09 mag 2014

 

Quando anche un libro giallo strappa dei sorrisi. Tre libri da leggere

Nel panorama giallistico italiano abbiamo alcuni autori gradevoli che non hanno nulla da invidiare agli autori nordici polizieschi. Certo non sono così austeri nel raccontare le loro storie ma pur sempre intriganti ci avvicinano al nostro modo mediterraneo di vedere le cose della vita.


La casa di ringhiera - Francesco Recami - Sellerio
Francesco Recami ne La casa di ringhiera ci racconta di un tappezziere in pensione nella periferia est di Milano in una casa di ringhiera con una serie di variegati condomini, che colleziona notizie di giornali su feroci delitti ''...sulla parete grande c’era una enorme libreria, che conteneva l’archivio di Consonni, il risultato di un lavoro ventennale, tutto ben ordinato, quaderni, classificatori, volumi rilegati'', perciò quando in un paese vicino si compie un efferato omicidio di un sessantenne appassionato di archeologia si mette in viaggio e interroga vicini e conoscenti fino a scoprire l'assassino.
Più che la storia classica gialla quello messo in evidenza dall'autore è la moralità della gente di provincia ignota e invisibile fra cui un vecchietto che inventaria le microscopiche bolle che si erano prodotte sulla sua voluminosa Opel Vectra 1600 rossa metallizzata e col tettuccio apribile, un padre alcolizzato con la moglie che cerca di difendere il decoro della famiglia, una professoressa in pensione ''cinquantenne affettuosa, attraente anche per l’alone di mistero che la circonda''. Un romanzo tenue e appassionato che fa emergere l'uomo qualunque, il vicino che incontriamo tutti i giorni, portando l'armonia nella modestia.







Pista nera - Antonio Manzini - Sellerio
La  pista nera di Antonio Manzini ci porta a Champoluc, Val d’Aosta, con benestanti turisti inglesi molto spesso ubriachi, che popolano chalet, ovovia e lezioni di sci. Su una di queste piste sepolto fra la neve viene rinvenuto un cadavere sfigurato. Del caso si occupa il vicequestore Schiavone trasferito da poco ad Aosta ''...il massimo dell’altitudine sul livello del mare che Rocco Schiavone avesse mai raggiunto nell’arco della sua vita erano i 137 metri di Monte Mario'', un trasferimento punitivo di un uomo che ama la bella vita, violento, sprezzante, infedele e maleducato con le donne, scorretto al massimo. Dotato di una metodologia sbrigativa però riesce a valutare con una certa onestà i confini tra il bene e il male, tra pietà e altruismo. Una serie tv della Rai con Rocco Schiavone è stata tratta da questo e altri libri di Manzini.












I re dei giochi - Marco Malvaldi - Sellerio
Dalle nevi della Val d'Aosta ci spostiamo al litorale pisano di Marco Malvaldi con Il re dei giochi protagonisti i clienti e il proprietario del BarLume un attività che Massimo Viviani trentenne laureato e colto combina con l'indagine poliziesca insieme a quattro vecchietti, fra una partita di biliardo e un chinotto passano il tempo a spigolare sui fatti più curiosi dei loro concittadini. Qui scoprono che un incidente di auto nell'Aurelia ha qualcosa di losco, perciò accostando pettegolezzi, foto e notizie di un giornale locale trovano delle contraddizioni e si mettono ad indagare su quello che non dovrebbe essere stato un incidente casuale, pur rischiando di fare brutte figure con il commissario Fusco incorrendo in vari reati riescono a svolgere il caso ''...Fusco aveva appena finito di elencargli i reati che teoricamente avrebbero potuto essere contestati a lui e all'intera pattuglia del bar, e che andavano dalla divulgazione di segreto d'ufficio (Tiziana) allo sfruttamento di posizione dominante (Massimo) per culminare nell'intralcio allo svolgimento delle indagini (i restanti quattro debosciati)'' . Malvaldi nel quadro della storia inserisce riflessioni letterarie, informazioni mediche, cambiando registro da una certa coltezza a un vernacolo linguistico a volte comico ma tagliente. Anche da questi personaggi del BarLume è stata tratta una serie di film per la tv prodotta da Sky.








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