15 lug 2019

 

Marie la strabica - G. Simenon. Storia di due amiche diverse

Simenon con Marie la strabica ci racconta la storia di due donne che si detestano ma che non potranno fare a meno l´una dell'altra


Questo romanzo di Simenon Marie la strabica (Adelphi) appare abbastanza insolito, se non forse unico, in quanto mette in scena la relazione tra due donne agli opposti diverse l'una dall'altra. Sylvie e Marie, tra i 17 e i 18 anni, sono amiche fin dall’infanzia. Le incontriamo per la prima volta nel 1922 mentre lavorano come cameriere per la stagione estiva in una pensione vicino al mare. L'idea è quella di guadagnare abbastanza denaro per tentare l'avventura a Parigi e forse ci riusciranno anche se dovranno aspettare molti anni.

Foto di Alice Boughton



Sylvie ha una personalità dominante su Marie, d’altra parte si sente bella, bionda, fascinosa, con seno generoso e corpo perfetto, tutti gli uomini si getterebbero ai suoi piedi e non solo. Non avrà remore a spogliarsi davanti alla finestra, mostrando il suo corpo al viscido proprietario della pensione oppure al figlio mentalmente instabile della governante. 

Marie invece è ingenua, con il suo difetto fisico agli occhi, il corpo tozzo, i capelli scuri divisi da due trecce smilze, timida e sottomessa a Sylvie, affascinata o gelosa del suo corpo, disapprova però il suo esibizionismo.

Tra loro c'è una relazione complessa come tra padrona e serva. Da bambine giocavano spesso alla signora ricca e alla cameriera «Quando sarò ricca ti prenderò come cameriera, e ogni mattina mi pettinerai» gli diceva spesso Sylvie, e Marie non se la prendeva. 

A volte sembra ci sia un attaccamento sessuale tra le due. Marie arrossendo sembra aspettare il momento in cui Sylvie si spogli per osservarla con i suoi "occhietti indagatori" alla ricerca nel corpo dell'amica di un qualche segno d'imperfezione. Eppure più avanti, quando abiteranno in un monolocale a Parigi e dormiranno insieme in un letto matrimoniale, l'odore di Sylvie gli apparirà quasi disgustoso, mettendola a disagio, ancora di più quando incidentalmente una gamba o un braccio toccano il suo corpo.

Diventerà chiaro che, sebbene Sylvie sia la compagna dominante, le due hanno bisogno l'una dell'altra, come se Sylvie nella sua amica testimoniasse le sue azioni e agisse, in qualche modo come la sua coscienza.

Spesso i personaggi femminili di Simenon sono visti attraverso gli occhi di un protagonista maschile, qui invece i punti di vista sono ribaltati. Il vile e odioso Clément, proprietario della pensione, viene visto con gli occhi delle ragazze: lo detestano, per loro il più volgare degli uomini mai incontrati, basso e grasso con lo sguardo infido, non appena la moglie gli dà le spalle gironzola intorno alle giovani domestiche.

Sylvie scopre il potere che ha la sua sessualità circuendo Louis il figlio ritardato di una governante. Una sera lo attrae con una promessa: gli permetterà di farsi toccare il seno se ruberà dei pasticcini dalla cucina. Viene intercettato da un Clément geloso che lo rinchiude nel ripostiglio delle scope. La mattina dopo lo troveranno impiccato.

Quando le amiche raggiungono Parigi, la crescente indipendenza e promiscuità di Sylvie (il giorno porta gli uomini nello stesso letto dove loro dormono la notte) creano una certa distanza tra loro. Marie troverà lavoro in un modesto bistrot dove è apprezzata dai suoi datori di lavoro per la sua diligenza e buon umore, a lei non importa quando i clienti la chiamano "occhi storti" anzi ci scherza su. 

Uno dei clienti abituali un giovane contabile occhialuto e timido farà amicizia con  Marie e un giorno le chiederà di portarla al cinema, fra l'altro scopre che abita al piano di sopra. La sua ingenua gioia è sinceramente commovente, "La Marie che usciva" continuerà a ripetersi allegramente, ma con amarezza scopre che Sylvie chiusa in camera gli ha fregato il suo unico amore. Non gli resta che fare le valigie e fuggire da quello squallore.




Dipinto di Edgar Degas
«Quando sarò ricca ti prenderò come cameriera, e ogni mattina mi pettinerai»


L'azione si sposta intorno al 1950. Sylvie ora 45 enne è l'amante di Omer un ricco produttore di scarpe, che si trova sul letto di morte. Incontra Marie, ingrassata e sempre vestita male, che fa la badante al vecchio proprietario malato dove lavorava. Nonostante non si siano viste per trent'anni, Marie ha sempre seguito le vicende mondane dell'amica sui giornali, e qualcosa si riaccende in lei quando Sylvie “la dominante” che vive agiata in una casa accanto, ripudiata dalla ex moglie di Omer, la arruola come spia infermiera nella casa del suo vecchio amante assicurandosi che i familiari non gli lascino firmare un nuovo testamento, dato che l'amante ha lasciato tutto a lei.

Pur essendo ancora piacente Sylvie appare quasi stanca, venti anni per centrare il suo obiettivo, diventare ricca sfondata, e ora si trova a un passo dall'esserlo, ma la sua dipendenza all'alcool è diventata forte nonostante la disapprovazione di Marie . 

"La vita scorreva, pigra e grigia, un po’ sudicia, e a volte, quando Sylvie aveva bevuto troppo, avvelenata da parole crudeli, da musi lunghi che duravano diversi giorni ma che non impedivano a Marie, ogni mattina, di pettinarle lungamente i capelli."

Maria la strabica (Marie qui louche 1952),  è una sorta di commedia tragica, tra due donne povere e provinciali che hanno tra loro una certa sintonia, (le mezze parole pronunciate sempre prima di addormentarsi, o la “Sveglia pigrona” annunciata la mattina da Marie), che si propongono, più che altro in Sylvie, di sognare una futura vita ricca e felice a suo modo, confinate in una grande casa lussuosa dimostrando come in altri romanzi di Simenon l’inutilità della fuga.







IL LIBRO

Titolo: MARIE LA STRABICA
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi
Anno: 2019
Pagine: 181
trad. Laura Frausin Guarino





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