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16 giu 2016

 

Google, i romanzi rosa e il futuro dei libri

Google legge i romanzi rosa per migliorare le sue applicazioni in futuro e forse scrivere libri. Ma già negli anni sessanta la fantascienza ci aveva pensato con uno strano romanzo

Cercando sempre di migliorare le sue applicazioni Google ha alimentato in questi mesi il suo motore di intelligenza artificiale (A.I.) con 2865 romanzi rosa. Vi domanderete perché proprio i romanzi di questo genere, il motivo è perché questo tipo di libri seguono una trama abbastanza lineare e ripetitiva, consentendo all' intelligenza artificiale di concentrarsi sulle molte sfumature del linguaggio e praticamente di scrivere in futuro frasi come un libro stampato.

Bios_robotlab_writing_robot- wikimedia



Dopo aver dato in pasto il massiccio archivio di romanzi, il motore è stato incaricato di scrivere frasi in base a ciò che aveva imparato. Confrontando poi il proprio lavoro con il testo estrapolato dai libri che aveva letto, in modo da migliorare la capacità di generare frasi migliori, l'ingegnere creatore del software Andrew M. Dai  ha detto che l'A.I. teoricamente potrebbe scrivere un intero romanzo rosa da solo. 

All'inizio di gennaio 2016 un team della Future University Hakodate in Giappone guidato da Hitoshi Matsubaraha, ha messo a punto un programma di A.I. che ha scritto un racconto intitolato The Day a Computer Writes a Novel, (Il giorno che un computer scrisse un romanzo), presentandolo a un premio letterario Hoshi Sinichi Literary Award, aperto anche per accettare scritti da robot: su 1450 scritti 11 di questi erano stati composti da robot. La giuria era naturalmente ignara sul fatto che i romanzi fossero stati scritti usando programmi di intelligenza artificiale. Quello di Matsubaraha è stato l'unico a entrare nella fase finale. 
"Sono rimasto sorpreso del lavoro perché era un romanzo ben strutturato. Ma ci sono ancora alcuni problemi da superare per arrivare a vincere il premio, come ad esempio le descrizioni dei personaggi ", ha detto Satoshi Hase, uno scrittore di fantascienza giapponese nella conferenza stampa che seguiva il premio. 

D'altronde esistono già dei programmi automatici che aiutano a scrivere articoli per i giornalisti con schemi di frasi preconfezionate che il software compila con i dati. Basta poi imputare al programma di mettere in evidenza un certo tipo di frasi rispetto ad un altre, modificando il taglio dell'articolo. Narrative Science che ha sviluppato questi programmi automatici dichiara che “non c'è differenza fra creare un articolo beffardo e scanzonato rispetto a un freddo lancio d'agenzia”. 


Un romanzo di mezzo secolo fa anticipava i tempi: Le argentee teste d'uovo 



Lasciando da parte la tecnologia applicata alla scrittura mi preme far notare che la fantascienza ci aveva già pensato con mezzo secolo di anticipo in un romanzo dallo strano titolo Le argentee teste d'uovo (The Silver Eggheads 1961) dello scrittore americano Fritz Leiber, pubblicata su una rivista nel 1959 e poi in volume due anni dopo, ristampato adesso da Mondadori nella collana Urania.
In un futuro ormai prossimo, il lavoro degli scrittori sarà solo quello di  firmare e recitare in pubblico, le opere saranno composte elettronicamente da robot chiamati Mulini-a-parole. 

"...ogni Mulino-a-parole era unico, era uno Shakespeare immortale, qualcosa di cui non si poteva fare una copia, ed è per questo che da sessant’anni non ne sono più stati costruiti? Tutto ciò che dovevamo fare era aggiungere ai loro banchi-memoria le parole nuove a mano a mano che apparivano nel linguaggio corrente, fornirli di un programma ben standardizzato e poi premere il pulsante di avviamento". 

