06 giu 2014

 

Nostra sorella Carrie. Un romanzo americano

Sister Carrie di Theodore Dreiser è uno dei romanzi che affrontano il sogno americano, con molto naturalismo mettendo in evidenza la vecchia moralità vittoriana. Desideri e frustrazioni, trionfi e sconfitte si alternano nel personaggio di Carrie e in tutta l'opera. Dreiser dipinge un intenso ritratto della società dell'epoca, osservando da vicino l'America urbana a cavallo del 20 ° secolo, un secolo in cui gli Stati Uniti avrebbero giocato un ruolo decisivo più avanti. Quasi tutto ciò che scrive lo aveva vissuto in prima persona e nella sua famiglia. 

The Mirror 1900 W. Orpen


Sister Carrie, (Elliot editore), pubblicato nel 1900, si apre con Caroline Meeber (Carrie) che si sposta dalla campagna alla città, prendendo il treno per Chicago intenzionata a cercare dalla sua vita un futuro migliore e più affascinante.

All'arrivo si stabilirà dalla sorella maggiore e troverà lavoro in una fabbrica di scarpe. Incontrerà poi un commesso viaggiatore, Charles Drouet, che ben presto da povera operaia la libera dagli ingranaggi di una città senza cuore divenendo sua amante.

Questo  sarà il primo di una serie di tentativi spesso infruttuosi di Carrie per trovare la felicità.
D'ora in poi, diventerà vittima di rapporti sempre più disperati, - si innamorerà di un uomo sposato George Hurstwood direttore di un lussuoso locale, ma finanziariamente legato alla moglie - rapporti che combinati con un certo suo fascino la porteranno alla conquista del palcoscenico, a New York come parte di un coro a Broadway.

Il romanzo si conclude con Carrie che cambia il suo nome in Carrie Madenda diventando una star dei teatri più alla moda, mentre il suo uomo, George, cadrà sempre più in disgrazia abbandonato dalla perfida ex moglie, in alloggi fatiscenti affittati a poco prezzo.

I capitoli del libro, in cui viene descritta la rovina di Hurstwood sono tra le pagine più intense del romanzo, con l'insistenza nella descrizione nei particolari della discesa agli inferi nella sua agonia, provocando una certa angoscia al lettore di fronte al fallimento e alla povertà, dove la sentimentale rappresentazione della vita di una grande città lo metterà al muro inesorabilmente.

I lettori all'epoca furono sconcertati da questa eroina femminista e il libro non ebbe grosso successo.
Sister Carrie andava contro le norme sociali e morali del tempo, d'altronde Dreiser aveva solo presentato i suoi personaggi senza giudicarli: il giudizio lo lasciava ai lettori, perciò ha combattuto molto contro la censura di questo libro che vedeva Carrie impegnata negli affari e in altre "relazioni sessuali illecite" senza subire alcuna conseguenza. Questo violava le norme sociali dell'epoca: un personaggio che praticava tale comportamento peccaminoso in genere doveva essere punito nel corso della trama, al fine di esempio.


Dreiser cominciò a scrivere il suo manoscritto nel 1899 spinto da un amico giornalista. Fin dall'inizio, il suo titolo era Sister Carrie, anche se lo aveva cambiato in La carne e lo spirito, poi ripristinò il nome originale una volta completato. Ebbe comunque difficoltà a trovare un editore.
Un editore che lo aveva accettato lo respinse poco dopo a causa della moglie che lo giudicò troppo immorale. Comunque riuscì a stamparne un migliaio di copie, ma ne vendette poco più della metà.
Dopo alcuni cambiamenti dovuti alle pressioni editoriali nel testo, tolse delle "sconcezze" e aggiunse più sentimento con un finale malinconico, consolatorio, riuscendo così nel 1901 a pubblicare con l'editore Heinemann e trovare la strada del successo.

sister carrie libro

A Londra, il Daily Express scrisse di Sister Carrie : "E 'una storia crudele e spietata, intensamente abile nel suo realismo, che rimarrà impressa nella memoria del lettore per molto tempo".
In America, il grande critico H.L. Mencken definì Dreiser come "un uomo di grande originalità, di profonda sensibilità e di coraggio incrollabile".

Amerigo Ruggiero corrispondente estero de “La Stampa” il 22 marzo 1933 (in Italia venne pubblicato nel 1931 con il titolo La sorellina Carrie poi da Einaudi con Nostra sorella Carrie) scrive : "Nell' opera di Dreiser non trova posto il giudizio morale. Al suo confronto Zola, Gide, Proust sono dei fanciulli terrorizzati da fenomeni naturali. Il Dreiser accetta questi fenomeni anche i più spaventosi e rivoltanti come parte del gioco della natura che non conosce ne pietà ne moralità".

Disse Dreiser qualche anno dopo:
"I critici non avevano realmente capito quello che stavo cercando di fare. Questo è un libro che racconta la vita. Esso è inteso non come un saggio di bello scrivere , ma come un quadro delle condizioni della società descritti nel modo più semplice ed efficace che la lingua inglese mi ha permesso di scrivere. Quando il romanzo arriverà alle persone, capiranno, perché è una storia di vita reale, della loro vita".

Fino al 1980 tutte le edizioni inglesi del romanzo erano versioni rimaneggiate.
Dal 1981 la University of Pennsylvania Press ha pubblicato un'edizione critica basata sul manoscritto originale tenuta dalla The New York Public Library . Ora in Italia oltre alla versione di Einaudi del 1951 si aggiunge questa nuova nuova traduzione dell'editore Elliot basato sul testo della Pennsylvania edition del 1891, nella quale viene fatto un restauro di questo grande classico, ripristinando la maggior parte delle correzioni e dei passaggi soppressi, nel tentativo di ricostruire l’opera così come doveva essere stata concepita dal suo autore. Il romanzo può apparire lento come tanti dell'Ottocento ma proprio per questo va assorbito piano piano e partecipare infine al destino della protagonista.




Jennifer Jones Carrie 1952


  • Riduzione cinematografica


Nel 1952 da questo romanzo venne tratto un film per la regia di William Wyler intitolato Gli occhi che non sorrisero  con Lawrence Olivier e Jennifer Jones, un efficace ricostruzione del particolare ambiente ottocentesco dove si distingue l'ottima interpretazione di Olivier. Jennifer Jones interpreta Carrie con troppa innocenza ed è difficile credere che sia in grado di controllare e manipolare gli uomini della sua vita. Olivier, d'altra parte, è interessante come recita la sua sofferenza, e ci fa sentire ogni parte del suo dolore.
George (Olivier) si chiede "perché", a un certo punto, perché rinunciare alla bella vita che tutti sognano per andare via con una ragazza che ha metà dei suoi anni? Lui risponde con la verità - per amore. "Ma l'amore non paga", dirà Charles. "Siamo noi che ne subiamo poi le conseguenze".
Nella seconda metà del film, Olivier ha poco dialogo, esprimendo il dubbio, la paura, e il desiderio di Carrie nel suo corpo e nello sguardo: in ogni sua mossa ci rivela quello che sente. Lui la vuole, ha dato tutto per lei e rimane con niente. È una notevole recitazione, meglio dei suoi ruoli vistosi shakespeariani ben noti,  da non perdere.




  • Il libro 

Elliot editore 2014
523 pagine





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