31 gen 2017

 

John Keats, la solitudine e i viaggi in Scozia e Irlanda

Viaggi in Scozia e Irlanda di un poeta romantico inglese



Già nella primavera del 1818 il 23enne poeta romantico inglese John Keats ebbe l'intenzione di fare un tour a piedi per l'estate di quell'anno attraverso la Scozia, il poeta forse si lasciò persuadere in parte da considerazioni sulla sua salute, per altro, il ricordo dell’incapacità di sopportare la solitudine in un viaggio fatto l'anno precedente.




L’anno prima, nell’aprile 1817, si era recato all’Isola di Wight con l’idea di vedere le cittadine di Shanklin e Carisbrooke, e dopo qualche esitazione tra le due, deciderà di alloggiare in quest'ultimo luogo. Il giorno dopo scriverà al suo amico John Hamilton Reynolds che aveva trascorso la mattinata a sistemare i libri e le stampe che aveva portato con sé, aggiungendo un brano dalle opere di Shakespeare che gli piaceva particolarmente.

Egli parlerà con entusiasmo delle bellezze di Shanklin, ma in un post scriptum scritto il giorno seguente, affermerà che rimase nervoso per mancanza di sonno, e molto ossessionato dal passaggio letto da Re Lear, "Non lo sentite il mare?". La solitudine che andava cercando non lo appagò molto in quei luoghi. Nel marzo 1817 usciranno i suoi primi poemi.

Decise perciò l'anno dopo di visitare la Scozia insieme al suo amico Charles A. Brown e lasciarono Londra il 22 giugno 1818. La carrozza si fermò per la cena il primo giorno a Redbourn vicino St Albans, dove viveva un amico di Keats quando era studente. Poi Keats e Brown proseguirono verso Lancaster, e da lì iniziarono il loro cammino a piedi: Keats si portò per la sua lettura un solo libro: una piccola edizione in tre volumi della Divina Commedia tradotta da Francis Cary.

«Non posso» scrive Brown « dimenticare la gioia e l'estasi del mio amico quando improvvisamente, per la prima volta, è diventato sensibile all'effetto della vista dei paesaggi di montani [...] Arrivati verso il villaggio di Bowness, ad una svolta della strada, ci apparve il lago di Windermere [...] Era incantevole per tutti e due» .

Lake Windermere (Wikimedia)

Nella regione dei laghi, dopo aver scalato il monte Skiddaw una mattina presto, e camminato verso Treby lo stesso pomeriggio, si fermarono a guardare con divertimento gli esercizi di una scuola di ballo del paese. Scrive al fratello Tom il primo luglio da Carlisle: «La differenza tra i nostri balli di campagna e queste figure scozzesi è come mescolare piacevolmente una tazza di tè o frullare un budino con un battitore».


Da Lancaster i viandanti continuarono verso Ambleside ai piedi dell’ Helverlly, dove dormirono. Poi fecero tappa a Dumfries, in visita della tomba e della casa di Robert Burns, poeta scozzese alla cui memoria Keats dedicò un sonetto. Raggiunsero la contea di Kirkcudbrightshire, che con i suoi paesaggi selvaggi, le sue insenature e i promontori rocciosi fra le colline nebbiose di Man gli ricordavano alcuni romanzi di Walter Scott o le vallate del Devon.

Il 5 luglio, sempre al fratello, da Newton Stewart scrive: «Siamo alloggiati e intrattenuti in grande numero. Abbiamo cenato ieri con pancetta, uova e patate in apparenza lerce con una fetta di salmone. Poi abbiamo fatto colazione questa mattina in una bella stanza con tappeti, un divano, sedie imbottite e un tavolo di mogano con feltro verde. Un salto nella strada accanto è sempre il benvenuto: per la cena beviamo acqua diluita con del whisky».

Il selciato del gigante (Wikimedia)

Keats scriveva delle lettere regolarmente e in modo uniforme la sera «tirando fuori dal mio zaino, prima il diario, in secondo luogo le penne e infine l' inchiostro». Con una nave fecero tappa anche in Irlanda per vedere il  Selciato del gigante  e visitare Belfast, criticando che fosse troppo cara "tre volte la spesa in Scozia" fra sporcizia e miseria: « Al nostro ritorno da Belfast abbiamo incontrato in un carro la "Duchessa di Dunghill" (del letame). Immaginate il peggiore canile che si sia mai visto, posto su due poli da una recinzione ammuffita. In una cosa così misera sedeva una vecchia donna squallida, tozza come una scimmia mezza morta di fame da una scarsità di biscotti nel suo passaggio dal Madagascar al Città del Capo, la pipa in bocca, guardava con vacuità, con lo sguardo da ebete, accovacciata e magra seduta sul carro, sbuffando del fumo mentre due ragazze con vestiti laceri la portavano avanti ».