Solo i robot sanno scrivere sul serio, almeno per i robot stessi. Ma un giorno gli scrittori inferociti si stancheranno di fare da mediatori. Nel tentativo di riaffermare il loro ruolo storico, faranno a pezzi i Mulini-a-parole unici in grado di scrivere romanzi, facendo cadere la società in una grave crisi di creatività. Dopo la lotta a raggiungere il diritto di scrivere, gli scrittori si renderanno conto che non hanno idea di cosa fare dopo, perché non sanno cosa è esattamente un processo di scrittura. Solo un editore custodisce il segreto del secolo precedente. In un luogo nascosto vivono ancora trenta argentee Teste d'uovo sorta di memorie collettive che contengono il sapere del passato, la cui esistenza potrebbe sconvolgere sia il mondo della finzione che quello della realtà. 

"Sulla base di misteriose tradizioni filtrate dai lontani giorni oscuri in cui gli scrittori scrivevano veramente, quasi tutti credevano che scrivere fosse una lavoro di squadra, in cui otto o dieci amici, dotati di una certa congenialità, si stendevano in ambienti lussuosi bevendo cocktail e “prendendo a calci le idee” (qualunque cosa significasse quella frase) e ogni tanto venivano rinfrescati dalle premure di bellissime segretarie, fino a che i romanzi e i racconti saltavano fuori: un’immagine che rendeva lo scrivere una specie di partita di calcetto interrotta da periodi di riposo in camera da letto e conclusa da un miracolo."

Con battute e personaggi dai nomi letterari che alludono a dei noti scrittori, come il protagonista Gaspar de la Nuit, scrittore a giornata che ha problemi con la sua ansiosa ragazza Heloise Ibsen, Zane Gort (allusione a Zane Grey) un robot che scrive romanzi d'avventura, Homer Hemingway scrittore patentato dalla testa rasa, Quintus Horatius Flaxman custode fiduciario della Saggezza, e altri, cercheranno di ricreare la vera letteratura dalle memorie delle Teste d'uovo.

Fritz Leiber-Magazine of Fantasy and Science Fiction-1959
La rivista  The Magazine of Fantasy and Science Fiction del 1959
che pubblicò una versione ridotta della storia di Leiber

Leiber scrive una satira ironica sulla società culturale, talvolta irriverente, con situazioni paradossali e divertenti. Una robicchia, robot femmina ha una sola presa/connessione femmina per rifornirsi di energia, mentre i robot bruncio maschili hanno tutti i tipi di prese, al che una robicchia porta sempre con se in caso d'emergenza una doppia spina, sebbene le sia motivo di imbarazzo. E comunque non si farebbe mai vedere mentre la usa, se non nella più assoluta intimità.

In un brano il robot Zane osserva che il più grande degli investigatori umani aveva molti tratti robotici: 
« Il più grande investigatore umano?»
« Sherlock Holmes, per l’esattezza » disse Zane, impaziente.
« Mai sentito nominare » disse Gaspard. « Era un poliziotto, un investigatore privato o un professore di criminologia? O è stato lui a succedere a Herbert Hoover come capo dell’FBI? » " .

Le argentee teste d'uovo appare un mix esasperante di ilarità, intuizioni creative e originali, letto oggi con un occhio nostalgico alla fantascienza anni '60 legata a figure formose di robot umanoidi femminili che apparivano nelle copertine di molte riviste popolari, non tralasciando una nota di sessismo abbastanza caratteristico dell'epoca nella prima parte del libro.


Fritz Leiber (1910 - 1992) è stato un popolare scrittore di fantascienza, fantasy e horror. L'editore Cliquot ha pubblicato nel 2015 anche sette racconti horror inediti in Italia La cosa marrone chiaro e altre storie dell'orrore.





Il libro 




Fritz Leiber
LE ARGENTEE TESTE D’UOVO
ebook Mondadori

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2 commenti :

  1. Non conoscevo questo romanzo, né le operazioni di Google, ma credo che, se la fantascienza ci mette in guardia da certe degenerazioni, la realtà vada incontro ad esse senza alcuna consapevolezza dell'impoverimento che ne può derivare. Insomma, questa notizia mi inquieta: se togliamo l'estro dell'autore, la fantasia, l'originalità anche da un prodotto letterario e lo riduciamo ad una sequenza di algoritmi, che cosa ci resterà?

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    1. In effetti è abbastanza inquietante, specie se poi i lettori si adeguassero ai testi dei nuovi scrittori elettronici senza fare distinzione fra umani e macchine.

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