7 mag 2018

 

Il sentiero degli uomini perduti – Anna Katharine Green

Prima di Miss Marple c'era Miss Amelia Butterworth donna di mezza età che si diletta a fare la detective creata da Anna Katharine Green 

Nel romanzo Il sentiero degli uomini perduti, abbiamo una irresistibile donna di mezza età, nubile, solitaria, intelligente e discreta, con l'hobby nel seguire indagini, incuriosita da macabre storie, collaborando infine con la polizia locale. Qualcuno potrebbe pensare che stiamo parlando di Miss Marple, invece siamo negli Stati Uniti verso la fine dell'Ottocento e la nostra protagonista si chiama Miss Amelia Butterworth, creata da Anna Katharine Green, almeno mezzo secolo prima del personaggio della Christie, la sua prima avventura infatti risale al 1878, prima donna ad aver pubblicato un romanzo giallo Il mistero delle due cugine, altre decine di opere sarebbero seguite tra romanzi e racconti, ma in Italia sono state tradotte poche opere risultando ancora semisconosciuta e la sua fama offuscata dalla collega inglese.




Le differenze tra i due personaggi sono evidenti, (Agatha Christie avrebbe letto con avidità le sue opere in gioventù), Miss Butterworth è una donna benestante di città, ancora attraente, come vedremo da alcune avances che gli vengono fatte nel romanzo in questione, vive a New York con i suoi domestici, mentre Miss Marple è un anziana e curiosa abitante di una remota campagna inglese, inoltre è un ritratto impavido di una donna che va oltre i confini del focolare domestico.

  • La zitella detective

 
All'epoca in cui Green presentò Amelia Butterworth, la figura della zitella era molto significativa nell'immaginario culturale. Nell'età vittoriana la vecchia zitella era un personaggio più o meno pietoso, non essendo riuscita a sposarsi e a trovare il suo naturale compimento nel prendersi cura di un marito e dei figli. 

Nella vita e nella letteratura, di solito, era economicamente dipendente dai suoi genitori e fratelli, e il suo principale valore sociale era la rettitudine, caratterizzata dalla visione amareggiata della vita e dalla curiosità per gli affari degli altri. Più avanti questa figura si evolverà con una certa emancipazione verso una figura di donna felicemente non sposata che guadagna il proprio stipendio e farà le sue scelte.

Sebbene Amelia Butterworth appartenga storicamente alla categoria vittoriana, la sua ricchezza personale fa la differenza nella sua posizione sociale e nella sua visione del mondo, quindi lei anticipa la figura della felice zitella o per stare in termini moderni della donna single, di prossima generazione che verrà.

D’altronde le zitelle sembrano funzionare come detective per diversi motivi. Sono libere dalle molte faccende e dalle responsabilità che terrebbero  occupate le mogli e le madri a tempo pieno, quindi a livello pratico hanno tutto il tempo per dedicarsi al lavoro investigativo. Amelia inoltre è un personaggio ficcanaso, con le sue opinioni personali, autosufficiente e talvolta molto divertente.
 
"Il fattore che mi aveva scarrozzato sin lì – che appresi in un secondo momento chiamarsi Simsbury – mostrò un interesse piuttosto insistente nei miei confronti, che mi avrebbe finanche divertito o forse sdegnato, se solo i presupposti fossero stati meno inquietanti. Lo osservai squadrare in lungo e in largo la mia figura – più irrigidita del solito – con una certa meraviglia dipinta negli occhi, per poi soffermarsi sul mio viso con un’espressione che avrei finanche reputato lusinghiera, se solo avessi avuto il tempo di abbandonarmi alla frivolezza".


  • Il sentiero degli uomini perduti


Veniamo al romanzo Il sentiero degli uomini perduti (Lost Man's Lane 1898), inedito in Italia, il secondo con protagonista Amelia e il vecchio detective della polizia Gryce che riconoscendo le doti analitiche della donna si rivolge a lei per un caso complesso. In apparenza sembrerebbe una storia gotica, inquietante, su una serie di sparizioni anomale che sono avvenute in una piccola cittadina nello stato di New York. 

Dapprima riluttante Amelia accetta poiché l'astuto Grey, "il vecchio volpone" alla fine della discussione riferisce che riguarda i Knollys, figli di una sua vecchia amica recentemente deceduta.
Questi vivono in una vecchia e grande casa oramai in rovina, proprio sulla lugubre strada in cui si sono verificati i rapimenti notturni di alcune persone, e qui il romanzo prende una piega sul genere casa stregata, se fosse un horror, ma siamo in una detective story familiare tra sorelle e fratelli che non la raccontano giusta, le due figlie timide della defunta amica e il loro sgradevole fratello che ha la passione per la vivisezione.