Portpatrick 1890 (Wikimedia)

Ritornarono poi in Scozia a Portpatrick, ma lo sforzo di questo tour incise sulla salute cagionevole di Keats con sintomi febbrili e mal di gola. Un medico di Inverness gli proibì di continuare il suo viaggio. Fu così che fra l'8 e il 9 agosto lasciò la Scozia per tornare a Londra.
Alla sorella minore Fanny scrive:

"Mia cara Fanny - temo pensi che sia stato molto negligente nel non aver risposto alla tua lettera, la vedo datata 12 giugno ma non è arrivata a Inverness fino al 8 di questo mese, quindi sono molto preoccupato che tu sia delusa. Non avevo intenzione di tornare a Londra così presto, ma ho mal di gola e un forte raffreddore che ho preso nell'isola di Mull: perciò ho pensato fosse meglio tornare a casa il più presto possibile. Dopo nove giorni siamo sbarcati a London Bridge ieri. Vorrei tanto parlarti della Scozia, vorrei iniziare qui, ma ho anche un mal di denti che mi stordisce...ho portato per te un paio di sassolini scozzesi dall'isola di Icolmkill". (Hampstead, August 18 - 1818)


«Aveva un brutto aspetto» disse la signora Maria Dilke, amica e vicina, quando lo vide «con a malapena una scarpa sinistra, la giacca strappata, un berretto di pelo e un grande plaid». Quando si sedette su una comoda poltrona imbottita fu veramente felice citando Quince il falegname (personaggio di Shakespeare dal Sogno di una notte di mezza estate) che si congratula con il Tessitore sulla sua metamorfosi. A casa troverà anche il fratello Tom, gravemente malato, che morirà nel dicembre 1818.

"Nonostante la vostra felicità e la vostra raccomandazione spero di non sposarmi. Anche se la creatura più bella mi aspetta alla fine di un viaggio o una passeggiata; anche se i tappeti fossero di seta, le tende del mattino nuvole; le sedie e divano imbottiti di piume di cigno, il cibo sia Manna, il vino pregiato, le finestre che si aprono sul lago Winander (Windermere)  la mia felicità non sarebbe così bella quanto la mia solitudine sia sublime ... Il ruggito del vento è mia moglie e le stelle attraverso il vetro della finestra sono i miei figli ... Giorno dopo giorno, man mano che la mia immaginazione si rafforza, sento che non vivo soltanto in questo mondo ma in altri mille... A seconda del mio stato d’animo sto gridando con Achille in battaglia o nelle valli di Sicilia con Teocrito... Mi dissolvo nell’aria con una voluttuosità tanto delicata che sono felice di stare solo". (al fratello George ottobre 1818) 

Il fratello George si era sposato ed emigrato in America e Keats troverà l’amore in Fanny Brawne. Egli si sentiva goffo nei confronti con l’altro sesso. Al suo amico Benjamin Bailey scriverà dalla Scozia: « Sono sicuro di non avere un certo feeling verso le donne, ma non posso pensare alla mia immaginazione infantile. Quando ero un ragazzino pensavo alle donne come delle dee, la mia mente era un soffice nido dove alcune di loro dormivano, anche se sapevo che non avevo alcun diritto di aspettarmi di più su di loro nella realtà … Quando sono tra le donne, ho cattivi pensieri, malizia, spleen, non posso parlare, o tacere, sono sospettoso, e quindi non devo ascoltare nulla ? ... devo assolutamente superare questo, ma come ? ».

John Keats ritratto da Joseph Severn 

Fanny la incontrò in una famiglia vicina. In un primo momento i suoi modi e la presenza lo irritarono ma poi tutto di lei lo affascinò, con somiglianze alla figura Amor sacro e profano del dipinto di Tiziano. Un vivace e rigogliosa bellezza bionda, tutt'altro che rara, con naso aquilino, la fronte alta e gli occhi grigio-blu, una figura formosa bassa, tale era Fanny Brawne esternamente, ma del suo carattere abbiamo poche note per giudicare. Il suo idillio con Keats rimase segreto fino al 1878 quando vennero pubblicate le lettere.

Fu per lui la sua musa ispiratrice e le dedicò il sonetto Bright Star  Lucente stella (vi è anche un film del 2009 diretto da Jane Campion) la poesia venne associata con la loro relazione che non andò come avrebbe pensato. Fra le condizioni di salute che si aggravarono e quelle economiche, "la malattia si pone come una barriera fra me e te" scrive a Fanny.  Al giovane poeta venne consigliato dai medici di trasferirsi a Roma nella speranza che il clima mite giovasse alla sua salute.

In una lettera al poeta  Percy B. Shelley  nel 1820 scriverà : «Non vi è dubbio che un inverno inglese avrebbe messo fine a me in modo odioso e persistente. Pertanto devo viaggiare verso l’Italia, come un soldato in marcia. I miei nervi attualmente sono la parte peggiore di me, eppure si sentono placati, qualunque cosa accada, non sono destinato a rimanere in un posto abbastanza a lungo per riuscire ad odiare le quattro colonne del letto».
L'anima tormentata di Keats non vedrà più l'Inghilterra. Morirà a Roma nel 1821.



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2 commenti :

  1. Splendido post, dal sapore amaro ma intenso.
    Essendo di Roma, ho avuto modo di ammirare la tomba di Keats al Cimjtero Acattolico, sebbene l'umile omaggio si sia concluso con il rito pagano di scattare una foto ;-)

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    1. Vero, mi ha colpito molto questa figura romantica classica, contraddittoria, con un suo tragico destino.

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