20 ott 2016

 

Le solite sospette – John Niven. Un insolita banda di sessantenni

Una storia spassosa, una satira sull' amicizia e l'invecchiamento fra donne intraprendenti


Susan e Julie sono due donne di sessant'anni amiche dai tempi della scuola che vivono in una piccola città del Dorset. Apparentemente Susan ha tutto: una bella casa, un matrimonio felice e duraturo con Barry un commercialista. Per Julie invece la vita non è stata gentile tra fallimenti e cattivi rapporti, ora vive sola in un monolocale in affitto e lavora in una casa di riposo. Improvvisamente la vita perfetta di Susan subirà un crollo, quando il marito verrà trovato morto in un appartamento seminterrato usato come luogo equivoco per giochi erotici. Scoprirà che Barry aveva una doppia vita come scambista, lasciando indebitata l'ignara moglie e ora la banca sta per portargli via la casa.





Nel romanzo Le solite sospette (Einaudi) lo scrittore scozzese John Niven costruisce una storia spassosa riunendo diversi personaggi avanti negli anni. Oltre a Susan e Julie, vi è Jill che ha una nipote malata, bisognosa di cure costose, poi abbiamo l'energica novantenne libidinosa Ethel che si trascina nella sua carrozzina motorizzata con due adesivi attaccati, uno sul lato anteriore dove vi è scritto "E' qui la festa ?" e in quello posteriore "Senza Freni", l'unica donna del gruppo con un passato di vita vissuta contesa fra decine di uomini in ambienti esotici.

Cercando di aiutare economicamente Susan, le amiche studieranno un piano per rapinare una banca, la stessa banca che vuole riprendersi la sua casa. Un giorno mentre discuteva con il direttore aveva notato che puntualmente venivano portati dei contanti, incassi di un supermercato, alla solita ora e al solito giorno.

Una sera le due amiche si ritroveranno a discorrere del passato fra i fumi delle sigarette e quelle dell' alcool, Julie aveva avuto la sua bella vita in giro per il mondo fra l'Australia e l'America, aveva conosciuto dei balordi, e si ricorderà di un tizio che assomigliava a un attore dell'epoca con un insolito soprannome: Stimmate, recentemente gli aveva inviato una cartolina con gli auguri di Natale.

– È ancora vivo? Ma ora sarà anzianotto, no?
– Eccome. Allora aveva già quarant’anni.
– Era un delinquente, vero?
– Piú o meno. Non te lo ricordi cosa faceva?
– No –. Susan stava sorseggiando la vodka con meno impeto, adesso.
– Rapinava banche!

Susan è la più corretta del gruppo, lontano dalla sguaiata e impudica Ethel dalla cui bocca escono espressioni poco pulite, ma nella sua mente l'idea di una rapina e l'appoggio di un ex galeotto novantenne con bombola di ossigeno a seguito, che alterna boccate a feroci tirate di sigaro, si farà sempre più evidente, dato che l'uomo possiede ancora un vecchio arsenale di armi e aggeggi vari fra cui degli strani passamontagna neri con su scritto "Odio" e "Paura" .
Si rendono conto che il colpo è l'unica soluzione prima di finire in un ospizio per sempre, Ethel ci soggiorna, Julie vi lavora, ma non si sentono così vecchie da tirarsi indietro.

Stai parlando sul serio di rapinare una banca?
– Qual è la cosa peggiore che ci potrebbe accadere? –
Mmm, vediamo: finire in galera?
– E capirai. L’hai detto tu stessa: sono distrutta dal dolore. Attenuanti generiche e via dicendo. Niente precedenti penali, mi basta un avvocaticchio decente, al massimo mi becco qualche anno. Sconti metà sentenza, esci e rivendi la tua storia. Magari fai pure un pacco di soldi. E poi, da quello che dicono i giornali, in galera ormai c’è tutto: televisione, wi-fi…

D'altronde chi penserebbe che un gruppo di sessantenni e una novantenne in carrozzina nascosti dietro dei passamontagna in indumenti da operaio possa veramente fare una cosa del genere. Gli stessi derubati penseranno a uno scherzo specie vedendo Ethel, "E questo cosa mi rappresenta? La gitarella dell’ospizio?" dirà uno, ma si ricrederanno quando la vecchina tirerà fuori da sotto un plaid un fucile a canne mozze caricato a sale.

In precedenza l'ispettore Boscombe, personaggio risoluto ma deficiente, una via di mezzo fra il  Clouseau della Pantera rosa e una versione demenziale di Javier dei Miserabili, aveva avuto a che fare con la vedova Susan comunicando la triste notizia e poi riportando gli effetti personali a casa della donna proprio quando le quattro donne stavano discutendo i preliminari del colpo.

Il giorno della rapina si troverà per caso vicino alla banca a prendere un gelato e si ricorderà della donna nella carrozzina mentre nota che la stanno mettendo su furgone per fuggire. Incomincerà così un avventuroso inseguimento che dall'Inghilterra lo porterà, insieme al sagace agente Wesley, alla Costa Azzurra non senza disastrose conseguenze.

InterContinental Carlton Cannes Hotel- Wikimedia

"Ma questo… questo posto era tutta un’altra cosa: adesso il Ritz-Carlton...si chiamava InterContinental Carlton, ed era un’astronave di marmo bianco e beige, di colonne bianco-avorio che si allungavano fino a un soffitto incredibilmente alto con i lampadari penzolanti e intorno gente che sfogliava giornali, gente che sorseggiava cocktail, gente ricca.
Gente ricchissima"

La scrittura di Niven è scorrevole, da sceneggiatore, quasi immaginiamo questi personaggi sullo schermo, (magari con Helen Mirren nella parte di Susan) e il soggetto - la terza età - lo abbiamo già visto e letto nelle eleganti signore di mezza età del Marigold Hotel di Deborah Moggach, il Centenario di Jonasson o  La banda delle insolite ottantenni  di Ingelman-Sundberg.

La narrazione è senza fronzoli con una trama movimentata, schietta sulle questioni sessuali e scatologiche, mantenendo un certo grado di empatia per le situazioni a cui vanno incontro i personaggi.

Donna Gigliotti produttrice americana di film come Shakespeare in Love ha acquistato i diritti per un prossimo adattamento cinematografico. In una intervista a Screendaily ha detto "Questo è un libro molto divertente. Recentemente sono stata su un aereo per Los Angeles e la hostess è venuta a controllarmi se stavo bene per via delle lacrime che mi scorrevano sul viso durante la lettura."


Le solite sospette può esser visto come una satira scritta con acutezza sull'amicizia, l'invecchiamento, le classi medie inglesi e la crisi economica. Un racconto caricaturale, divertente, coinvolgente, adatto a chiunque voglia passare qualche ora senza impegno, a condizione che i lettori  possano digerire il vocabolario scurrile di Ethel e i dettagli sgradevoli dell'uscita di scena di Barry.



  • Il libro 




John Niven

LE SOLITE SOSPETTE
346 pagine
Einaudi 2016















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