fiume. Questa visione di Mireille "morta, rigida, fredda, i capelli incollati dall'acqua" lo tormenterà, ma anche le strane lettere e messaggi che riceverà da lei...dopo.  La sua immaginazione gli giocherà dei brutti scherzi, come quando sentirà rumori inesistenti o vedrà quella che pensa sia l'ombra della moglie alla finestra, facendogli credere fermamente che sua moglie è un fantasma e che egli ha la capacità di vedere i morti. "Siccome non può essere nello stesso tempo viva e morta… Bisogna per forza che sia per metà morta e per metà viva… Bisogna che sia un fantasma. È la logica che lo vuole. "

Si consola pensando che forse Mireille lo vede dal cielo: dicono che i morti ci vedono, allora sapeva che lui non aveva agito per cattiveria. Oppure ricordando il primo incontro sul quai vicino a piazza Saint-Michel: lui che rovistava in una bottega di libri usati e lei che stava là davanti sfogliando un libro. Fernand l'amava ancora. 
Lucienne invece ora gli sembra aggressiva, troppo decisa, con la voce nitida, mentre lui cerca di spiegargli di continuare a vedere qualcuna che somiglia alla moglie o di altri che dicono di averla vista di recente. Qualche volta avrebbe voluto essere come lei, altre volte la detestava perché gli faceva pensare a uno strumento chirurgico, freddo e liscio.

slogan in un giornale del film nel 1955
Essendo un thriller con finale a sorpresa di più non si può dire, si può aggiungere che gli scrittori sono specialisti nel fare apparire le cose diverse da come sono, vedi il loro successivo romanzo La donna che visse due volte. Rispetto al tradizionale giallo qui vi è - come nelle intenzioni degli autori - il punto di vista della vittima : Ravinel il personaggio centrale del romanzo, un perdente. Tutto dipende da lui dai suoi movimenti, reazioni e decisioni. Il protagonista si esprime in un monologo interiore, fra pensieri e riflessioni con alcuni dialoghi dove egli è sempre presente, fatta eccezione per l'epilogo. Un libro consigliato con un bel finale a sorpresa.
Concludo con un messaggio che appare alla fine del film del 1955 tratto da questo bel romanzo che vale sia per lo spettatore, ma anche per il lettore « Non siate DIABOLICI! Non rovinate l'interesse che i vostri amici potrebbero nutrire per questo film. Non raccontate loro il finale di quello che avete visto».


  • Gli autori 

Pierre Louis Boileau (1906-1989) e Pierre Ayraud (1908-1998) conosciuto come Thomas Narcejac erano una coppia di prolifici scrittori francesi di gialli, molto attivi per oltre mezzo secolo.
I diabolici uscì nel 1952, in Italia nel 1955 con il titolo Gli indemoniati. I loro lavori hanno dato luogo a pellicole cinematografiche con registi come Henri-George Clouzot (I diabolici 1955) e Alfred Hitchcock ( Vertigo - La donna che visse due volte 1958).  





  • Il film 

Nel 1955 il regista Henri-George Clouzot soprannominato lo "Hitchcock francese" da questo romanzo ne trasse un film thriller I diabolici modificando leggermente la trama dove le due donne erano interpretate da Simone Signoret (Lucienne) e Vera Clouzot (Mireille) moglie del regista, che, ironia della sorte morirà 5 anni dopo di un attacco cardiaco come nel film. Si dice che Hitchcock voleva acquistare i diritti del romanzo ma il regista francese arrivò qualche ora prima. Dopo il successo del film Hitchcock allora chiese agli scrittori di scrivere una storia simile e suggestiva e fu accontentato con Vertigo. Nel 1996 ne è stato fatto un remake Diabolique interpretato da Sharon Stone e Isabelle Adjani.




Vedi la scheda bibliografica nel sito Archivi di Uruk



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