Seppure amica di famiglia Amelia viene trattata con poca ospitalità, alloggiata  in una stanza spoglia, dentro una casa con molte camere chiuse e giardini trasformati in boschi incolti di rovi e erbacce. Voci e rumori durante la notte, insieme ad avventure furtive, interrompono il sonno e cambiano il carattere di Amelia verso una profonda apprensione. Inoltre fabbri e abitanti del luogo si rivelano abbastanza ostili rifiutandosi di collaborare verso quella famiglia.

Lo scopo di Amelia Butterworth è quello di capire cosa stia succedendo dietro la facciata gentilmente mantenuta a denti stretti dai Knollys che coinvolge le altre case del sentiero, con personaggi stravaganti e misteriosi, come una vecchia sorda con eccessi monomaniacali che vive poco più avanti, fra botole e scale che nascondono segreti cui la sua indagine richiede parti uguali di coraggio e perspicacia.

Scoprendo infine che l'assassino è un sospettato molto improbabile "uno di quegli squilibrati con un perfetto controllo di sé, capaci di spacciarsi per uomini più che decenti se non quando giunga l’ora del trionfo".


(nypl digital collection)

La scoperta che un uomo rispettabile, anche esemplare, abbia la capacità di causare orribili sofferenze pare un modo di criticare la disuguaglianza fra uomini e donne del suo tempo.
La velatura gotica che avvolge la narrazione però mette in luce la questione della reclusione femminile, dove tutti i personaggi femminili si trovano in un modo o nell'altro intrappolati: l'amica di Amelia, Althea Knollys, era stata bandita e ricattata sotto la minaccia di incarcerazione; sua figlia Lucetta dovrà rinunciare alla possibilità di andare all'estero con l'uomo che ama per il suo dovere verso la famiglia, un dovere che lega anche la sorella Loreen alla tetra fattoria; la vecchia Jane ha paura di andare oltre la sua porta d'ingresso; una donna scamperà dall'essere sepolta viva in un pozzo asciutto; e persino la nostra Butterworth viene rinchiusa nella sua stanza la notte dai suoi conoscenti a sua insaputa.

Nelle mani della scrittrice la paura e il terrore evocati diventano una sorta di commento sul modo in cui le vite delle donne vengono sprecate in una sorta di sepoltura vivente, di conformità e recinzione. Secondo uno dei loro vicini, le donne della famiglia Knollys sono state infelici per generazioni, evocando anche una vecchia leggenda, dove un antenata, che amava avidamente lo stesso uomo di sua figlia, alla fine si suicidò dopo aver bandito la ragazza, e il suo spettro appare periodicamente portando sfortuna a tutti quelli che la vedono. 

Come scrive nell'introduzione la traduttrice Marialuisa Ruggiero:
"La nostra Amelia si mostrerà tanto consapevole dei limiti imposti alla femminilità così come codificata a priori, quanto fiera della sprezzante facilità con la quale è in grado di superarli.
Fantasmi, sparizioni e vecchie magioni in rovina non basteranno a spaventare una donna così pronta a ogni evenienza da viaggiare con una teiera e un martello nella valigia".

Una donna affascinante dove la sua temerarietà merita di essere presa in considerazione in un mondo d’altri tempi, dove gli uomini davanti a lei si inchinano con una mano sul cuore.



Anna Katharine Green 

L’ autrice

Anna Katharine Green (1846 - 1935) era figlia di un avvocato, ed è del tutto plausibile ipotizzare che lei abbia assorbito parte della sua conoscenza del crimine e della legge nel vivere in una famiglia dove la legge penale era di casa.
Aveva trentadue anni quando pubblicò il suo primo romanzo, The Leavenworth Case nel 1878 diventando il romanzo best-seller dell'anno. Era una donna progressista per il suo tempo, l'opinione pubblica era sorpresa sul fatto che una donna potesse creare trame tecnicamente impegnative e intrecciate di un romanzo poliziesco, poiché la logica e la ragione, secondo il senso comune del tempo, scaturiva dalle menti degli uomini, non delle donne. Comunque contribuì a rendere popolare il genere della narrativa poliziesca in America creando trame ben costruite, influenzando successivamente altri scrittori nella creazione di personaggi del genere poliziesco.


Il terzo e ultimo episodio, Lo studio circolare, è già disponibile per l’editore Nero Press, prima pubblicazione di un percorso a ritroso verso lo svelamento delle origini di Miss Butterworth.


Il libro

IL SENTIERO DEGLI 
UOMINI PERDUTI
Trad. di Marialuisa Ruggiero
Nero Press 2017
340 pag.
















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