15 feb 2017

 

La casa dei Krull – Georges Simenon

La casa dei Krull un romanzo del 1939 di Simenon sul timore degli stranieri 


La casa dei Krull è un piccolo negozio misto fra un bistrò e una drogheria gestito da Maria Krull, frequentato per lo più da marinai del vicino canale. I Krull sono tedeschi trapiantati ormai da alcuni anni in un paese del nord della Francia, siamo intorno al 1938, ma questi non stanno tanto simpatici agli abitanti del luogo. Quando Hans Krull arriva clandestinamente dalla Germania incominceranno dei veri guai per tutta la famiglia. 




L'arrivo del cugino Hans alimenterà un clima di tensione nella famiglia composta oltre alla zia Maria, dai figli Anna, Joseph, e Liesbeth, senza contare il taciturno capofamiglia Cornelius che intreccia ceste in una stanza adiacente.
I punti di vista di Hans così come la sua personalità appaiono così diversi da quelli del resto della famiglia già dal suo aspetto: la carnagione scura «un aspetto quasi meridionale, mentre i Krull francesi avevano conservato un colorito di porcellana danese». Hans è sleale, invadente, disonesto ed estraneo al carattere del cugino Joseph, malaticcio e inquieto che studia da medico ed ha rapporti difficili con le donne, argomenti cui Hans non si fa problemi dato che avrà subito una relazione con la cugina Liesbeth.

Oltre ai familiari il romanzo ruota intorno ad un tragico avvenimento che si presenta dopo poche pagine: l'uccisione di una giovane ragazza, strangolata e violentata. Il corpo verrà trovato nel canale da Hans durante una passeggiata.

La vittima è Sidonie, figlia di Pipì una barbona sempre ubriaca che vive su una chiatta abbandonata "piena di pulci e parassiti". La tragedia sconvolgerà gli abitanti della piccola cittadina e subito i sospetti da parte della gente vengono rivolti sia verso Hans, sia verso tutta la famiglia dei "crucchi".

I gendarmi però volgono le attenzioni su Potut convivente di Pipì, un vecchio croupier caduto in disgrazia e sempre ubriaco in quel giorno scomparso. Poi le indagini si spostano su Joseph il cui comportamento nevrotico darà l'impressione di essere un maniaco sessuale e che pare fosse vicino al luogo del delitto quella sera, avvalorata dalle testimonianze di alcune ragazze che conoscevano Sidonie.

Intanto vecchi rancori razzisti lentamente prenderanno vita. La scintilla è accesa. Alcuni mattoni voleranno verso le finestre di casa Krull oltre alle scritte "A morte" sulla saracinesca. Si frantumeranno dei vetri di una finestra, insulti e minacce squarceranno il silenzio del quartiere, tra malintesi e incomprensioni suscitati da una folla furibonda coinvolta nella rivolta, mentre i Krull si barricheranno in casa. Solo con il presunto arresto di Joseph, da parte di un ragionevole commissario, la folla si calmerà, ma nel frattempo un altra tragedia avviene in casa dei Krull.

Channel with Watermill - Frits Thaulow (1847–1906)


Georges Simenon pubblicò La casa dei Krull (Adelphi) nel 1939. Questo romanzo fa parte dei romans-durs, romanzi letterari lontani dai Maigret. Verso la metà degli anni trenta - come scrive Eskin nella biografia di Simenon - l'editore Gallimard gli versava un anticipo di cinquantamila franchi per ogni romanzo, facendo diventare lo scrittore ricco, acquistando case, mobili e quadri, ma non risiederà mai a lungo nello stesso posto, viaggiando in lungo e largo, e le case poi le venderà. Sottolineava spesso il disprezzo per il capitalismo e i soldi che generavano soldi, dichiarando di avere rispetto solo per il denaro guadagnato per il proprio lavoro. Dal 1935 all'anno di uscita di questo romanzo pubblicherà oltre venti libri senza contare gli altrettanti Maigret.

Simenon forma l’intreccio del suo romanzo facendo una ricostruzione morale e ambientale abbastanza fedele sul timore dello straniero che fa da capro espiatorio di tutti i mali - come quando al sorgere di una epidemia di tifo, le donne del quartiere sostengono che Joseph, pur ammalato, li abbia contagiati tutti - dove l'unica colpa dei Krull è quella di essere oriundi tedeschi, abitanti in una casa-bottega ai margini della cittadina. Benché naturalizzati, verranno trattati sempre con disprezzo e se non fosse stato per i battellieri o i cavallanti per clienti avrebbero chiuso da un pezzo la bottega.

«La gente è stata così cattiva con noi » (confiderà Anna ad Hans) « A scuola le mie compagne mi chiamavano “la crucca” e la maestra mi diceva davanti a tutta la classe : Signorina, chi è ospite in un paese deve sentirsi doppiamente in dovere di comportarsi bene»

Pur essendo modesti e leali - la zia Maria farà credito ad alcuni clienti bisognosi, oltre che a dare da bere gratis a Pipì - rimarranno sempre degli estranei contrastati fra il desiderio di dissimularsi e un irritante spirito di casta, sospesi sempre sul filo del rasoio in attesa, da parte dei loro residenti, di un loro passo falso. 

Lo scrittore si introduce nella povera dimora dei Krull ritraendo ogni azione domestica e ogni voce minuziosa che aleggia nelle quattro mura, ripescando forse i ricordi della sua infanzia legati alla zia belga Marie Brüll che viveva accanto al canale Liegi-Maastricht dove svolgeva il mestiere di cestaia, dopo trasformarono una parte della loro casa in un negozio di ristorazione per il commercio nel canale. Al bancone la zia serviva acquavite di ginepro, il cui aroma si mescolava all’odore di giunco e spezie. “Avevo notato in una stanza buia e male illuminata un uomo con una barba bianca, che mi fece pensare ad Abramo e che lavorava i cesti di salice”. (da Je me souviens ...1945)

Questa figura la vediamo anche nel romanzo personificata dal vecchio e taciturno Cornelius che lavora dentro una stanza male illuminata da una lampadina senza paralume, seduto in una sedia a cui avevano segato le gambe a mezza altezza, intrecciando cesti, fumando la sua lunga pipa di porcellana, personaggio quanto mai singolare ai margini della narrazione ma che alla fine si eleva su tutti.

Il piccolo Simenon, che era solito fare il bagno nella Mosa ogni mattina, con un gruppo di amici della sua età, conosceva tutti gli antichi artigiani divenuti commercianti, ad eccezione di un commissario di polizia di Saint-Hubert, con la faccia particolarmente scarna. Egli ascoltava affascinato e preso dalla passione, le storie dei crimini in corso, raccontati dal commissario di polizia, storie cui come questa dei Krull gli rimarrà impressa, donandoci uno splendido racconto che ancora oggi - anche se gli stranieri non sono più i “crucchi” -  continua ad avere una certa attualità. 

Il libro uscì nella collana Medusa di Mondadori nel 1965 con il titolo Casa Krull, adesso in nuova traduzione per Adelphi a cura di Simona Mambrini.

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Georges Simenon 
Adelphi 2017
210 pagine















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2 commenti :

  1. Mentre preparavo la scheda del romanzo pensa pensavo proprio che sarebbe stato subito tuo ;-)

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    1. Un Simenon d'annata non si lascia mai sfuggire :)

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